Monologo di Enrico IV, da “Enrico IV” di Pirandello

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Eccoci arrivati ad un nuovo appuntamento del nostro progetto “Monologo del Mese”.


Dopo aver conosciuto da vicino la Medea di Euripide, facciamo la conoscenza di un altro personaggio teatrale famoso in tutto il mondo: l’Enrico IV di Luigi Pirandello, dall’opera omonima andata in scena per la prima volta a Roma nel 1922. Se non l’hai mai letto, te lo consiglio vivamente (Clicca qui per acquistarlo su Amazon).

Ad interpretare per noi questo personaggio creato dal grandissimo Luigi Pirandello è l’attore e regista Emanuele Barresi.

Puoi vedere il video della sua interpretazione nel canale YouTube ufficiale di Teatro per Tutti. Se vuoi rispondere alla sfida di Emanuele, potrai seguire le indicazioni nella pagina web dedicata a questo nostro progetto e entrare a far parte del gruppo Facebook “Monologo del Mese”.

Perché Enrico IV?

La scelta è caduta proprio su questo personaggio, perché quest’opera e il suo protagonista rappresentano pienamente i temi principali della poetica di Luigi Pirandello: la maschera e la pazzia.

Inoltre anche quest’opera, come “Sei personaggi in cerca d’autore” dello stesso Pirandello, è un testo metateatrale perciò all’interno della vicenda rappresentata avviene una sorta di ulteriore messinscena, che ha per attori i personaggi stessi del dramma. Si tratta quindi di un’opera teatrale particolare, affascinante e, per certi versi, ancora piuttosto attuale.


Chi è Enrico IV?

Rispondere a questa domanda non è per niente semplice, perché la vicenda è strutturata in modo tale che gli spettatori non sapranno mai chi veramente sia il protagonista della vicenda, quale sia la sua identità.

Ad ogni modo, nel corso della vicenda è possibile farsi un’idea abbastanza chiara di che tipo di persona sia Enrico IV. Pirandello infatti ci fa capire e conoscere quali sono i suoi pensieri, i suoi sentimenti e che tipo di rapporto ha con gli altri personaggi della vicenda, senza tuttavia svelarci mai il suo nome di battesimo.

Per capire chi è Enrico IV è infatti necessario venire a conoscenza di un antefatto che nell’opera teatrale non viene rappresentato, ma solo raccontato…

L’antefatto di “Enrico IV”

L’antefatto della vicenda di “Enrico IV” è fondamentale per capire il carattere del protagonista creato da Pirandello. Si tratta di un episodio che risale a circa venti anni prima della storia agita sul palcoscenico.

Un nobile, durante i primi anni del Novecento, organizza presso il suo castello una cavalcata in costume a cui partecipano lui e alcuni suoi amici. Tra questi, ci sono la ragazza di cui è follemente innamorato, Matilde di Spina, e il suo rivale in amore, il barone Tito Belcredi.

Ogni partecipante alla cavalcata interpreta un personaggio. Matilde si maschera da Matilde di Canossa e il nostro protagonista interpreta Enrico IV.

Durante questa messinscena, avviene però una cosa terribile: il barone Tito Belcredi disarciona, di proposito, il protagonista dal proprio cavallo facendolo cadere in terra. Il nobile, colpendo fortemente la testa, impazzisce e si convince di essere realmente il personaggio che stava impersonando nella cavalcata.

La follia dell’uomo viene perciò assecondata dai servitori che il nipote del nobile, il giovane marchese Di Nolli, mette a servizio del congiunto. Da quel momento in poi, chiunque si rivolga al nobile, lo fa chiamandolo Enrico IV e perciò la vera identità del protagonista si perde dietro a questa “maschera”.

Tuttavia, dopo circa dodici anni, Enrico IV rinsavisce e si rende conto di non essere l’imperatore del Sacro Romano Impero. Si ricorda chi è e si ricorda anche del tentato omicidio perpetrato nei suoi confronti da Belcredi. Successivamente viene anche a sapere che la sua amata Matilde si è sposata e ha messo su famiglia proprio con il suo rivale in amore.

La realtà che gli si presenta davanti è così dolorosa e amara, che il protagonista decide di non affrontarla. Preferisce quindi continuare a fingersi pazzo e a non rivelare a nessuno la sua guarigione.

La trama di “Enrico IV” di Luigi Pirandello

Quando il sipario si alza, gli spettatori hanno davanti a sé un Enrico IV che finge di essere Enrico IV. Il protagonsita perciò si comporterà da folle, senza mai esserlo sul serio.

Dopo circa venti anni Matilde, Belcredi e la loro figlia diciannovenne, Frida, fanno visita all’amico che credono pazzo. Insieme a loro ci sono anche il nipote Di Nolli e uno psichiatra, il dottor Dionisio Genoni, interessato al curioso caso di Enrico IV.

il dottor Genoni è convinto che, per rinsavire l’uomo è necessario riproporre al paziente il momento esatto in cui è avvenuta la caduta dal cavallo con la conseguente pazzia. Viene quindi allestita la cavalcata come avvenne venti anni prima, solo che al posto di Matilde recita la giovane Frida.

Quest’ultima assomiglia molto alla madre, tanto da sembrare essere la stessa Matilde di cui venti anni prima il protagonista era perdutamente innamorato e che ancora ama.

Succede così che, durante questa messinscena, il protagonista ha uno slancio d’amore nei confornti della ragazza e l’abbraccia. Belcredi, per difendere la figlia, tenta di strapparla dalle braccia di Enrico IV, il quale sguaina la spada e lo uccide.

