L’importanza della Improvvisazione Teatrale

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L’Improvvisazione Teatrale è una disciplina davvero molto importante per un interprete, perché aiuta a sviluppare l’attenzione e l’ascolto verso i compagni che sono in scena, migliorando la prontezza di riflessi.

Se si è degli ottimi improvvisatori, si può sfruttare questa attitudine per nascondere al pubblico imprevisti e errori in scena, che purtroppo sono sempre dietro l’angolo durante uno spettacolo.

L’Improvvisazione però, non è assolutamente approssimazione e impreparazione. Al contrario, perché sia sviluppata al meglio, richiede concentrazione e una lunga preparazione.

Non a tutti può venire naturale improvvisare in scena, ma è possibile imparare alcune tecniche per sviluppare questa capacità.

Io ad esempio, quando non ero che un’attrice in erba, ero piuttosto incapace ad improvvisare. Un errore in scena significava per me blocco totale e sguardo sbarrato, colmo di paura… E, logicamente, anche lo spettatore più distratto poteva rendersi conto che c’era qualcosa che non andava in quel momento.

Che cos’è l’Improvvisazione?

L’Improvvisazione Teatrale è una vera e propria forma di teatro, in cui gli interpreti non seguono un copione, ma inventano il testo improvvisando estemporaneamente.

Si tratta di una tecnica estremamente affascinante. Comporta anche una partecipazione attiva degli spettatori, che possono interagire con quel che succede in scena.

Uno spettacolo di questo tipo, quindi, non potrà mai essere uguale a se stesso, ma al contrario è sempre qualcosa di unico e irripetibile.

L’improvvisazione teatrale nel corso dei secoli

L’Improvvisazione teatrale è una forma teatrale che è nata tantissimo tempo fa.

Già mentre Aristofane scriveva i suoi successi, nell’Antica Grecia nacquero le prime tracce di questa forma teatrale, legata soprattutto alla commedia e al teatro popolare.

Più tardi, durante l’età repubblicana, Plauto e gli interpreti di Mimo e Pantomima portarono all’estremo questa tecnica che così prese sempre più piede nella nostra penisola.

La commedia dell’Arte

Non è infatti un caso che la tecnica dell’Improvvisa diventò più tardi parte fondamentale della famosissima Commedia dell’Arte, genere teatrale prettamente italiano.

Il genere della Commedia dell’Arte prevedeva che gli interpreti si avvalessero di un canovaccio su cui ogni volta montavano lo spettacolo, improvvisando le varie battute.

Questo, tuttavia, non presupponeva che questi attori improvvisassero senza alcun tipo di preparazione. Al contrario, provavano comunque le loro messinscene, basate su efficaci mnemotecniche.

Gli spettatori, però, credevano di assistere a spettacoli nati in quel momento. Nella realtà dei fatti, questa era esattamente l’impressione cher gli artisti della Commedia dell’Arte volevano dare al loro pubblico.

In verità, quel che mettevano in scena erano schemi drammatici provati e ripetuti all’infinito, in cui inserivano elementi derivati dalla realtà a loro contemporanea, in modo da sembrare spontanei e naturali.

Le avanguardie novecentesche e l’avanspettacolo

Passano i secoli e sebbene la Commedia dell’Arte sia ormai un genere teatrale del passato, nel corso del novecento la tecnica dell’Improvvisazione Teatrale torna alla ribalta.

Segno che non era un genere morto, ma semplicemente assopito.

L’Improvvisazione Teatrale diventa quindi un genere ampiamente utilizzato dalle avanguardie novecentesche. Gli spettacoli erano interpretati da attori che non si avvalevano del canovaccio come gli artisti della Commedia dell’Arte, perciò non sapevano che cosa avrebbero fatto in scena i loro compagni.

