Monologo di Armanda da “Le Intellettuali” di Molière

Monologhi Femminili autori antichi

Per questo nuovo appuntamento del “Monologo del Mese” passiamo dall’Inghilterra Vittoriana di Oscar Wilde alla Francia della seconda metà del Seicento e conosciamo meglio la sapiente Armanda da “Le intellettuali” di Molière.

Ad interpretare per noi il monologo di questo divertente personaggio femminile è la nostra amica e attrice Benedetta Calogero.

Per vedere il video della sua interpretazione puoi andare sul canale Youtube Ufficiale di Teatro per Tutti.

Se ne hai voglia, puoi sfidare la nostra Benedetta e interpretare anche tu questo simpatico monologo, entrando a far parte del gruppo Facebook Monologo del Mese e caricare così il tuo video.

Perché Armanda?

La scelta è caduta proprio su questo divertente personaggio perché, sebbene Molière con lei faccia una parodia nei confronti dei “finti” intellettuali della sua epoca, quello che Armanda dice nel suo monologo non è del tutto sbagliato. L’indipendenza femminile è un valore davvero importante, che mai si dovrebbe perdere di vista. Tuttavia è anche vero che, molto probabilmente, Armanda nel dare i suoi giudizi esagera un po’…

Chi è Armanda?

Prima di procedere, forse è bene dire un paio di parole su questo personaggio e quindi sulla trama di quest’opera, che Molière compose nel 1672.

La trama di “Le Intellettuali”

Armanda è la figlia di una famiglia della borghesia francese. Assomiglia in tutto e per tutto a sua madre Filaminta, una donna completamente assorbita dagli interessi artistici e intellettuali, tanto da lasciar quasi perdere altri aspetti della vita privata e coniugale.
Questo suo atteggiamento, ovviamente, non rende particolarmente felice suo marito Crisalo, che al contrario, è una persona più semplice, meno artificiosa della moglie. Ed è una persona che dà, invece, grande importanza ai valori morali, quali l’amore e la famiglia.

Armanda ha poi una sorella, Enrichetta, che vorrebbe sposarsi con Clitandro, giovane che tempo addietro aveva corteggiato la stessa Armanda. Come è facile intuire, Armanda ritiene il matrimonio qualcosa di così spregevole, dal punto di vista culturale, da rifuggirne in ogni modo possibile. Enrichetta, al contrario, proprio perché innamorata, ritiene il matrimonio quasi una sorta di benedizione e, in cuor suo, non vede l’ora di metter su famiglia e crescere dei marmocchi.

La rivalità tra le due sorelle è perciò evidente.

Non solo dal punto di vista dei loro giudizi circa il matrimonio, ma anche per quanto riguarda la questione Clitandro. Armanda, infatti, nonostante abbia rifiutato ostinatamente il corteggiamento del ragazzo, ora prova invidia nel vedere che lui non la consideri più ma che, anzi, si sia innamorato di sua sorella Enrichetta.
A complicare ulteriormente la vicenda c’è la volontà, da parte della madre delle due ragazze, di far sposare Enrichetta con Trissottino, un poeta e intellettuale piuttosto ottuso, che però sia Armanda che sua madre ammirano incondizionatamente.

La commedia è quindi strutturata attraverso lo scontro verbale tra due fazioni diverse all’interno della stessa famiglia. Da una parte ci sono Armanda, sua madre Filaminta, Trissottino e tutti coloro che vedono la cultura e l’arte come unico modo di vivere e di intendere la vita.
Dall’altra parte ci sono invece il padre di Armanda, Crisalo, con la sorella Enrichetta e Clitandro, che al contrario rappresentano quei valori morali e familiari che Molière vuole mettere in buona luce.

Lo scontro è totale.

Non possono esserci punti di riconciliazione, poiché Armanda e Filaminta sono troppo incatenate alla loro visione intellettuale della vita, per poter capire che l’arte e la cultura possono diventare qualcosa di sterile, se viene totalmente abbandonata la sfera dei sentimenti e della famiglia, necessari per poter vivere in società.
Tuttavia, il lieto fine è ovviamente dietro l’angolo, trattandosi di una commedia e se hai intenzione di leggerti questo divertente testo teatrale, ti consiglio di acquistarne il libro.

 

La critica agli “intellettuali” e alle donne sapienti.

Molière sembra suggerirci che è utopico pensare di poter vivere e saziarsi dei soli piaceri intellettuali. E ce lo suggerisce proprio attraverso il personaggio di Armanda.

