Tennessee Williams e Federico Garcia Lorca contro la Violenza sulle donne


Oggi è il 25 Novembre, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

È proprio in questa giornata che mi sono tornati alla mente due drammi teatrali che affrontano questo aspetto. Due testi che scandagliano la realtà senza nessun filtro. E che mettono brutalmente il lettore e lo spettatore di fronte al fenomeno del patriarcato e dell’ipocrisia, genitori della violenza contro le donne.

Un tram chiamato Desiderio, di Tennessee Williams

Il dramma che più affronta e mette in scena la violenza sulle donne è senza dubbio il capolavoro di Tennessee WilliamsUn tram chiamato desiderio“.

Celebre a tutti è la trasposizione cinematografica firmata dal regista Elia Kazan.

Un magnetico Marlon Brando e una delicata e bellissima Vivien Leigh danno vita ad un Stanley e una Blanche indimenticabili. Tuttavia, la versione filmica di questo testo teatrale ha subito delle modifiche, volute dal Codice Hays, che rendono meno incisivo il testo teatrale originario.

Tennesse Williams, infatti, è sempre stato molto sensibile circa il tema del machismo e del maschilismo essendo lui stato vittima, in quanto omosessuale, di un sistema di valori che vuole l’uomo vigoroso, domintatore e violento.

E, sebbene la trama di “Un tram chiamato desiderio” ruoti intorno alla figura della fragile Blanche, è sul personaggio di Stanley che oggi voglio concentrarmi.

Stanley è infatti la tipica figura di uomo forte e autoritario che Tennessee Williams tanto critica.

Tuttavia, nell’ipocrita società americana degli anni cinquanta, Stanley è la figura di uomo moralmente accettata e ben inserita.

L’uomo deve essere così. E di conseguenza la donna non può far altro che sottostare al volere del marito.

La donna deve essere remissiva e non può certamente rapportarsi alla pari con il proprio consorte.

In un contesto di questo tipo, la visione della famiglia è brutalmente patriarcale. E Stella, non può che essere una moglie asservita a Stanley.

Non può far altro che adorare un uomo del genere. E giustificarlo, se non addirittura difenderlo agli occhi di una Blanche che mal sopporta il temperamento aggressivo di Stanley, sebbene in qualche misura se ne senta anche attratta.

Al contrario, in una società così strutturata una donna anticonformista come Blanche non può trovare spazio. Una donna sessualmente disinvolta come è la bella Blanche può solo essere giudicata negativamente. È troppo libera. È incontrollabile dall’uomo prevaricatore.

E perciò una donna così può solo piegarsi a tale sistema di valori o venirne spezzata, inevitabilmente.

Blanche però, sebbene sia fuori dagli schemi è anche e soprattutto una donna completamente sola, e fragile. Non può essere altrimenti.

E quindi la brutalità di una società così maschilista finirà per colpirla nel modo più orrendo possibile. Stanley infatti finirà per picchiarla e violentarla, senza pietà. E lei ne uscirà distrutta. Fisicamente e moralmente.

La casa di Bernarda Alba, di Federico Garcia Lorca

Un’altra opera teatrale che rappresenta molto bene la violenza sulle donne  è “La casa di Bernarda Alba” del drammaturgo e poeta Federico Garcia Lorca.

In questo testo, che lo stesso Lorca definì “un documenatrio fotografico“, in scena non compare nessun uomo, eppure la presenza di una società maschilista e patriarcale è palpabile.

L’autore spagonolo, che scrisse l’opera appena due mesi prima di morire fucilato dai boia franchisti, mette in scena una famiglia formata da sole donne.

Bernarda, la capostipite, impone alle sue cinque figlie un rigoroso lutto di ben otto anni per onorare la morte del marito e padre di famiglia.

Le ragazze quindi dovranno vestire sempre di nero, non uscire mai di casa e non parlare di uomini ne tantomeno posare lo sguardo su un uomo.

L’unica che, in questo senso, può avere un minimo di libertà in più è la figlia maggiore, Angustias, promessa sposa di Pepe il Romano. Ne consegue che la ragazza può incontrarsi con il giovane uomo, solo perché destinata ad esserne la moglie.

Questa situazione claustrofobica porta le sorelle ad uno stato di perenne agitazione e insoddisfazione.

Ognuna di loro aspira ad essere libera dalle restrizioni che la società spagnola degli anni trenta impone loro. Ognuna di loro è infelice. Tuttavia, questo non le porta ad essere unite, a sostenersi e ad essere solidali l’une con le altre.