Tuttavia, anche in questo caso, dietro a queste messinscene c’era un lungo lavoro di gruppo fondato sulla comunicazione, sulla creatività, sulla capacità di prendere decisioni rapidamente e sull’adattabilità degli interpreti alle situazioni impreviste.

Inoltre questi attori avevano una grandissima conoscenza dei testi, per cui la “spontaneità” che gli spettatori percepivano era del tutto costruita.

Poco più tardi, l’Improvvisazione Teatrale venne adottata anche nell’avanspettacolo e nel teatro di rivista, tra cui si ricordano alcuni grandi interpreti, come Macario, Totò, Ettore Petrolini e tanti altri.

Poi diventò un tratto caratteristico del teatro popolare italiano, sfruttato moltissimo anche da Eduardo de Filippo.

L’improvvisazione teatrale dagli anni sessanta ad oggi

Poi negli Stati Uniti degli anni sessanta l’Improvvisazione Teatrale diventò una vera e propria forma di spettacolo e non solamente un mezzo con cui arricchire altre tipologie di messinscene. Questo è stato un periodo in cui gli attori e i registi hanno sperimentato molto, dando vita a spettacoli interamente improvvisati.

E proprio da questi anni pregni di sperimentazioni, sono nati i famosi match d’improvvisazione teatrale .

In questo tipo di performance due squadre di interpreti si sfidano a suon di scene improvvisate e spesso è richiesta la collaborazione del pubblico. Si tratta di un genere teatrale che in Italia prenderà piede solo molti anni più tardi e che oggi ha raggiunto grande successo commerciale.

Esercizi di improvvisazione teatrale

Come puoi aver intuito dalla breve storia di questa affascinante forma teatrale, l’Improvvisazione Teatrale non è assolutamente qualcosa di  estemporaneo  e superficiale.

Gli “improvvisatori” sono in realtà degli interpreti molto bravi, con una lunga e continua preparazione, basata su tecniche mnemoniche e di ascolto e osservazione.

Insomma, “improvvisatori”… non ci si improvvisa!

Molto spesso, nei corsi di recitazione alcune lezioni sono dedicate all’Improvvisazione Teatrale, procurando così agli allievi le tecniche e i trucchi necessari per sapere improvvisare, qualora ce ne sia bisogno.

Tuttavia, spesso gli esercizi di improvvisazione sono utili anche durante le prove di uno spettacolo.

Il mio regista Marco Conte, ad esempio, spesso utilizza questo tipo di esercizi. Il suo intento è quello di creare un cast unito, che si ascolti e si osservi in scena, in modo da poter essere una sorta di organismo unico, anche se formato da tanti individui differenti.

Talvolta, anche io ho portato avanti alcuni esercizi di improvvisazione, soprattutto in alcune messinscene corali, in cui non c’era un vero e proprio protagonista e ogni interprete aveva la stessa importanza, o quasi.

Esistono molteplici esercizi di improvvisazione teatrale e in questo articolo te ne descrivo alcuni che personalmente ho trovato davvero interessanti ed efficaci soprattutto all’inizio delle prove di un nuovo spettacolo.

 

1. Improvvisazione libera, con ambientazione

Il Regista indicherà al gruppo di attori soltanto un’ambientazione in cui si dovrà svolgere la scena. Potrà farlo interpretando a sua volta un personaggio esterno che possa raccontare la vicenda ad esempio. Il resto sarà tutto in mano agli attori.

Questo esercizio di improvvisazione, ad esempio, è stato portato avanti dal mio regista durante le primissime prove di “7 minuti”. Il regista ha preso spunto dalla trama stessa di “7 minuti” e, prima di dirci quale ruolo ci aveva assegnato, ha deciso di farci improvvisare dandoci pochi indizi: la fabbrica in cui lavoravamo era a rischio chiusura e dovevamo decidere il da farsi, facendo riferimento a quanto la nostra portavoce (un personaggio esterno all’improvvisazione) ci aveva detto riguardo alla decisione presa dai nuovi proprietari della fabbrica per non chiudere la struttura.