La ragazza, proprio perché cresciuta avendo come mito la mamma Filaminta, la tipica donna sapiente derisa da Molière, fin dall’inizio si mostra del tutto disinteressata all’amore e al corteggiamento.
Quello di Armanda è perciò un atteggiamento che lascia perplessi gli spettatori. L’amore è un valore del tutto positivo e inoltre Clitandro è davvero un ragazzo di buona famiglia, che ogni genitore vorrebbe per sua figlia.

Ma Armanda è così ostinatamente legata ai valori intellettuali che sua madre le ha insegnato, da non accorgersi di essersi lasciata sfuggire un’ottima occasione. E se ne rende ormai conto, una volta che Clitandro ha perso totalmente interesse per lei e si è innamorato di sua sorella Enrichetta.

Anche la stessa caratterizzazione della madre di Armanda è piuttosto negativa. Filaminta è infatti il prototipo di donna intellettuale che Molière osteggia in tutti i modi. La donna che ha pretese di indipendenza, facendo riferimento a meriti e capacità intellettuali che spesso neanche possiede. Motivo per cui, sebbene mai lo ammetterebbe, non è in realtà in grado di riconoscere un valido e buon poeta da un altro che è un vero e proprio cialtrone, come alla fine si mostra essere lo stesso Trissottino.

Con gli occhi di oggi, probabilmente la visione di Molière appare un po’ forzata e a volte può sembrare addirittura maschilista. Tuttavia, è anche giusto riconoscere che pure oggi esistono tantissime persone che si atteggiano e si credono grandi intellettuali, senza neanche esserlo. Persone che solo per questo, si sentono superiori agli altri e che quindi si mettono su un piedistallo dal quale criticano e condannano chi non è come loro.

A ben guardare, sotto questo punto di vista, dal Seicento ad ora le cose non sono un granché cambiate, giusto?

Il Monologo di Armanda

Il monologo proposto è quello che Armanda pronuncia a inizio spettacolo a sua sorella Enrichetta. La seconda ha confidato alla prima la sua volontà di sposarsi e perciò Armanda cerca di dissuaderla, mettendo in confronto la vita delle donne sposate con quella delle donne intellettualmente indipendenti.

Inutile dire che, per Armanda, sposarsi è uno spreco di tempo e di intelletto e che, nel portare avanti il suo pensiero rivendica l’indipendenza delle donne con veemenza.

Il testo del monologo

Le Intellettuali
Atto Primo, Scena Prima

Oddio! Si può anche vivere a due dita da terra… Certo che se tu dici: sono una nullità, mi barrico in cucina, mi dedico ai fornelli, il mio padrone è lui, io coltivo marmocchi… certo non è che il mondo lo vedi poi dall’alto. Ma tu non sei così. Certe cose da bestie lasciale ad altre donne. Tu puoi avere altre gioie. Tu cerca di elevarti! Datti uno scopo, studia; Abituati a piaceri, non so, come la musica, e non dare importanza ai problemi del sesso: fa’ come me, dimenticali. È il cervello che conta. Del resto hai come esempio tua madre, dentro casa, che è fior di donna colta, col prestigio che ha! Non sei sua figlia, forse? Fa’ come me, dimostralo! Sollevati al livello delle cime che hai intorno, apriti alla cultura, sciogliti cara, sciogliti! Sii docile al piacere che dà la conoscenza… E invece d’esser serva di un uomo che ti espropria, sposati, sì, ma sposati con la filosofia, che è come avere in pugno tutta l’umanità! E farla rigar dritta in base alla ragione, cosi da spazzar via quelle volgarità, il cui impulso ci sbatte qua e là come le bestie. Ecco quali passioni, ecco le vere fiamme che dovrebbero ardere nei cuori delle donne! Altro che tante lacrime sparse per questo e quello… Che sai cosa mi sembrano? Ignobili bestemmie…

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E tu come lo faresti?

Se hai voglia di interpretare il monologo della divertente Armanda, allora non fare la timida e buttati!

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Se pensi possa esserti utile, abbiamo anche realizzato per te un tutorial di recitazione, che può aiutarti a chiarire alcuni concetti base. I nostri articoli non hanno la pretesa di sostituirsi ad una buona scuola di recitazione, ma possono comunque esserti molto utili!

Infine non ti preoccupare se pensi di non avere il “physique du rôle” o l’età giusta per recitare il personaggio di Armanda, a noi va benissimo lo stesso. Vogliamo vedere come la interpreteresti tu.

Aiutaci a rendere virale il teatro!

 

 

 

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