Al contrario, le sorelle sono invidiose l’una dell’altra e si detestano. Odiano Angustias perché presto conoscerà un uomo e potrà andarsene da quella casa soffocante. E odiano Adele, la più piccola di loro, perché è la più giovane, la più bella. E è  colei che ha rubato il cuore di Pepe il Romano.

Le figlie di Barnarda Alba sono vittime e carnefici del sistema maschilista che caratterizza la loro realtà. E giudicano con assoluta cattiveria qualsiasi donna si discosti da tale regime di valori che le vuole sottomesse all’uomo.

In questo senso, assolutamente eclatante e perversa è la reazione che le ragazze hanno circa la vicenda della figlia della Liberata raccontata loro dalla domestica di casa.

La ragazza ha una relazione con un uomo sposato e è rimasta incinta.  Per la paura di essere giudicata dalla società arriva così ad uccidere il proprio bambino appena nato. Tuttavia la sua storia salterà fuori e tutto il paese la vorrà morta.

Bernarda e le sue figlie avranno solo parole di disprezzo e di  violento giudizio per la figlia della Liberata e saranno particolarmente dure, augurandosi una morte atroce per la giovane.

Adele tuttavia è l’unica che prova compassione per questa ragazza. È l’unica che si oppone al giudizio inequivocabile di sua madre e delle sorelle.

La vicenda della figlia della Liberata è infatti simile alla sua situazione e perciò è più consapevole delle sorelle di quanto un sistema di valori come quello che vivono sia profondamente sbagliato e ingiusto.

Adele, un po’ come la Blanche di Tennessee Williams, anche se i due personaggi sono comunque molto differenti.

Anche Adele è una donna che non rispecchia ciò che la società patriarcale vuole da lei. Adele è uno spirito libero, è ribelle. Ma esattamente come Blanche è sola. E finirà per soccombere alla inaudita violenza della sua famiglia.

Una violenza psicologica più che fisica, ma altrettanto devastante e distruttiva.


La giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre è una ricorrenza istituita il 17 Dicembre 1999  dall’ Assemblea generale delle Nazioni Unite ed è stata isituita per raccomandare ai governi di organizzare eventi che possano sensibilizzare l’opinione pubblica circa questo fenomeno.

La violenza contro le donne è una realtà presente in tutto il mondo.

E un uomo (o una donna) violento e prevaricatore lo si può trovare tanto ai margini della società, che tra la persone più ricche ed istruite.

Purtroppo, a distanza di ventuno anni, anche la nazione più evoluta e democratica può avere casi di cronaca nera in cui una donna viene violentata. O ancora uccisa o maltrattata, in quanto donna.

La violenza sulle donne, il machismo e il patriarcato sono aspetti difficili da estirpare. E che possono riguardare tanto gli uomini, quanto le donne.

E se l’assemblea delle nazioni unite ha convenuto solo nel 1999 di spingere i governi di tutto il mondo ad agire contro la violenza sulle donne, il teatro è invece da molto tempo che opera in questo senso.

D’altronde il teatro, nella sua forma più nobile, è specchio della realtà che ci circonda. È foriero di riflessioni, a volte anche scomode.

Tennessee Williams e Federico Garcia Lorca con questi due drammi ci mettono di fronte a realtà che, in verità, non sono ancora del tutto superate.

I fatti di cronaca nera, purtroppo, sono ancora oggi pieni di casi di femminicidio. Ancora oggi uomini, fidanzati, mariti e ex picchiano, violentano e uccidono le donne.

Lo Stanley di Tennessee Williams è un male della società ancora presente.

E di donne vittime e carnefici di una mentalità maschilista come le protagoniste di “La casa di Baernarda Alba” ne è ancora pieno il mondo.

Basta andare a leggersi i commenti sui social ai casi di stupro o anche di molestie sessuali.

Tantissime donne ritengono che se una donna viene violentata o molestata, in parte sia responabile di ciò che subisce.

E viene meno una solidarietà e una compassione che, a mio giudizio, dovrebbero essere naturali.


Alla luce di questo, penso che una giornata come questa non debba passare inosservata.

Il suo significato è importantissimo.

Lo è perché ancora il mondo è misogino, maschilista e patriarcale.

E se storci la bocca a sentir di parlare di società patriarcale e sei convinto che non esista più il maschilismo, fa’ una cosa:

leggi  “Un tram chiamato desiderio” e “la casa di Bernarda Alba”.

Poi leggi i casi di cronaca nera di violenza, stupro e femminicidio. Leggi i commenti su facebook a queste notizie.

Ti accorgerai che non è cambiato niente.


 

 


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