Continuiamo la nostra carrellata dei monologhi più belli ed intensi del teatro, facendo la conoscenza della delicata e dolce Nina da “Il Gabbiano” di Anton Cechov, scritto nel 1895.

Ad interpretare per noi questo bel personaggio è la nostra make up artist di fiducia, Rubina!

Puoi vedere la sua versione del monologo andando sul Canale YouTube Ufficiale di Teatro per Tutti, dove potrai guardare anche gli altri video del Monologo del Mese pubblicati fino ad oggi!

E se ti è venuta voglia di cogliere la sfida di Rubina, allora ti consiglio di entrare a far parte del  nostro Gruppo Facebook, “Monologo del Mese” 😉

 

 

Perché Nina?

La scelta è caduta proprio su questo personaggio, perché Nina è un’attrice che, nonostante non sia riuscita a diventare famosa, continua ad amare il suo mestiere.

E lo ama per quel che intimamente le dona, ogni volta che sale sul palco. Lo ama, anche se economicamente non è così redditizio. Lo ama perché le ha insegnato a non avere paura della vita.

Le sue parole sono una bella e sincera dichiarazione d’amore per il teatro. E per questo motivo entra di diritto nel nostro progetto.

 

Chi è Nina?

Come detto, Nina è un’attrice. La sua primissima volta sul palco è quella in cui recita un monologo di un ragazzo, suo vicino di casa, figlio di una grande attrice di successo. La messinscena non va benissimo, ma per lei è la ghiotta occasione di conoscere e, in seguito instaurare una relazione, con un giovane drammaturgo di successo Trigorin, l’amante dell’attrice di successo.

E così Nina segue Trigorin a Mosca, innamorata dello scrittore e piena di aspettative. Sfortunatamente per lei, la vita non le ha riservato niente di buono. Non diventerà che un’attricetta di provincia, senza l’amore del bel drammaturgo.

Ma nonostante questo, Nina non è disperata. Con rassegnazione accetta i dolori che la vita le ha procurato, donando tutta se stessa al mestiere d’attrice, perché solo quando è sul palco si sente davvero felice e bella. E questo le basta.

 

La trama di “Il Gabbiano”

Per meglio capire il carattere di Nina e il monologo proposto, è bene parlare brevemente della trama dell’opera.

Sorin, un ex consigliere di Stato, ospita a casa sua alcuni amici e parenti nella sua tenuta estiva, in campagna. Tra i suoi invitati c’è sua sorella, grande attrice di successo, Irina. La donna è accompagnata dal figlio ventenne, l’ aspirante drammaturgo Kostja Treplev e dal suo giovane compagno, Trigorin, un drammaturgo di successo.

Kostja approfitta della tenuta estiva dello zio per mettere in scena il suo primissimo testo teatrale, chiamando a recitare sul palco una ragazza di cui è innamorato, la giovane e bella Nina. Questi è la vicina di casa di suo zio ed è un’aspirante attrice.

La messinscena non ha però il successo sperato e la prima persona a schernire lo spettacolo è proprio la madre di Kostja. Amareggiato e deluso dall’insuccesso, è lo stesso Kostja che interrompe bruscamente la messinscena.

A rendere la situazione ancora più complicata, c’è un malcelato disprezzo di Kostja per Trigorin. Disprezzo che è soprattutto artistico e che poco ha a vedere con la relazione di quest’ultimo con sua madre.

Ma la frustrazione di Kostja è destinata a peggiorare. Ben presto infatti viene a sapere che Nina ammira gli scritti di Trigorin e che gli ha confessato di voler diventare un’attrice di successo, nonostante i suoi genitori si oppongano. Tra i due perciò nasce un’amicizia ambigua, in cui Nina riserva a Trigorin attenzioni fin troppo dolci. Attenzioni che Trigorin non rifiuta ma che sembra, al contrario, contraccambiare sebbene abbia una relazione con Irina, la madre di Kostja. E tutto questo, ovviamente, accade sotto gli occhi di un innamorato ma non contraccambiato Kostja.

 

Nina e il Gabbiano.

A questo punto Kostja, mentre è nel giardino della tenuta, nota la carcassa di un gabbiano, ucciso da Kostja stesso in precedenza.

E paragona il gabbiano alla stessa Nina:

 

“Una giovane donna vive tutta la sua vita in riva a un lago.

Lei ama il lago, come un gabbiano, ed è felice e libera, come un gabbiano.

Ma per caso arriva un uomo, e quando la vede la distrugge, per pura noia. Come questo gabbiano.”

