Storia del costume: la moda negli anni 80 del Novecento

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Nello scorso articolo ci eravamo soffermati sui “favolosi” anni ’70, decennio in cui l’abbigliamento si distacca in parte dai dettami della moda e le persone preferiscono esprimersi attraverso il gusto personale. La testimonianza del grande fervore di quegli anni, in cui si spazia dall’ hippie, al glamour, al punk, al fenomeno della disco.


È dalla forte influenza di queste forme di contromoda e dalla nuova politica neo-liberista (che getta le basi per la globalizzazione dei commerci), che prendono le mosse gli anni 80.

Il consumismo si diffonde a livello mondiale e la pubblicità si fa sempre più invasiva e persuasiva.

Il mercato della moda si stratifica in livelli diversi:

  • L’alta moda e il prêt-a-porter di lusso, destinati alle classi elitarie;
  • Il prêt-a-porter corrente, indirizzato a strati sociali più estesi;
  • Il pronto-moda, caratterizzato da produzione, fruibilità e deteriorabilità veloci;
  • La confezione, un universo di piccole sartorie che si ispirano alle tematiche proposte dall’alta moda.

Ma in realtà quello che la fa da padrone dagli anni 80 in poi è il marchio.

Indipendentemente dall’aspetto e dalla qualità del capo, l’importante è che sia griffato. Quando si parla di anni ’80 non si può parlare propriamente di moda, ma di una moltitudine di stili e tendenze in continuo cambiamento, che spesso si intrecciano e si sovrappongono. Una cosa che sicuramente accomuna questa moltitudine è l’esplosione del colore: più è acceso, più è anni 80.


LA RISCOPERTA DEL BODY CONSCIOUS

Si tratta di un decennio in cui l’apparire è molto più importante dell’essere, per cui si affermano nuovissime figure professionali come i curatori di immagine e di public relations.

La cura del corpo è una delle ossessioni collettive del decennio, riscoprendo la cultura del body conscious nata negli anni ‘60: alimentazione macrobiotica, sessioni incessanti di ginnastica ed aerobica, un’abbronzatura sempre al top (spesso ottenuta tramite l’utilizzo di lampade a raggi ultravioletti). Pratiche che servono a creare una silhouette perfetta che riuscisse a stringersi nei nuovi body di lycra o di spandex, corredati da fuseaux e scaldamuscoli, tutto in tonalità fluo e contrastanti.

La produzione della Lycra, creata da DuPont nel 1958, si sviluppò negli anni fino a raggiungere un’elasticità e una morbidezza di alta qualità. Fino agli anni settanta era un tessuto prettamente dedicato ai costumi da bagno. Negli anni 80, invece, si incomincia ad espanderne l’utilizzo anche allo sport e al tempo libero. Chi ha vissuto gli anni 80 non può certo dimenticarsi dei famosi pantaloncini, corti sopra al ginocchio, chiamati ciclisti.

Ma la figura atletica deve adattarsi, non solo alle nuove tenute sportive. La moda femminile anni 80 tende molto spesso a fasciare il corpo, in modo da evidenziarne la sensualità, stringendosi in vita ed allargandosi verso le spalle, formando quindi una sorta di triangolo verso il basso. Viene riecheggiata la moda dei primi anni ’40, ma con forme più squadrate e volumi più esagerati.

La nuova moda dei vestiti fascianti vede tra i primi e più importanti sperimentatori Thierry Mugler e Azzedine Alaia, tramite l’utilizzo di tessuti sintetici come il jersey di poliestere.

La sensualità femminile è oggetto delle collezioni di stilisti d’avanguardia come Jean-Paul Gaultier e Vivienne Westwood, che trasformano la tradizionale biancheria intima, come corsetti e giarrettiere, in abiti moderni concepiti per esprimere il dinamismo del corpo umano.

Dopo la parentesi degli anni ’70, c’è un improvviso ritorno alla minigonna, anche grazie all’introduzione della gonna a pantalone in versione mini.

 

YUPPIES E PREPPIES

Negli Stati Uniti degli anni 80 – poi ampiamente “copiati” dal resto dei Paesi occidentali – si diffonde un nuovo fenomeno di costume, derivato dalla grande ambizione al successo personale e dal fervore economico dato dal crescente consumismo: Yuppies e Preppies.

Per entrambi gli esempi di stile, l’abbigliamento è parte fondamentale dell’immagine di successo che si vuole dare di se stessi.

Gli Yuppies erano giovani impiegati nel campo finanziario. Per loro il completo firmato, con giacca e cravatta, dava un’immagine sia professionale che elegante. Dal punto di vista femminile questo tipo di abbigliamento si traduce nel Power Dressing: una sempre maggiore presenza delle donne nel mondo della politica, dell’industria e della finanza, porta gli stilisti a creare forme che ricalcano quelle maschili (primo fra tutti Giorgio Armani che ne fa il suo marchio di fabbrica).

I Preppies, invece, si ispiravano al mondo delle università a Americane. Con polo o camicia, abbinata all’immancabile pullover intorno alle spalle, ai pantaloni in tonalità pastello, ai mocassini. Il look tipico dei ragazzi di buona famiglia, che si contrappone ai “ragazzacci” del decennio precedente. Amante di questo stile è la neo principessa Diana, che lo adotta nelle occasioni informali di tutti i giorni.

Diciamo che Yuppies e Preppies sono due facce della stessa medaglia. Da una parte uno stile formale e severo dedicato al mon

Il bustino creato da Jean-Paul Gautier per Madonna.

Il bustino creato da Jean-Paul Gautier per Madonna. By Georges Seguin (Okki) – Own work, CC BY-SA 4.0, Link

do del lavoro, dall’altro una moda molto casual, che non disdegna l’uso di capi sportivi e dedicata principalmente al tempo libero.

