Per questo mese di agosto, idealmente scappiamo dalla calura estiva per trasferirci in Norvegia e incontrare Nora, la protagonista di “Casa di Bambola” di Henrik Ibsen, dramma scritto nel 1879.

Io stessa ho voluto interpretare il monologo di Nora, una donna che prende coscienza di sè in modo violento e brusco.

Puoi vedere il video della mia interpretazione di Nora andando sul canale YouTube ufficiale di Teatro per Tutti.

Se ti va, puoi interpretare anche tu questo bel personaggio e condividere il tuo video nel gruppo facebook del Monologo del Mese! 😉

 

Perché Nora?

Ho scelto il personaggio di Nora perché la sua voglia di affermazione di sè penso siano argomenti sempre molto attuali.

In fin troppe parti del mondo il ruolo della donna è, infatti, relegato all’interno degli stretti confini della famiglia, senza avere alcun diritto.

In molti paesi, tutt’oggi, la donna è considerata un essere inferiore rispetto all’uomo, e la sua emancipazione è lontana anni luce dall’essere una realtà.

Casa di bambola” è perciò un testo teatrale importantissimo, ed estremamente moderno. E che è bene non smettere mai di leggere (e di rappresentare) perché i diritti che le donne si sono conquistate nel mondo occidentale non devono mai essere dati per scontati.

 

Chi è Nora?

Nora è la giovane moglie di Torvald Hermer, un uomo dedito alla famiglia e che recentemente è riuscito ad ottenere il ruolo di direttore di banca. Sono sposati da otto anni e hanno tre splendidi bambini. Rappresentano quindi il tipico e perfetto quadretto familiare borghese della Norvegia di fine Ottocento.

Torvald tratta Nora quasi come se lei fosse una bambina. Dice che è la sua bambola, la sua lodoletta e, molto probabilmente, non la ritiene abbastanza intelligente per parlar con lei da pari. La stessa Nora, almeno inizialmente, si adatta bene a questo suo ruolo e non sembra infastidirla troppo questa sua inferiorità rispetto al marito.

Ma Nora, in verità, non è semplicemente la “bambola” di Torvald. È una moglie sinceramente innamorata, e che in passato, per amore del marito malato è arrivata anche a falsificare delle cambiali per permettergli le cure necessarie.

Date le circostanze è, quindi, una donna estremamente coraggiosa che non esita a compiere perfino atti illegali per il bene del marito e della sua famiglia.

Nella Norvegia di fine Ottocento le donne, infatti, non potevano assolutamente amministrare i soldi di famiglia e perciò è stata costretta a comportarsi in questo modo, rivolgendosi addirittura a Krogstad, uno strozzino.

 

 

La Trama di “Casa di bambola”.

La trama di “Casa di bambola” è piuttosto semplice e lineare.

Ambientata tutta entro le mura di casa Helmer, si assiste alla vita quotidiana di Nora e di Torvald che scorre piacevole e in armonia. Recentemente infatti, l’uomo di casa ha ricevuto un’importante promozione, che inorgoglisce la stessa Nora.

La famiglia può finalmente godere di un più alto e ben meritato tenore di vita. Nora è entusiasta del nuovo stato di cose e, soprattutto nelle prime pagine, si comporta davvero con leggerezza, quasi fosse una bambina.

Ma nonostante questo, nasconde un grosso segreto. Come detto poco più su, per curare il marito è stata disposta a firmare delle cambiali a nome del padre e a farsi dare i soldi da Krogstad, un avvocato che, a quanto pare, è sempre stato immischiato in affari poco leciti. E che, ora, si comporta da strozzino con la moglie di Torvald.

Il caso vuole, infatti, che il marito di Nora sia direttore nella banca in cui lavora anche Krogstad e che il primo sia seriamente intenzionato a licenziare il secondo.

E’ a questo punto che la natura meschina di Krogstad prende il sopravvento. L’uomo, in virtù dei soldi che ha procurato a Nora in passato attraverso le false cambiali, ricatta la donna obbligandola a convincere Torvald a non licenziarlo.

La verità sulle false cambiali verrà così ben presto fuori e le conseguenze per Nora saranno disastrose.

Il marito, fortemente legato alla visione borghese della famiglia e della donna, trova il gesto di Nora non solo sconsiderato ma addirittura un affronto alla sua rispettabilità.

Sordo alle nobili intenzioni di Nora, arriverà addirittura a minacciare la donna di ripudiarla e di toglierle la cura e l’affetto dei loro tre figli.

