Amanti di Shakespeare, l’intervista che sto per proporvi sono sicura che vi piacerà da matti.

Ho infatti parlato con l’attore e drammaturgo Marco Ghelardi, uno dei fondatori di un festival molto particolare, che ha sede nella città di Savona.

Come ci suggerisce il nome stesso “Shakespeare in Town!” ha a che fare con il Bardo, il grandissimo genio che tutti noi conosciamo e amiamo.

Si tratta di un festival che merita di essere conosciuto perché ha il grande e audace obiettivo di avvicinare a Shakespeare anche coloro che, magari, non conoscono tanto bene il mitico Will o che non sono mai andati a teatro. L’obiettivo è far conoscere Shakespeare soprattutto ai non addetti ai lavori.

Ma prima di proseguire con l’intervista, forse è bene far un piccolo passo indietro. Voglio farvi conoscere un po’ meglio Marco Ghelardi e la sua compagnia teatrale, attraverso cui ha fondato l’interessante “Shakespeare in Town”.

 

 

 

Marco Ghelardi e la Compagnia Teatrale Salamander.

Marco Ghelardi è un attore e autore di Savona.

Si è laureato in Teatro all’Università di Wolverhampton in Inghilterra e successivamente si è perfezionato in regia teatrale alla Central School of Speech and Drama di Londra.

La sua formazione è avvenuta perciò nella patria di William Shakespeare, il padre del Teatro Occidentale. E sempre a Londra ha avuto l’onore di partecipare al seminario di Regia al National Theatre.

Marco è quindi qualcuno che se ne intende. Ha una grande conoscenza del Bardo e ha deciso di metter la sua professionalità al servizio dei cittadini, fondando  proprio a Savona nel 2005 la sua compagnia Salamander, assieme a Simona Schito.

Fin dagli albori, l’obiettivo che queste due persone si prefiggono è importante e coraggioso: organizzare e mettere in scena forme spettacolari dirette e innovative attraverso le quali far presa sul pubblico e coinvolgerlo.

Lo scopo è chiaro: far apprezzare il teatro a quella fetta di pubblico che ancora nemmeno lo conosce, il teatro.

La parola d’ordine della compagna Salamander sembra essere  “coinvolgimento“. Una parola che nella pagina web della compagnia ricorre piuttosto spesso.

Salamander per raggiungere e coinvolgere più persone possibili in questa grande avventura che si chiama Teatro, opera su tre livelli differenti:

 

1. La Formazione.

La compagnia, attraverso l’attivazione di corsi per adulti e adolescenti all’interno degli istituti scolastici, mira a formare un pubblico nuovo. E lo fa attraverso la realizzazione di progetti stimolanti che utilizzano i testi di Shakespeare perché possano essere fruiti in modo nuovo dai non addetti ai lavori.

 

2. Gli Spettacoli.

Salamander, essendo principalmente una compagnia teatrale, porta in scena numerosi testi teatrali, sia classici che contemporanei. Tra i contemporanei, molti sono gli spettacoli scritti e interpretati dallo stesso Marco Ghelardi. Al di là di quale sia il testo teatrale, la particolarità delle messinscene di Salamander è la loro realizzazione che mette al centro la storia e l’immediatezza del coinvolgimento degli spettatori. Le loro messinscene riscuotono così tanto successo che spesso hanno l’occasione di esibirsi in teatri d’importanza nazionale come il Teatro Politeama di Palermo e il Piccolo di Milano.

 

3. Le Rassegne e i Festival.

Il terzo mezzo attraverso cui Salamander si propone il prestigioso obiettivo di diffondere cultura e teatro è l’organizzazione di festival e rassegne. La compagnia, infatti, ogni anno organizza molteplici rassegne e manifestazioni culturali, attraverso le quali diffondere nella città di Savona (e non solo) cultura, teatro e musica. In questo settore della loro attività, naturalmente il fiore all’occhiello è proprio il progetto “Shakespeare in Town!”.

 

 

 

 

Il Festival “Shakespeare in Town!”

Ho conosciuto la realtà di “Shakespeare in Town!” praticamente per caso.

In un momento di noia, come capita a moltissimi di noi, ho preso il cellulare e ho iniziato a far scorrere la home di Facebook senza un obiettivo preciso. Stavo per metter via il telefonino, quando all’improvviso, mi compare davanti agli occhi il link ad un articolo in cui si parla proprio di “Shakespeare in Town!”.

Il mio sguardo si accende di curiosità, come sempre accade quando vedo il nome del Bardo, e mi vien fin troppo naturale cliccare su quel link per conoscere più da vicino il contenuto dell’articolo.

Il passo successivo è stato, ovviamente, andar sul sito della compagnia Salamander e leggere che cos’è  “Shakespeare in Town!” .

Come si legge dal sito, il festival ha l’obiettivo di portare avanti un’invasione gioiosa e pacifica delle vie di Savona, attraverso iniziative ed eventi che facciano conoscere Shakespeare e le professionalità del teatro.

