Tutorial di Costume Teatrale: la Moda negli anni ’50 del Novecento

Dopo aver parlato della moda degli anni ’40, decennio di ristrettezze economiche, dovute al fronteggiamento delle spese militari per la Seconda Guerra Mondiale ed alla conseguente recessione, continuiamo il nostro percorso incentrato sulla moda del Novecento. Avventuriamoci adesso nei ben noti anni ’50 e vediamo quali sono le caratteristiche principali dei costumi teatrali per mettere in scena un’opera ambientata in questo periodo storico.


DAL SECONDO DOPOGUERRA AL BOOM ECONOMICO

Gli anni ’50 sono stati un periodo di grande rinascita economica ma, come tutti i cambiamenti importanti, prendono le mosse dal periodo precedente.

Con la liberazione di Parigi nel 1944, molte delle Maison che con la guerra erano state costrette a chiudere i battenti, lentamente si rimettono all’opera. In pochi anni Parigi tornerà a consacrarsi come capitale della moda.

Uno dei più grandi fautori di questa rinascita sarà Christian Dior, che già nel 1946 lancia la sua prima collezione. Le caratteristiche principali del suo cosiddetto New Look, sono la linea a clessidra – vita strettissima, spalle arrotondate, gonne a ruota – e una quantità smodata di tessuto. Se il razionamento bellico imponeva un massimo di tre metri, Dior poteva arrivare ad utilizzarne cinquanta!

Sul finire degli anni ’40 gli Stati Uniti, vincitori della guerra, assumono un ruolo predominante tra le potenze mondiali. Questo si riflette dall’universo politico anche a quello economico e allo stile di vita. Uno stile di vita nuovo, più dinamico, più al passo con i tempi di rinascita post-bellica.

Le ristrettezze dovute alla guerra avevano costretto l’America a creare un proprio stile originale. Utilizzando tessuti semplici come il denim o la tela di cotone, impiegati solitamente per gli indumenti da lavoro, stilisti come ad esempio Claire McCardell crearono un abbigliamento semplice e pratico, dalla struttura essenziale. Modelli che si prestavano alla produzione in serie, già ben organizzata negli Stati Uniti.


Ma nell’universo della moda è ancora l’Europa la regina e Dior continua a farla da padrone.

Nel 1953 crea un ufficio licenze, grazie alle quali il marchio si diffonde velocemente in tutto il mondo. Primo ad aggiudicarsi la licenza fu il grande magazzino giapponese Daimaru, per cui la maison Dior creò anche speciali modelli confezionati con tessuti giapponesi. Dior fu anche il primo ad introdurre collezioni diverse ad ogni stagione, per cui nuovi stili e nuovi modelli andavano velocemente a rimpiazzare i precedenti.

Nel 1954 si assiste anche al ritorno sulle scene di Coco Chanel. Con la sua prima collezione reintrodusse l’ “abito Chanel”, una versione riveduta del suo completo gonna e cardigan degli anni ’20. Inizialmente non suscitò grande interesse: le sue linee pulite erano in anticipo sui tempi, prefigurando quello che sarebbe stata la stagione del prêt-à-porter e della produzione in serie.

Ma fu il Cinema, principalmente quello americano, a fare da specchio della moda per la gente comune.

I divi e le dive del cinema furono i modelli di stile a cui faceva riferimento la gente comune, che con la rinascita economica, adesso poteva permettersi di comprare un abito prêt-à-porter o di trovarne una riproduzione a costo più basso.

Pin up moda anni 50

Una Pin-Up degli anni ’50

Dopo la Gibson Girl e la Flapper, dagli Stati Uniti arriva anche un nuovo immaginario di donna: la Pin-up.

Si trattava di ragazze sensuali, prorompenti e prosperose, fotografate in abiti succinti. Questo fenomeno cominciò a diffondersi già dalla Prima Guerra Mondiale, tra le pagine di molte riviste settimanali americane. Come già fu per le Flapper, è attraverso il cinema che il fenomeno delle pin-up diventa conosciuto in tutto il mondo. Grazie a dive quali Marilyn Monroe, Sandra Dee, Anita Ekberg, i canoni di bellezza americani (gambe lunghe e tornite, le curve abbondanti ed i tratti somatici molto femminili) si diffondono anche nel resto del mondo ed influenzano la moda. Possiamo considerare come risposta italiana alle pin-up americane, attrici come Sophia Loren e Gina Lollobrigida. O, per la Francia, Brigitte Bardot.

Negli stessi anni, sempre dagli Stati Uniti arriva la moda per gli adolescenti, che non sono più visti come degli adulti in miniatura. Nascono quindi linee di abbigliamento a loro dedicate, ed è proprio così che cominciano a prendere piede i Jeans.

