Il Mondo del Doppiaggio visto da dentro: Benedetta Ponticelli

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Il doppiaggio, seppur non sia esattamente legato al teatro, è comunque un mestiere molto legato alla recitazione.

Anche il doppiatore, così come l’attore, deve immedesimarsi e trovare una connessione con il personaggio a cui presta la voce. Non è un mero esercizio di stile, in cui ovviamente la Dizione è un elemento fondamentale. Anche nel doppiaggio, così come nella recitazione, la sfera emozionale è importante.

Il doppiaggio è una materia molto affascinante e per capire meglio questo mondo, ne abbiamo parlato con Benedetta Ponticelli, una giovane doppiatrice che si sta guadagnando un posto di tutto rispetto nel panorama italiano.

benedetta ponticelli doppiatrice

La doppiatrice Benedetta Ponticelli

Chi è Benedetta Ponticelli

Nata a Siena, ma vissuta a Livorno, è proprio nella città labronica che si avvicina fin da giovanissima alla recitazione. Laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Pisa, la passione per la recitazione non si sopisce con il passare degli anni e così si trasferisce a Milano, dove frequenta un corso di Doppiaggio.

Il suo talento non passa inosservato e ben presto trova lavoro sia presso le compagnie di doppiaggio di Milano, che in quelle di Roma.

Nel 2013 diventa la voce ufficiale della giovane Lara Croft, nel videogioco reboot “Tomb Rider” e dal 2011 è anche la voce ufficiale dei promo del canale Disney Junior.

Molto attiva anche nel doppiaggio di serie tv e film, potresti aver sentito la sua voce nel film “Solo: a star wors story” in cui presta la sua splendida voce alla bella Emilia Clarke. E ancora nel film d’animazione Disney “Ralph spacca internet” e nella serie Tv Netflix “Una serie di sfortunati eventi” in cui doppia l’istrionica Lucy Punch.

Se vuoi scoprire tutti i film, le serie tv e i cartoni animati doppiati da Benedetta, allora ti consigliamo di far un salto nel sito “Il mondo dei doppiatori“, alla pagina a lei dedicata.

Adesso è arrivato il momento di lasciar la parola a Benedetta, che ci farà scoprire più da vicino il fantastico mondo del doppiaggio!

 

1. Benedetta, ci racconti quali sono le varie fasi di una sessione di doppiaggio?

Il lavoro si divide in tre fasi:

1. Traduzione e adattamento: il copione originale viene tradotto in italiano e poi adattato. È più difficile di quello che può sembrare, perché bisogna aggiustare la lunghezza delle frasi in modo che la voce italiana si adatti ai movimenti della bocca del personaggio doppiato, per creare l’illusione magica del doppiaggio, senza ovviamente cambiare il senso della frase.

2. Doppiaggio vero e proprio: è il lavoro in sala, che coinvolge il direttore di doppiaggio, l’assistente, il fonico di sala e i doppiatori.

3. Sincronizzazione e mix: il fonico di mix mette insieme le battute di tutti i personaggi e le amalgama con le musiche e i rumori dell’opera originale.

 

2. Quali scuole è necessario frequentare per diventare doppiatori?

Non ci sono scuole necessarie, ognuno fa un percorso diverso. Ci sono scuole di doppiaggio più o meno importanti, ci sono le scuole di recitazione, ma non esiste un percorso prestabilito. All’inizio i doppiatori erano attori di teatro prestati al lavoro in sala, non avevano fatto scuole specifiche. Adesso molti doppiatori hanno frequentato corsi e scuole di doppiaggio, ma ad esempio quelli che iniziano da bambini imparano lavorando.

 

3. Come funzionano i provini dei doppiatori?

Dipende dal tipo di prodotto che viene doppiato e dalle richieste del cliente.

Generalmente il direttore di doppiaggio sceglie 3 attori o attrici che potrebbero essere adatti ad interpretare un ruolo.

Tutti doppiano la stessa scena del personaggio per cui sono stati scelti e poi le voci vengono mandate al cliente, che può essere ad esempio il distributore italiano o il produttore straniero, che sceglie quella che più si avvicina all’originale o che viene ritenuta la più adatta.

 

4. È vero che il doppiaggio è un mondo chiuso in cui è difficile entrare?

