Il monologo di Sofia da “Due Partite” di Cristina Comencini

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Dopo la lunga pausa dovuta all’emergenza Covid 19, finalmente riprendiamo il nostro consueto appuntamento con il Monologo del Mese.

Lasciamo alle nostre spalle l’antica Britannia di Edmund e di Re Lear, per approdare in Italia.

Facciamo così la conoscenza di Sofia dalla commedia teatrale “Due Partite ” di Cristina Comencini. Sofia è una donna e una madre nell’Italia degli anni sessanta e ad interpretare questo personaggio pieno di rancore e infelicità è proprio la sottoscritta!

Puoi vedere il video del monologo nel canale Youtube ufficiale di Teatro per Tutti.

Se hai voglia di sfidarmi e di interpretare anche tu questo monologo, allora ti invito a far parte del gruppo Facebook “Monologo del mese” e a visitare la pagina web del nostro sito “monologhi” in cui potrai capire quali sono le regole per partecipare.

Perché Sofia?

Ho scelto di inserire il monologo di Sofia all’interno della rubrica del Monologo del mese perché “Due Partite” di Cristina Comencini, e in particolar modo proprio il personaggio di Sofia, sono un esempio chiaro di come la risata in teatro possa contenere messaggi importanti e non essere fine a se stessa.

“Due Partite” è infatti una commedia ma il messaggio dell’autrice è chiaro e forte, quasi straziante, nonostante la vicenda sia spassosa e ci faccia ridere con piacere.

Cristina Comencini analizza, senza sentimentalismi o retorica, la figura della donna nella società italiana.

E lo fa, facendo parlare proprio le donne.

Inoltre, nel testo c’è anche un confronto tra l’Italia degli anni sessanta e quella odierna.  E una implicita domanda sembra farsi strada, nel corso dell’opera: la società italiana è davvero cambiata e migliorata nei confronti delle donne rispetto a ieri?

Chi è Sofia?

Come accennato poco più su, Sofia è una donna e una madre pienamente calata nella società italiana degli anni sessanta, suo malgrado.

A differenza delle sue coetanee, infatti, non sopporta l’etichetta che la società italiana le ha messo addosso. E non è assolutamente soddisfatta della sua vita coniugale e della sua vita da casalinga. Sofia  vorrebbe poter lavorare, essere indipendente, coltivare le proprie passioni. Ma in un’Italia ancora fortemente patriarcale, come quella degli anni sessanta, tutte queste sue aspirazioni sono malviste e ha dovuto reprimerle.

Inoltre, è sposata con un uomo che non ama, ma col quale continua a stare per il bene della figlia Rossana. E perciò il suo matrimonio è tutto un’enorme farsa, perché sia lei che il marito hanno una relazione extraconiugale, ma fingono che vada tutto bene.

La trama di “Due Partite”

Per capire meglio il personaggio di Sofia è necessario dire qualcosa circa la trama della vicenda in cui è inserita.

All’alzarsi del sipario, vediamo in scena quattro donne intente a giocare a carte, all’interno di un elegante salotto borghese dell’Italia degli anni sessanta. Grazie alle parole delle protagoniste, veniamo a sapere che sono tutte sposate e ciascuna madre di almeno una bambina.

A parte una, la più giovane del gruppo, che è in evidente stato interessante. Le nostre quattro protagoniste sono solite, il giovedì pomeriggio, riunirsi a giocare a carte, passando il tempo a chiacchierare del più e del meno.

Sono quattro donne davvero molto diverse tra loro, che vivono la loro vita matrimoniale e il loro essere madri in maniera piuttosto differente. E questo, di conseguenza, le porta molto spesso a discutere tra loro in modo anche piuttosto brusco.

Tuttavia è chiaro che ci sia un profondo legame di amicizia e di affetto che le lega l’una all’altra. Il giovedì pomeriggio che, però, gli spettatori vedono svolgersi in scena è un po’ particolare.  La più giovane delle amiche è all’ultimo mese di gravidanza ed è funestata da continui sbalzi d’umore, contrazioni e comprensibili ansie e paure per il parto.

Le altre donne, ciascuna a suo modo, cercano di confortare la futura mamma e è proprio in questo frangente che Sofia si mostra essere la più cinica del gruppo. E forse anche la più arrabbiata per la condizione di donna subalterna al marito che è costretta a vivere dalle circostanze e dagli usi e costumi della società in cui è inserita.

Si chiude il sipario e quando ha inizio il secondo e ultimo atto della commedia, gli spettatori vedono in scena lo stesso ambiente.

Ma è evidente che qualcosa è cambiato.

Sono passati diversi anni e in scena, vestite a lutto, ci sono le quattro figlie delle donne che gli spettatori avevano imparato a conoscere durante il primo atto. Anche loro amiche, si ritrovano a casa di una delle quattro dopo che quest’ultima ha perso prematuramente la madre.