Per quanto riguarda l’universo maschile, lo stile classico ed elegante non si distacca particolarmente da quello del decennio precedente ed è grazie all’attenzione ai dettagli ed alla qualità sartoriale che l’Italia si fa notare oltreoceano: è proprio in questi anni che nasce il concetto di “Made in Italy”, come sinonimo di qualità.
Al tempo stesso è attraverso i nuovi divi Hollywoodiani, come ad esempio James Dean e Marlon Brando, che comincia a farsi largo in Europa una nuova moda per l’uomo: jeans, maglietta bianca e giacca di pelle, sono il vero simbolo rivoluzionario di quest’epoca. Simboli che andranno a moltiplicarsi negli anni sessanta.


 

James Dean, icona di stile degli anni 50

James Dean, icona di stile degli anni 50

 

 

REALIZZARE COSTUMI ANNI’50

Riepilogando, se devi realizzare un costume per uno spettacolo ambientato durante gli anni’50, ecco le “regole” principali per un personaggio femminile:

  • Il punto vita è il protagonista indiscusso di questo decennio. Il più stretto possibile, aiutandosi con sottostrutture come la guepiere in nylon, o lo stringivita. Enfatizzato dall’ampia gonna, sostenuta da un sottogonna rigido, e dal reggiseno a cono, forma ottenuta per mezzo di imbottiture o cuciture strategiche.

 

  • La Gonna ha due forme tipiche: a ruota, con sottogonna, o a matita. Entrambe di lunghezza sotto al ginocchio per il giorno e lunga per la sera. È questo il decennio in cui nasce l’abito da cocktail, che combina le lunghezze dell’abito da giorno ai materiali preziosi e alle importanti decorazioni dell’abito da sera (per il giorno si prediligono colori pastello e stampe floreali)

 

  • Il look completamente coordinato. Le scarpe, rigorosamente con il tacco, devono essere dello stesso tessuto dell’abito. Spesso la fodera della giacca è dello stesso tessuto dell’abito. Il rossetto deve coordinarsi con lo smalto delle unghie. Nasce una nuova concezione di bigiotteria, che non cerca più di ricreare il gioiello vero, che si sbizzarrisce nei colori, anche in questo caso da abbinare all’abito.

 

  • I Cappelli tornano di moda. Piccoli a cloche o a tesa larga, soprattutto per il giorno, mentre per gli abiti da cocktail o da sera, nascono i fascinator, cerchietti da abbinare all’acconciatura, a cui vengono applicati fiori o velette in pizzo. Al look coordinato vanno ad aggiungersi accessori come i guanti, immancabili in tutte le occasioni, gli ombrelli e gli occhiali, che fino ad adesso venivano considerati semplicemente dispositivi medici, ma che da questo decennio vengono prodotti con montature e colori particolari, applicazioni di strass o intagli.

 

  • Il Trucco si fa più sofisticato. Oltre all’eyeliner – che dall’angolo interno dell’occhio si estende fino all’angolo esterno andando a formare una specie di virgola all’insù – e alla quantità industriale di mascara, sull’incarnato avorio spicca fortemente il rossetto. Lo scarlatto va per la maggiore, ma vengono introdotte anche le tinte corallo. Mentre la tipica forma delle sopracciglia è ad “ala di gabbiano”, come ad esempio quelle di Audrey Hepburn o Liz Taylor.

 

  • I Capelli sono di varie lunghezze, ma va per la maggiore quella medio corta che prende ispirazione dalle attrici di Hollywood, acconciata in voluminosi boccoli.

 

Per quanto riguarda l’uomo, i modelli da tenere come riferimento per un costume teatrale anni’50 sono sempre i divi di Hollywood.


Se Cary Grant attira per il suo stile classico, con completo composto da camicia bianca e completo grigio con cravatta abbinata, attori come Marlon Brando e James Dean con i loro film da “ragazzacci” e i loro jeans coordinati alla maglietta bianca e alla giacca di pelle, danno l’avvio ad un nuovo modo di vestire anche per l’uomo, che vedrà la sua massima espressione nel decennio successivo.

 

Altri riferimenti utili per un costume teatrale anni ’50

Oltre alle indicazioni che trovi in questo articolo sulla moda degli anni Quaranta del Novecento, puoi visitare la nostra bacheca di Pinterest dedicata alla storia della moda e del costume. Se vuoi puoi anche iscriverti al nostro gruppo dedicato al mondo dei costumi teatrali, in cui puoi fare domande e condividere le tue esperienze e le tue realizzazioni!

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