Il protagonista, a questo punto della vicenda, non solo sceglie ma è costretto dagli eventi a continuare a fingersi pazzo, evitando così di essere incarcerato. Indosserà quindi per sempre la maschera di Enrico IV, perdendo inevitabilmente la sua vera identità.

La Maschera e la Pazzia

Enrico IV è probabilmente la tragedia in cui maggiormente viene trattato il tema del relativismo psicologico, tanto caro a Pirandello.

Questa tragedia ci fa capire come, in realtà, nessuno di noi è veramente libero di essere realmente ciò che è.

La società impone, ad ognuno di noi, di comportarsi in un certo modo, costringendoci ad assumere una maschera.

Dietro questa maschera c’è perciò il nostro “io” che , tuttavia, non riesce a portare avanti una vera comunicazione con chi abbiamo di fronte, perché la società con le sue convenzioni, ci impone di assumere un ruolo a seconda della situazione in cui ci troviamo. In questo modo, nessuno è veramente se stesso.

L’individualità di ogni persona risulta così essere frammentata in innumerevoli maschere.

Coloro che si rendono conto di questa frammentarietà, capiscono che non esiste una vera e propria identità. Capiscono che tutto è relativo e, nel momento in cui provano a spiegarlo a chi è attaccato alla maschera e ai meccanismi della società, non viene capito.

Si tratta di una realtà troppo spaventosa da accettare e chi l’ha davvero capita, viene giudicato folle dalla società stessa.

Il Monologo di Enrico IV

Il monologo che abbiamo scelto per il progetto “Monologo del Mese” è quello in cui Enrico IV spiega quello che ho provato ad illustrarti poco più su. Spiega che cosa è, secondo lui, la pazzia.

Enrico IV è stato colto in flagrante dai suoi servi, i quali capiscono (o quanto meno intuiscono) che fino ad ora ha sempre fatto finta di essere pazzo.

In questa occasione tenta di spiegare le ragioni del suo comportamento, arrivando a far una riflessione sulla società. O meglio, su ciò che la gente si aspetta dagli altri e di conseguenza su ciò che il senso comune definisce pazzia.

Il Testo del Monologo

Atto Secondo

Codesto vostro sgomento, perché ora, di nuovo, vi sto sembrando pazzo! – Eppure, perdio, lo sapete! Mi credete; lo avete creduto fino ad ora che sono pazzo! – è vero o no? Ma lo vedete? Lo sentite che può diventare anche terrore, codesto sgomento, come per qualche cosa che vi faccia mancare il terreno sotto i piedi e vi tolga l’aria dal respirare?

Per forza, signori miei! Perché trovarsi davanti a un pazzo che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte le vostre costruzioni! – Eh, che volete? Costruiscono senza logica, beati loro, i pazzi! O con una logica che vola come una piuma! Volubili! Volubili! Oggi così e domani chi sa come! – Voi vi tenete forte, ed essi non si tengono più. Volubili! Volubili! – Voi dite “questo non può essere!” – e per loro può essere tutto. – Ma voi dite che non è vero. E perché? Perché non par vero a te, a te, a te. (Indica tre di loro) e centomila altri. Eh, cari miei! Bisognerebbe vedere poi che cosa invece par vero a questi centomila altri che non sono detti pazzi, e che spettacolo dànno dei loro accordi, fiori di logica!

Io so che a me, bambino, appariva vera la luna nel pozzo. E quante cose mi parevano vere! E credevo a tutte quelle che mi dicevano gli altri, ed ero beato! Perché guai, guai se non vi tenete più forte a ciò che vi par vero oggi, a ciò che vi parrà vero domani, anche se sia l’opposto di ciò che vi pareva vero ieri! Guai se vi affondaste come me a considerare questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi – come io guardavo un giorno certi occhi – potete figurarvi come un mendico davanti a una porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi, col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a voi, come quell’altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi tocca…

 

E tu come lo faresti?

Se hai voglia di sfidare il nostro amico Emanuele, allora non perdere tempo e prova anche tu ad interpretare questo bel monologo di Enrico IV!

Richiedi di far parte del nostro gruppo facebook “Monologo del Mese” o vai nella sezione “Monologhi ” del nostro sito web e  scopri come poter partecipare!


 

Nel caso tu abbia bisogno di esercitarti un po’ con la dizione,non preoccuparti! Abbiamo scritto  per te il Manuale di Dizione targato Teatro per Tutti!  Potrebbe rivelarsi utile per correggere un forte accento o per migliorare la pronuncia di qualche lettera che ancora non riesci a dire perfettamente. Nel gruppo “Monologo del Mese” potrai essere visto da attori e attrici provenienti da tutta Italia e una buona dizione, anche se non obbligatoria, è comunque gradita!

Se pensi possa esserti utile, abbiamo anche realizzato un tutorial di recitazione, che può aiutarti a chiarire alcuni concetti base. Ci teniamo a precisare, comunque, che i nostri tutorial non hanno la pretesa di sostituirsi ad una buona scuola di recitazione, ma siamo convinte che possono esserti molto utili!


Infine, non preoccuparti se pensi di non avere il “physique du rôle” o l’età giusta per recitare il ruolo di Enrico IV. Noi vogliamo solo vedere come interpreteresti tu questo bel personaggio di Pirandello.

Aiutaci a rendere virale il teatro!

 

 

 

 

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