Per parlare correttamente in italiano è importante per prima cosa saper parlare in dizione.

Avere una corretta dizione permette, infatti, di esprimersi con una fluidità ed eleganza che rende il suono della propria voce decisamente più gradevole.

A mio avviso, non solo gli attori ma chiunque porti avanti un lavoro in cui parlare è importante, dovrebbe seguire un corso di dizione. Parlare in un italiano senza cadenze dialettali sicuramente ti rende maggiormente meritevole di attenzione e di fiducia.

La dizione, inoltre, non serve solamente ad eliminare le inflessioni dialettali, ma è utilissima anche per correggere i difetti di pronuncia.

Tra i tantissimi esercizi per la dizione che puoi imparare frequentando un corso, ce ne sono diversi dedicati alla correzione di alcuni difetti di pronuncia, come quelli della lettera “s” o  della lettera “r”.

In questo articolo ti illustro alcuni piccoli esercizi che puoi fin da ora iniziare a mettere in pratica. Ma, attenzione, per portare avanti con successo la correzione del tuo difetto di pronuncia, devi metterti nelle mani di un esperto insegnante di dizione.

E armarti di tanta pazienza.

La dizione, infatti, non è qualcosa che si impara facilmente e in poco tempo, ma richiede una dedizione continua.

 

 

Esercizio di dizione per la “zeppola” (la lettera “s”)

Con il termine “zeppola” si identificano tutti quei difetti di pronuncia, più o meno gravi, che riguardano la lettera “s”.

La “zeppola” si verifica quando, nel pronunciare la “s”, l’aria fuoriesce a destra o a sinistra dei denti.

È un difetto che spesso porta le persone ad essere timide e insicure nel parlare in pubblico, perché coscienti di poter risultare un po’ buffe quando pronunciano la “esse”.

Ma c’è chi ne ha quasi fatto un marchio di fabbrica, pensate a Jovanotti!

Le cause della “zeppola” sono molteplici, come anche una cattiva abitudine di pronuncia appresa da piccoli, quando si impara a parlare.

Ma qualsiasi sia la causa di questo difetto di pronuncia, è possibile superarlo e correggerlo se si effettuano tutti i giorni alcuni esercizi di dizione dedicati proprio alla “s”.

Si tratta di esercizi che mirano a correggere il posizionamento della lingua agli incisivi inferiori e, contemporaneamente, al suo rafforzamento. Se non si esercita abbastanza forza con la lingua, la pronuncia della “s” infatti può uscire scorretta.

Per correggere il difetto della “zeppola” è bene rivolgersi ad un insegnante di dizione, tuttavia esiste un esercizio abbastanza semplice che potrebbe darti una mano. Soprattuto se lo associ ad un corso di dizione.

Per effettuare nel modo giusto questo esercizio, ti consiglio di metterti di fronte ad uno specchio, così da accorgerti se stai sbagliando.

  1. Allinea le due arcate dentali, quindi scoprile come se tu facessi un gran sorriso.
  2. Posiziona la lingua, con forza, contro gli incisivi inferiori e prova ad emettere un sibilo.

Se senti l’aria uscire dai lati, non lo stai facendo nel modo giusto.

Prova a riposizionare la lingua per fare in modo che l’aria esca dal centro della bocca. Immagina di provare a spegnere una candela immaginaria che sta di fronte alla tua bocca.

 

Manuale di Dizione

INIZIA SUBITO AD ESERCITARTI

 

Esercizio di dizione per la “erre moscia”

La “erre moscia” o rotacismo è un difetto di pronuncia per correggere il quale può essere necessario l’intervento di un logopedista.

Ma spesso anche solo fare tutti i giorni esercizi di dizione per la “r” porta a netti miglioramenti, se non alla completa correzione di questo difetto.

Il rotacismo è un errore di pronuncia dovuto al posizionamento sbagliato della lingua durante la pronuncia della erre.

Come per la “zeppola” il rotacismo può avere molteplici cause, alcune anche di natura anatomica. Altre volte invece l’errore di pronuncia deriva da regionalismi, difetti dialettali o familiari. Soprattutto in questo ultimo caso, la pronuncia errata della erre può derivare dall’aver avuto in famiglia, da piccoli, un membro con rotacismo.

Da piccoli, si sa, le cose si imparano attraverso l’imitazione degli adulti e il piccolo può imitare l’adulto nella pronuncia scorretta della erre, pur non avendo alcun difetto anatomico.

Il rotacismo si distingue in rotacismo posteriore, quando si usa la base della lingua, invece della punta, e in rotacismo laterale. In questo caso l’errore sta nel posizionamento della lingua, che invece di stare al centro della bocca, si sposta di lato, pronunciando scorrettamente la “r”.

La “erre moscia” è un difetto che si corregge con gli esercizi di dizione che puntano a far posizionare correttamente la lingua durante la pronuncia della erre.

La lingua, perché questa lettera venga pronunciata in modo giusto, deve poggiare la punta tra la radice degli incisivi superiori e il palato.

Un esercizio di dizione che può tornarti utile per provare a correggere questo difetto è questo:

  1. Poggia la punta della lingua contro il palato. Solo la punta, come se fosse pronta a schioccare.
  2. Prova a pronunciare “Trrrrrrrr” fino a quando non riesci a distinguere bene il suono della “R”.
  3. Se non ti viene, riparti, accentuando la “T”.

Pronunciare la “T” prima della “R” aiuta molto il posizionamento corretto della lingua durante la pronuncia di questa lettera.

Una pronuncia difficile, che infatti da piccoli generalmente impariamo per ultima 😉 .

Anche in questo caso, ti consiglio però di non fare da solo, soprattutto se la tua “erre moscia” è un difetto ben marcato.

Questo piccolo esercizio può essere un valido aiuto per migliorare, ma va associato ai benefici di un corso di dizione per la correzione definitiva.

 

Ma è davvero necessario parlare in dizione?

Come vedi, saper parlare in dizione non è assolutamente un “vezzo”.

La dizione è un metodo pratico ed efficace per correggere regionalismi e perfino i difetti di pronuncia.

Se vuoi migliorare la tua dizione ma al momento non hai tempo di frequentare un corso di dizione vero e proprio, puoi iniziare ad esercitarti con il nostro Manuale di Dizione. Ci sono un sacco di filastrocche e consigli e, con un po’ di dedizione, può portarti a buoni risultati.

Per quanto possa essere noioso imparare la dizione, penso che sia giusto amarla e dedicarle tempo e attenzione, visto gli innumerevoli benefici che può regalarci… Parola di Teatro per Tutti! 🙂