 

Trigorin poi torna a Mosca e poco dopo Nina lo segue, finendo per avere una rottura definitiva coi genitori.

Passano un paio di anni e Nina, Kostja e Trigorin si ritrovano nella vecchia tenuta di campagna di Sorin.

Kostja è diventato un drammaturgo di successo, sebbene sia sempre eternamente insoddisfatto delle sue opere e il suo amore per Nina lo abbia fatto cadere in depressione.

Nina, nonostante un iniziale successo, non riesce a diventare l’attrice famosa che sperava e perciò si accontenta di essere un’attricetta di provincia. Anche dal punto di vista sentimentale, la sua situazione non è delle migliori. La relazione con Trigorin non è andata a buon fine. Quest’ultimo infatti l’ha lasciata, sebbene da lui abbia avuto un bambino, morto pochi mesi dopo il parto.

Nina e Kostja si incontrano per un’ultima volta.

Kostja chiede a Nina di stare con lui, di non ripartire subito per Mosca. Ma la ragazza si rifiuta e mostra di essere ancora perdutamente innamorata di Trigorin. E così Kostja, sentendosi ancora una volta messo da parte e incompreso dalla sua amata, decide di uccidersi con un colpo di pistola alla nuca.

 

“Poca azione e un quintale d’amore”

Proprio così Cechov ha definito il suo dramma “Il Gabbiano” in una lettera all’amico e editore Suvorin. E in effetti, d’amore ce ne è in quantità industriali in questo testo teatrale.

Un amore spesso sbagliato, perché non contrapposto o mal riposto. Tralasciando la presenza di altri personaggi secondari, infatuati di alcuni dei nostri protagonisti, al centro della scena c’è evidentemente il triangolo amoroso tra Nina, Trigorin e Kostja.

Un triangolo amoroso particolarmente doloroso, non solo per Kostja, che ama Nina senza essere riamato, ma anche per la stessa Nina.

L’amore di quest’ultima per Trigorin non è infatti un amore felice. Trigorin, sebbene instauri una relazione con l’aspirante attrice, continua ad essere l’amante di Irina, la madre di Kostja.

Ognuno di questi personaggi quindi vive i propri sentimenti quasi con passività. Kostja non riesce o forse nemmeno ci prova fino in fondo a far innamorare di sè Nina.

E Nina, sebbene prenda la difficile e coraggiosa decisione di fuggire a Mosca nonostante la disapprovazione dei genitori, quasi con rassegnazione accetta che Trigorin torni “ai suoi vecchi affetti”. E con altrettanta rassegnazione accetta che non diventerà mai un’attrice di successo.

Infine, lo stesso Trigorin, sebbene gli si possa riconoscere una certa intraprendenza nel portar avanti due relazioni con due donne differenti, alla fine decide di tornare a vivere la sua vecchia relazione, perché qualcosa di sicuro per lui, così come il suo continuare a scrivere opere che sicuramente inconteranno il favore del pubblico, senza mai osare qualcosa di diverso.

 

La riflessione di Cechov sul teatro e il mestiere di scrittore.

“Il Gabbiano” di Cechov non è solo un dramma con un quintale d’amore.

“Il Gabbiano” è anche un pretesto che Cechov utilizza per portare avanti una profonda riflessione nei confronti del Teatro e della drammaturgia a lui contemporanei.

Tali riflessioni vengono esplicitate principalmente attraverso le parole di Kostja e il suo bisogno di rinnovare il teatro fin dalla drammaturgia, scrivendo soggetti e personaggi nuovi che siano in grado di smuovere riflessioni nelle menti degli spettatori.

Allo stesso tempo però, Checov mostra di essere consapevole di quanto le novità possano essere mal interpretate e non accettate dal pubblico, come dimostra l’episodio in cui Irina scherna e non comprende il testo scritto da suo figlio, perché troppo innovativo.

Al contrario, Trigorin è il rappresentante di un modo di scrivere e di fare teatro ormai consolatorio. Una drammaturgia che propone incessantemente vecchi schemi cari al pubblico e che rifiuta ogni tipo di sperimentazione per paura di non avere più l’appoggio degli spettatori.

In questo quadro, anche Irina e Nina trovano il loro ruolo. Entrambe rappresentano proprio quel pubblico che rifiuta il nuovo e la sperimentazione perché non li comprendono.

 

Nina è l’amore per l’Arte.