Le cose tuttavia si sistemeranno, grazie all’intervento di Kristine, un’amica di Nora. E solo dopo che tutte le apparenze sono in salvo, Torvald trova la forza di perdonare la moglie.

Ma a quel punto, Nora è troppo delusa e amareggiata dal marito, dalla sua reazione di fronte ad un probabile scandalo, e gliene dirà quattro…

 

 

Il Tema dell’ Ipocrisia.

Leggendo il testo di Ibsen, quel che salta subito fuori, è l’Ipocrisia che ammorba i rapporti umani come un cancro.

Il marito di Nora, Torvald Helmer, non appena viene a sapere da Krogstad delle false cambiali si preoccupa solo della sua rispettabilità di direttore di banca, di uomo di famiglia.

La minaccia più grave per lui è come gli altri possano vedere questa notizia, come gli altri possano giudicarlo.

Non ascolta le parole di Nora, le sue motivazioni per un gesto tanto sconsiderato. L’amore, sincero e vero, che sua moglie prova per lui messo al confronto con la rispettabilità, vale zero. Non conta niente.

Pur di cancellare la macchia che un gesto del genere procura alla sua dignità, è disposto a ripudiare la moglie, a disconoscerla. E’ disposto a distruggere la famiglia, che pure aveva costruito con tanti anni di lavoro e di fatica, pur di allontanare dalla sua figura colei che mette in cattiva luce la sua rispettabilità.

Henrik Ibsen, soprattutto dopo il suo incontro con lo scrittore e critico danese Georg Brandes, dà l’avvio ad un teatro fortemente sociale volto a criticare anche aspramente la società norvegese a lui contemporanea.

Ibsen fa sue le idee di Brandes, secondo il quale un autore letterario o teatrale ha il dovere sociale di denunciare i problemi della società, attraverso la sua produzione.

È in questa ottica che ha dato alla luce “Casa di Bambola”. La denuncia del drammaturgo norvegese è perciò contro l’istituzione stessa del matrimonio, che rende la moglie un soggetto debole, senza diritti.

La sua denuncia verso l’istituzione del matrimonio è quindi anche un modo per portare avanti la sua denuncia verso la società borghese a lui contemporanea. Una società volta solo a nutrire l’ipocrisia e l’apparenza, a discapito delle libertà individuali del singolo, attraverso pregiudizi e disuguaglianze sociali.

 

 

“Casa di Bambola”: emblema dell’Emancipazione Femminile.

Chiaramente, un testo così strutturato e con un messaggio sociale così forte, con il passare degli anni è anche diventato il manifesto dell’Emancipazione Femminile.

I movimenti femministi del primo novecento scelsero infatti l’opera teatrale di Ibsen come loro bandiera. L’autore norvegese è diventato quindi, suo malgrado, paladino dei diritti delle donne, soprattutto  nel periodo in cui essere donna significava essere solo madre e moglie, o al massimo amante.

Ibsen, in verità, con questa sua opera e altri testi del suo filone sociale, voleva rivendicare la libertà individuale di ogni persona, all’interno della società. Il suo intento sociale era quindi più universale e non guardava solamente alla triste situazione delle donne.

 

 

Il grande successo di “Casa di Bambola”

Tuttavia, la grandezza di Nora sta proprio nella sua forte presa di posizione a fine dramma. Una posizione di indipendenza.

La sua decisione di lasciare il marito (e i figli) fu vista in maniera del tutto negativa dai contemporanei e connazionali di Ibsen.

Motivo per cui, almeno inzialmente, la sua opera teatrale non fu ben accetta ma avversa da feroci critiche dei tanti benpensanti della società norvegese .

Ma il successo, ad ogni modo, non tardò ad arrivare. Varcati i confini della Norvegia, “Casa di bambola” conobbe i favori del pubblico e di grandi interpreti. Una su tutte, la nostra Eleonora Duse che, assieme alla sua compagnia, mise in scena il testo di Ibsen nel 1891 al Teatro dei Filodrammatici di Milano.

 

Il Monologo di Nora.

Il monologo proposto è pronunciato da Nora sul finire del dramma, quando ormai ha preso la decisione di lasciare il marito e i figli, andandosene di casa.

Il tema della libertà individuale, assieme alla critica feroce nei confronti dell’istituzione del matrimonio, vengono qui portate avanti attraverso le parole e i pensieri di Nora. Una donna fortemente delusa e amareggiata dal marito, che solo ora si rende conto di quanto sia importante la sua libertà individuale.