Ogni edizione del Festival ha come tema portante una delle tantissime opere teatrali del Bardo, la cui messinscena conclude idealmente il festival corrente.

Nell’edizione 2017, ad esempio, il tema era “Molto rumore per nulla” (se non conosci questa divertente commedia di Shakespeare, ti consiglio di leggerla! Trovi il libro su Amazon).

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“Shakespeare in Town” raccontato da Marco Ghelardi.

Ecco, a questo punto credo che sia arrivato il momento di lasciar la parola a Marco Ghelardi, che ci racconta come l’idea di questo festival sia nata e come si stia sviluppando.

 

 

1. Cos’è e come nasce il Festival “Shakespeare in Town!”?

M: Il Festival nasce nel 2005 dall’esigenza di dare un contesto al nostro desiderio di portare sulle scene uno Shakespeare contemporaneo. Da allora, lo facciamo attraverso un percorso di eventi che conduce il pubblico verso lo spettacolo conclusivo. Il teatro è un dialogo con la comunità e tutti sappiamo, anche nella nostra vita quotidiana, come la qualità dell’incontro dipenda dal contesto in cui avviene e dai ruoli che ci diamo: è diverso parlare a uno sconosciuto sull’autobus rispetto a qualcuno che ci è stato presentato da amici durante una festa. Lo scopo del Festival è trasformare Shakespeare e il teatro in generale, da sconosciuti sull’autobus ad amici che si incontrano in una festa.

 

2. Quali possono essere le difficoltà nel realizzare un Festival? Con il vostro “Shakspeare in Town!” come le avete superate?

M: La Liguria di Ponente è un territorio tradizionalmente poco familiare con lo spettacolo dal vivo inteso quale attività e innovazione. E’ perciò in larga misura privo di infrastrutture culturali e delle relative figure professionali. Inoltre, le proposte teatrali tendono a rivolgersi a un’utenza che già possiede le competenze per avvicinarlo o che proviene da un particolare percorso sociale: mancano formazione del pubblico, il concetto di teatro come inclusione, ecc. Il Festival ha dovuto agire quale occasione diretta per provare a colmare alcune di queste lacune.

 

3. Qual è l’atteggiamento delle istituzioni nei confronti del vostro progetto “Shakespeare in Town!”

M: Siamo stati fortunati ad aver ricevuto un sostegno fin dalla nostra nascita da parte di diversi istituzioni locali e ci auguriamo di proseguire insieme anche durante questo periodo di crisi e riprogettazione locale e nazionale.

4. E come reagisce il pubblico alle vostre iniziative organizzate all’interno del vostro Festival?

M: Con grande passione. La nostra forza è cercare di offrire qualcosa per tutti e il pubblico lo avverte e risponde con calore. E’ una grande soddisfazione vedere come molti spettatori ci seguano da ben quattordici anni.

 

5. Progetti per il futuro? Avete intenzione di uscire dalla città di Savona?

M: Siamo già usciti fuori dalla città di Savona: i nostri spettacoli sono stati applauditi in molti teatri della penisola, abbiamo collaborato con artisti di portata nazionale e internazionale e il nostro concetto di “Festival in Town!” è stato imitato in altre città d’Italia – cosa che ci riempie d’orgoglio! I progetti per il futuro sono molti e molto presto partiremo con un progetto nuovo, ambizioso ed emozionante, del quale, però, non posso ancora parlare.

 

 

 

 

“La nostra forza è cercare di offrire qualcosa per tutti”

Marco Ghelardi e la sua compagnia hanno qualcosa che, a mio avviso, li accomuna un po’ a quello che è anche l’obiettivo di “Teatro per Tutti”.

Sia noi che la Compagnia Salamander siamo consapevoli della necessità di rendere il teatro qualcosa di accessibile a chiunque. Il Teatro e, di conseguenza, Shakespeare (emblema del teatro occidentale) non sono e non devono essere qualcosa di elitario.

Shakespeare, in particolar modo, parla di noi e dei nostri sentimenti. Parla della vita.

Perché è ancora così tanto rappresentato in teatro?

Perché tantissimi film e registi cinematografici si ispirano alle opere del Bardo?

Semplice.

Perché Shakespeare è universale

Shakespeare è dentro ognuno di noi.

E allora iniziative come “Shakespeare in Town” devono essere sostenute, promosse e pubblicizzate perché contribuiscono a rendere migliore la società che ci circonda.

Non mi resta altro che concludere ringraziando Marco Ghelardi per la sua disponibilità, augurando a lui e alla sua “Salamander” un grandissimo in bocca al lupo per i progetti futuri.

 

 

Video in cui vengono illustrate le attività della scorsa edizione del festival “Shakespeare in Town”

 


 

Se volete seguire da vicino l’attività di questa compagnia e rimanere informati circa le novità di “Shakespeare in Town” allora visitate il sito web della compagnia teatrale Salamander e seguite la loro fan page ufficiale su Facebook. 😉

 

 

 

 

 

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