 

MODA ANNI 80 E MTV

Si può parlare della nascita di MTV, nel 1981, come un vero e proprio fenomeno di costume: il passaggio incessante dei videoclip rende la musica percepibile anche attraverso la vista.

Questo influenza profondamente la moda dei giovani. Nascono nuovi stili ispirati alle rockstar e alle popstar del momento. Alcuni di questi, come ad esempio il punk o il glam, nati nel decennio precedente, continuano a sopravvivere, seppur adattandosi al gusto degli anni 80.

Tra le nuove proposte del decennio, come non citare Madonna. Vera e propria icona di stile ancora ai giorni nostri. Indimenticabili i corsetti creati per lei da Jean-Paul Gaultier, con seno a cono, o i suoi look che mischiavano bigiotteria oversize a simboli religiosi, al pizzo, al lurex, all’animalier.

Altro importante filone della moda degli anni 80 è quello ispirato alla musica rap, in cui le misure dei capi, di felpe, t-shirt, cappelli, pantaloni, così come i colori, sono portati all’eccesso.

Uno stile che porterà nel decennio successivo alla nascita dello streetwear.

 

L’AVVENTO DEL SOL LEVANTE

Negli anni 80 del novecento il gusto occidentale viene influenzato da quello giapponese e i nuovi stilisti orientali si fanno strada sulle passerelle di tutto il mondo.

Nell’abbigliamento nipponico, tra il corpo e la stoffa che lo ricopre intercorre uno spazio, detto “ma”. Poiché ogni persona ha un corpo unico nel suo genere e diverso dagli altri, il “ma” creerà forme uniche.

Si tratta di una concezione completamente diversa da quella occidentale, in cui il corpo deve adattarsi all’abito.


Tra i più importanti stilisti arrivati ricordiamo Issey Miyake, che invertì il processo di plissettatura, cucendo prima l’abito e plissettando il tessuto successivamente. Rei Kawakubo e Yohji Yamamoto fondevano il gusto di oriente e occidente nelle loro forme.

 

REALIZZARE COSTUMI TEATRALI ANNI 80

Riepilogando, per mettere in scena un costume femminile anni 80, le caratteristiche principali sono:


  • La silhouette predominante di questo periodo è quella a triangolo rovesciato verso il basso: le spalle sono accentuate all’eccesso in modo da contrastare con il punto vita, che è invece molto stretto, spesso evidenziato da una cintura alta con fibbia gigante. Questa forma si ispira molto alla moda dei primi anni ’40, ma eliminandone quasi totalmente le rotondità ed esagerandone molto i volumi.
  • I tessuti sintetici elasticizzati come la lycra, il jersey di poliestere, lo spandex entrano a far parte dell’abbigliamento di tutti i giorni, sia nelle occasioni formali (come ad esempio gli abiti da sera fascianti di Azedine Alaia,), che in quelle informali (il tempo libero ad esempio vede un grosso impiego di questi tessuti per capi come fuseax e pantacollant, top, tubini, shorts e pantaloncini), ma anche per lo sport (body, tute).
  • È il decennio dei colori fluo. Ma non solo: in generale gli anni ’80 sono un’esplosione di colore, anche mediante l’accostamento di tinte contrastanti.
  • C’è un improvviso ritorno alla minigonna e la biancheria intima, come corsettie e giarrettiere, viene trasformata in abiti moderni e dinamici da stilisti divanguardia come Jean-Paul Gaultier e Vivienne Westwood.
  • L’immagine di successo degli Yuppies si traduce nella donna, nel Power Dressing: le giacche ispirate a quelle maschili, sia nella forma che nei tessuti, si fondono con particolari particolarmente femminili, come la vita stretta (sempre accentuata dalle spalle larghe, squadrate e imbottite), o i bottoni gioiello.
  • Stessa cosa avviene per l’universo Preppy, cui icona di stile è la neo principessa Diana che lo indossa nelle occasioni informali.
  • Esistono ancora forme di contromoda come il punk, o il glam, tra cui si inseriscono nuovi artisti come Madonna, ampiamente copiata nello stile eccessivo, dalle ragazze di tutto il mondo. Comincia a farsi strada il rap.
  • Il trucco è molto teatrale, spesso marcato ed eccessivo nei colori, così come gli accessori, le acconciature e il colore dei capelli.

Per quanto riguarda il costume teatrale per un personaggio maschile degli anni 80, le caratteristiche principali da tenere presenti sono molto simili a quelle femminili:

  • Per dare un’immagine di successo, da Yuppy, è fondamentale il completo firmato, anche questo con spalle larghe squadrate e imbottite come quello femminile, adatto alle occasioni formali del lavoro.
  • Per il tempo libero,invece, dovremmo ispirarci all’universo Preppy.
  • Stessa cosa vale per lo stile dei giovani, in cui l’ispirazione verrà dal mondo delle rockstar/popstar, dal cinema, dalla televisione e dalla pubblicità, diventata molto invasiva in questo decennio a causa del consumismo eccessivo.

 

ALTRI RIFERIMENTI UTILI PER UN COSTUME TEATRALE ANNI ’80

Oltre alle indicazioni che trovi in questo articolo sulla moda degli anni Ottanta del Novecento, puoi visitare la nostra bacheca di Pinterest dedicata alla storia della moda e del costume. Se vuoi puoi anche iscriverti al nostro gruppo dedicato al mondo dei costumi teatrali, in cui puoi fare domande e condividere le tue esperienze e le tue realizzazioni!

Commenti Facebook

it_ITItalian
it_ITItalian