Fino a quel momento Nora ha vissuto la sua esistenza in maniera frivola e superficiale. Era davvero una bambola nelle mani del marito. E era troppo abbagliata dal benessere economico che Torvald  riusciva a procurarle, per accorgersi di come in realtà la sua libertà fosse pressoché nulla.

Solo quando Torvald di fronte allo scandolo era disposto a disconoscerla, ha aperto del tutto gli occhi. Si è resa conto di quanto la società sia ingiusta nei confronti delle donne e, in seconda analisi, si è resa conto di quanto suo marito la stimi pochissimo, come persona.

Le parole di Nora sono quindi le parole di una donna delusa e amareggiata. E, a parere mio, sono le parole di una donna molto forte e coraggiosa.

Nora ha capito quanto preziosa sia la sua autonomia e la sua libertà e la rivendica, con tutte le sue forze. Anche se questo significa lasciare i lussi che suo marito le procurava.

Anche se questo significa lasciare il bene più prezioso di ogni madre, i suoi figli.

Quello che segue, tuttavia, non è un vero e proprio monologo.

È un lungo discorso che Nora porta avanti nel dialogo col Torvald, il quale di tanto in tanto la interrompe.

Tuttavia, essendo le battute del marito poco rilevanti, ci è stato possibile estrapolare da questo dialogo, il monologo che vi stiamo per presentare.

 

 

 

 

Il Testo del Monologo.

Sono otto anni che aspettavo, pazientemente. Dio mio, capivo bene da sola che le cose meravigliose non avvengono ogni giorno. Ma quando poi la rovina è precipitata su di me, fui assolutamente certa che la cosa meravigliosa sarebbe accaduta.

Mentre la lettera di Krogstad aspettava lì fuori, non mi passò per la mente che tu ti saresti piegato alle condizioni di quell’uomo. Ero così assolutamente certa che gli avresti detto: faccia pure conoscere la cosa a tutto il mondo. E quando lo avesse fatto, tu ti saresti fatto avanti, non ne dubitavo, e ti saresti assunto ogni responsabilità dichiarando: il colpevole sono io!

Era questa la cosa meravigliosa che speravo, anche se avevo tanta paura. Ed era per impedire una cosa simile che volevo togliermi la vita.

Ma tu non pensi nè parli come l’uomo a cui potrei rimanere vicina. Passato il tuo spavento… non per quello che minacciava me, ma per quello a cui eri esposto tu stesso, una volta passato il pericolo, per te è stato come se non fosse successo niente. Ero la tua lodoletta, tale e quale come prima, la tua bambola che avresti dovuto custodire con ancora più cura per il futuro, dato che era così sventata e così fragile.

Torvald… in quel momento vidi con chiarezza che per otto anni avevo vissuto insieme ad un estraneo, e che avevo avuto dei bambini…Oh, non posso pensarci! Potrei stritolarmi, farmi a pezzi da sola!

Così come sono adesso non posso essere una moglie adatta per te.

 

 

 

E tu, come lo faresti?

Se anche a te è venuta voglia di interpretare un personaggio così forte e sfaccettato come quello di Nora, buttati e mettiti in gioco come ho fatto io!

Richiedi di far parte del nostro gruppo facebook “Monologo del Mese” oppure vai nella sezione “Monologhi ” del nostro sito per scoprire come partecipare a questo progetto!

Manuale di Dizione

Il Manuale di dizione di Teatro per Tutti! Puoi scaricarlo qui: La Dizione dalla A alla Z

Abbiamo anche pubblicato un Manuale di Dizione, che potrebbe esserti utile per esercitarti un po’ prima di realizzare il tuo video, soprattuto se pensi di avere un forte accento. Il nostro manuale potrebbe infatti rivelarsi un buon aiuto per correggerlo! Nel nostro gruppo potrai essere visto da attori provenienti da tutta Italia! Una buona dizione, anche se non obbligatoria, è molto apprezzata!

Se vuoi, puoi anche leggere i nostri tutorial di recitazione, che possono aiutarti a chiarire alcuni concetti base. Non si sostituiscono ad una buona scuola di recitazione, ma possono comunque esserti molto utili! E non ti preoccupare se pensi di non avere il “physique du rôle” o l’età giusta per recitare il personaggio di Nora, a noi va benissimo. Vogliamo vedere come la interpreteresti tu.

Aiutaci a rendere virale il teatro!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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