Ma Nina, al contrario di Irina, non è solamente questo. Grazie al suo grande amore per la recitazione,  Nina è rappresentazione ideale dell’artista. E sotto questo punto di vista, la sua metafora con il Gabbiano acquista ancor più rilievo.

Nina è un’artista e come un gabbiano deve volare via ed essere libera.

Solo così può vivere pienamente la sua vita. E fugge via da ogni costrizione, scappando via anche da Kostja e dal suo amore vero e sincero.

 

Il Monologo di Nina.

Il monologo che proponiamo questo mese è probabilmente il più famoso monologo che Cechov ha scritto per Nina.

La ragazza pronuncia queste parole due anni dopo rispetto alla Nina che incontriamo ad inizio spettacolo.

Due anni che la ragazza ha vissuto a Mosca. Due anni in cui la vita con lei non è stata per niente benevola. Una relazione infelice con l’uomo che continua ancora ad amare, Trigorin. Una gravidanza difficile e la morte prematura del figlio di Trigorin. E il successo che non arriva e che mai arriverà.

Nina ha tutte le motivazioni per essere una persona piena di rancore nei confronti del Teatro e della Vita. Ha sofferto. E probabilmente continua a soffrire per un uomo che non la ama.

Ma nonostante questo, proprio perché è una vera attrice, sopporta i dolori che la vita le pone davanti grazie al teatro.

Lei si sente davvero un gabbiano, perché il Teatro e la Recitazione sono le sue ali. Il Teatro la fa sentire felice e libera.

Grazie al teatro sa vivere nel modo migliore il proprio dolore. E è il Teatro che le rende sopportabile vivere.

 

IL TESTO DEL MONOLOGO

Atto IV

… Lui non credeva nel teatro, rideva sempre delle mie fantasie, e a poco a poco anch’io smisi di credervi e mi perdetti d’animo… E poi le sollecitudini dell’amore, la gelosia, la continua paura per il piccolo… Divenni meschina, mediocre, recitavo sconnessamente… Non sapevo che fare con le mani, non sapevo stare sul palcoscenico, non dominavo la voce. Non puoi capire la condizione di chi sente di recitare in maniera orribile.

Io sono un gabbiano. Che c’entra. Ricordi? Uccidesti un gabbiano. Giunse un uomo, per caso, lo vide e, per passare il tempo lo rovinò… Un soggetto per un breve racconto. Che c’entra…

Di che stavo parlando?… Ah, della scena. Adesso sono diversa. .. Ormai sono una vera attrice, recito con piacere, con entusiasmo, mi inebrio sul palcoscenico e mi sento bellissima. Ora poi, da quando son qui, cammino a lungo, cammino e penso, penso e sento crescere di giorno in giorno le mie forze spirituali… Adesso io so, io capisco, Kostja, che nel nostro lavoro – poco importa se recitiamo o scriviamo – l’essenziale non è la gloria, non è il lustro, non è ciò che sognavo, ma la capacità di soffrire. Sappi portar la tua croce e abbi fede. Io ho fede, e questo mi allevia il dolore, e quando penso alla mia vocazione, non ho paura della vita.

 

 

E tu, come lo faresti?

Se hai voglia di interpretare anche tu un personaggio tanto delicato come quello di Nina, allora non fare la timida e buttati!

Vieni a far parte del nostro gruppo facebook “Monologo del Mese” oppure vai nella sezione “Monologhi ” del nostro sito per capire come poter partecipare!

Manuale di Dizione

Il Manuale di dizione di Teatro per Tutti! Puoi scaricarlo qui: La Dizione dalla A alla Z

Nel caso tu ne avessi bisogno, abbiamo anche pubblicato un Manuale di Dizione, per esercitarti un po’ prima di realizzare il tuo video, soprattuto se pensi di avere un forte accento. Nel nostro gruppo potrai essere visto da attori provenienti da tutta Italia e una buona dizione, anche se non obbligatoria, è molto apprezzata!

Se vuoi, puoi anche leggere gli articoli del nostro tutorial di recitazione, che possono esserti utili per chiarire alcuni concetti base. Non pretendiamo con il nostro Tutorial di sostituirci ad una buona scuola di recitazione, ma siamo sicure che potrai trovare alcuni ottimi consigli!

E infine, vogliamo lasciarti un’ultma raccomandazione: non ti preoccupare se pensi di non avere il “physique du rôle” o l’età giusta per recitare il personaggio di Nina, a noi va benissimo.

Vogliamo solo vedere come la interpreteresti tu.

Aiutaci a rendere virale il teatro!

 

 

 

 

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