Questo esercizio di improvvisazione mette a disposizione degli interpreti coinvolti un’ambientazione e un personaggio esterno che fornisce l’antefatto di una scena e sta poi agli attori portarla avanti improvvisando. Ogni attore può interpretare il personaggio che preferisce e svilupparlo nel corso dell’improvvisazione.

L’esercizio richiede molta concentrazione, nonché il pensare fin dall’inizio ad una bozza del personaggio che intendiamo interpretare all’interno dell’improvvisazione, cercando di “tenerlo” per tutta la durata dell’esercizio.

 

2. Improvvisazione con obiettivo

Questo esercizio di improvvisazione è particolarmente efficace per creare collaborazione tra gli attori.

Va da sé, che anche in questo caso a farla da padrone è la creatività degli attori chiamati a calarsi in questo contesto.

Questo esercizio è solo apparentemente simile a quello precedente.

La differenza principale sta nel fatto che l’insegnante o il regista, oltre a delineare l’ambientazione, propone agli attori anche un obiettivo comune che deve essere raggiunto ad ogni costo.

Inoltre, una variante molto utilizzata è quella di affidare ad ogni singolo componente dell’improvvisazione un ruolo, senza però dirgli quale ruolo hanno gli altri.

Un esempio abbastanza semplice potrebbe essere la classica “Scena del delitto”. Il regista assegna in privato un ruolo ad ogni attore (compreso l’assassino) e poi da il là alla vicenda. Starà agli attori poi improvvisare sui loro personaggi, fino a scoprire l’assassino.

La difficoltà di questo esercizio sta nel riuscire ad instaurare una dinamica tra i vari componenti dell’improvvisazione il più possibile efficace, per raggiungere l’obiettivo prefissato.

 

3. Improvvisazione di Status

Per portare avanti questo esercizio di improvvisazione (di cui esistono diverse varianti) è necessario avere con sé anche un mazzo di carte.

Ancora una volta l’insegnante o il regista espone ai suoi attori improvvisatori una scena o una situazione.

Nel momento in cui assegna i vari ruoli, fa scegliere casualmente ad ogni componente anche una carta dal mazzo. Il valore della carta indica lo status del personaggio assegnato e nessuno degli attori improvvisatori sa quale carta è stata assegnata ai suoi compagni.

Lo status indica il tipo di comportamento e atteggiamento che ha il personaggio in questione.

Perciò in una scala da uno a dieci i valori più bassi indicano i personaggi poco carismatici, caratterialmente deboli e insicuri mentre i valori più alti indicano personaggi dal forte ascendente, affascinanti o comunque in grado di farsi seguire dagli altri.

L’improvvisazione si farà sempre più interessante e difficile, nonché divertente se ad esempio un personaggio come un Re ha uno status basso, mentre un servo ha uno status alto.

 


L’importanza di saper improvvisare

Gli esercizi di improvvisazione, se portati avanti con impegno e concentrazione possono dare i loro frutti, sia in ambito teatrale che nella vita di tutti i giorni. Saper improvvisare è infatti utilissimo, sia durante una messinscena che durante un colloquio di lavoro, ad esempio.

L’improvvisazione teatrale è inoltre particolarmente indicata per i bambini e i ragazzi, poiché stimola la collaborazione e il lavoro in gruppo.

Durante una lezione di improvvisazione teatrale, i bambini e i ragazzi si rendono conto di essere tutti utili per la buona riuscita della scena improvvisata, sviluppando così la fiducia in se stessi.

Se ho stuzzicato la tua curiosità circa questa entusiasmante forma teatrale, allora potrebbe fare al caso tuo il “Manuale di Improvvisazione“, un volume in cui viene spiegato in modo dettagliato e semplice che cos’è l’Improvvisazione Teatrale.


 

 

 

 

 

 

 

 

 


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