È difficile ma non impossibile.

In realtà ci sono molti esempi di doppiatori e doppiatrici che fanno questo lavoro senza avere legami di parentela o conoscenze nel mondo del doppiaggio, però quando si parla di doppiatori saltano più all’occhio quelli con i nomi famosi.

È un ambiente di lavoro un po’ anomalo: è una specializzazione del lavoro dell’attore, che già è molto particolare.

Non esistono scuole certificate, quindi bisogna farsi spazio da sé perché non ci sono canali diretti di contatto fra scuole e mondo del lavoro.

È sempre più difficile entrare nelle sale e chiedere provini perché i prodotti devono essere protetti e non si possono far entrare persone che magari potrebbero diffondere immagini rubate (è successo in passato e ha creato non pochi problemi).

Tutte queste ragioni hanno contribuito a dare al doppiaggio la fama di mondo chiuso.

Ma ho l’impressione che questa frase spesso sia ripetuta solo per sentito dire e non per esperienza diretta. Perché, ad esempio, non si dice che il Cinema è un ambiente chiuso? Eppure entrare nel mondo del Cinema è ancora più difficile!

I famosi “figli di” che lavorano nel mondo del doppiaggio spesso non lo fanno perché, come si dice, il lavoro viene tramandato di padre in figlio per tenerlo all’interno delle “Famiglie Del Doppiaggio”. Semplicemente, quando si devono doppiare i bambini è più facile chiedere a un doppiatore o a una doppiatrice se vuole portare il figlio o la figlia a dire una frasetta o due, così il genitore stesso può stare in sala con loro e gestire i rapporti con lo studio di doppiaggio.

Sarà arte, sarà divertimento, ma si tratta comunque di lavoro minorile e non va trattato alla leggera.

Poi questi bambini crescono e alcuni decidono di continuare e diventano dei grandi professionisti, perché questo lavoro lo fanno letteralmente da una vita.

Però se fosse davvero così chiuso non avremmo Valentina Favazza, Benedetta Degli Innocenti, Gianfranco Miranda o Edoardo Stoppacciaro, solo per fare degli esempi di doppiatori che sono entrati nel mondo del doppiaggio e hanno fatto e stanno tutt’ora facendo una carriera di tutto rispetto solo col talento e l’impegno.

E la passione, soprattutto. È un lavoro che, senza passione, non vive.

È un ambiente molto selettivo, ma se puoi fare questo lavoro, prima o poi lo farai.

 

5. Quanto è importante sapere la dizione? E quanto sapere i dialetti o le lingue straniere?

La dizione non è solo importante, è basilare. I dialetti e le lingue straniere sono un “di più” che può essere utile in casi particolari.

 

6. Quali possono essere i vantaggi di aver fatto un corso di recitazione per chi vuole diventare un doppiatore?

Il doppiaggio è una specializzazione del lavoro dell’attore. Non esiste doppiaggio senza recitazione!

 

7. Quale attrice ti piacerebbe doppiare in futuro? Quale è stato il personaggio o l’attrice che ti è piaciuto doppiare di più?

Mi è piaciuto molto doppiare Rachel Brosnahan, ad esempio in “House of cards” e “Manhattan”. È talmente brava che ogni suo personaggio prende vita in maniera diversa e mi piacerebbe molto doppiarla ancora. Magari in un’altra bella serie!

 

 

“Se puoi sognarlo, puoi farlo”

Non ci resta altro da fare che ringraziare Benedetta Ponticelli, che ci ha fatto conoscere un po’ meglio questo fantastico mondo del doppiaggio. Con le sue parole ci ha fatto sbirciare dentro una Sala di Doppiaggio e ci ha fatto capire come può essere appassionante, divertente ed impegnativo il lavoro del doppiatore.

Come ha detto Benedetta, con il talento, l’impegno e la passione è possibile spuntarla, anche nel competitivo e selettivo mondo del doppiaggio!

E allora, condividi la nostra intervista a Benedetta con quel tuo amico che sogna di diventare doppiatore… perché, per dirla alla Walt Disney “Se puoi sognarlo, puoi farlo” 🙂

PS: Mi raccomando, studiate la Dizione!!!

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