E loro malgrado, si ritroveranno a parlare delle loro vite, dei loro sentimenti e dei loro partner. Esattamente come anni prima facevano le loro mamme nella stessa identica stanza.


Il monologo di Sofia, da “Due Partite”

Il monologo che è stato inserito nella nostra rubrica viene pronunciato da una Sofia ormai insofferente alle continue interruzioni del gioco di carte. Fin dall’inizio del consueto pomeriggio, infatti, ha lasciato intendere di avere molta più voglia di giocare a carte che stare a parlare sempre delle solite cose. Come detto, però, quello è un giovedì pomeriggio un po’ particolare, in cui le altre donne parlano e discutono più del solito, proprio a causa dell’imminente parto di una delle amiche. Laa futura maternità di quest’ultima è, infatti, occasione per parlare del ruolo di madre, della maternità, della famiglia e dei figli. Discorsi che innervosiscono una Sofia più fredda e sprezzante del consueto. E che, alla fine, la portano a esplodere in uno sfogo contro la visione di madre che alberga nella società italiana degli anni sessanta.

Il testo del monologo

( Il monologo che è stato riportato di tanto in tanto è interrotto da qualche battuta delle altre protagoniste. Tuttavia, ai fini del discorso della nostra Sofia, le loro obiezioni non sono molto importanti, perciò le battute degli altri personaggi non sono riportate)

E va bene, abbiamo smesso di giocare. Ma io vi voglio dire una cosa, una verità.

Io penso che questa cosa -sopportabile – del parto che sta per affrontare Beatrice sia una barbarie… ora Beatrice non ti mettere a piangere per favore…L’abbiamo affrontata tutte e siamo tutte qua…

Ma perché non dire che una bella scopata senza conseguenze è più piacevole? Sì sì, certo… è triviale, è il punto di vista di un uomo, di un amante ma è superiore al nostro. È moderno, essenziale. E perché no? Piacevole .

Ma non è questo il punto. Perché si deve soffrire in questo modo, rinunciare a suonare il pianoforte, sopportare di essere tradite? Dov’è la ragione di tutto questo? Non c’è! Non c’è!

Noi siamo delle creature primitive, questa è la ragione. Abitiamo ancora nelle caverne. Noi non vogliamo ciò che è semplice, efficiente. No, noi amiamo le cose contorte, complicate, come il tormento che Gabriella dà a Sandro. Non possiamo diventare moderne, ha ragione Claudia. Se diventiamo moderne, smettiamo di essere donne.

Ma come si può essere moderne quando l’utero si deve aprire di dieci, dodici centimetri per far passare la testa del bambino -scusa, non piangere Beatrice, è la pura verità… Quando ti verrà da pisciare e cacare senza vergogna in faccia al dottore!

Noi siamo la barbarie del mondo: facciamo l’esperienza più antica che c’è, l’unica rimasta, contenere un altro. Il latte esce dal capezzolo che è simile a quello di una capra! La mia portiera, quando ho partorito, ha chiesto a mio marito: “Ha sgravato la signora?”. Noi godiamo a vedere il nostro corpo gonfio come un pallone, a essere abitate da un alieno, a rinunciare al talento, alla libertà. Noi vogliamo essere legate a qualcuno anche se ci strozza. Vogliamo essere di qualcun altro. E non c’è fine, non c’è rimedio…

A chi toccava dare le carte?

 

E tu, come lo faresti?

Se ti è venuta la voglia di interpretare questo bel monologo della cinica e arrabbiata Sofia, allora non perdere tempo e buttati! Entra a far parte del nostro gruppo facebook “Monologo del Mese” o vai nella sezione “Monologhi ” del nostro sito per capire come poter partecipare!


 

Se pensi possa tornarti  utile, abbiamo scritto e pubblicato un Manuale di Dizione,  con cui puoi esercitarti e migliorarti. Nel nostro gruppo, infatti, potresti essere vista da attori e attrici provenienti da tutta Italia e una buona dizione, anche se non obbligatoria, è sempre ben accettata. Se lo ritieni necessario, puoi consultare anche gli articoli del nostro tutorial di recitazione, pieni di consigli utili. Non pretendiamo, ovviamente, con il nostro Tutorial di sostituirci ad una buona scuola di recitazione, ma siamo certe che può fornire un valido contributo a chi sta muovendo i suoi primi passi nell’entusiasmante mondo della recitazione! E infine non preoccuparti se pensi di non avere il “physique du rôle” o l’età giusta per recitare il personaggio di Sofia.  A noi va benissimo lo stesso. Vogliamo solo vedere come interpreteresti tu questo monologo e confrontarci! Rendi virale il teatro, assieme a noi!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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