Purtroppo, nell’Italia di oggi chi vuole diventare attore professionista nel mondo del teatro, del cinema o della televisione si trova in un ambiente irto di difficoltà.

La situazione è critica non solo per la presenza di un’altissima concorrenza, ma anche e soprattutto per la mancanza di tutele e di diritti riconosciuti per la professione attoriale.

Nell’ambiente dello spettacolo gli attori professionisti vengono sottopagati o, peggio, non viene loro riconosciuto nessun compenso per l’attività svolta. Altre volte, soprattutto in ambiente teatrale, le compagnie riescono ad offrire agli interpreti solo un compenso per le varie repliche dello spettacolo, senza vedersi pagati per le ore, i giorni o addirittura i mesi di prove che gli spettacoli generalmente richiedono.

Come è facile intuire, svolgere la professione di attore oggi in Italia è estremamente difficile. Gli attori e le attrici non hanno alcuna certezza economica e sono davvero una ristretta minoranza coloro che possono vivere tranquillamente della loro professione artistica.

 

L’Unione fa la forza: La Nascita di “FacciamoLaConta”.

Alla luce di questa disastrosa situazione, nel 2015 un gruppo di attori e di attrici professionisti si è riunito portando alla nascita del gruppo costituito di “Facciamolaconta – attrici e attori per i diritti” (Questa è la Pagina Facebook Ufficiale). Da allora “Facciamo la conta” è cresciuto e ogni giorno sempre più attrici e attori professionisti decidono di unirsi al gruppo, che cerca di far rispettare la professione di attore attraverso manifestazioni e svariate iniziative.

 

In questo blog vogliamo riuscire ad avvicinare quante più persone possibile al Teatro, quindi siamo molto vicini a chi vuole diventare attore. Ero quindi curiosa di conoscere più da vicino questo coraggioso gruppo di attori professionisti, ho contattato i fondatori di “Facciamo La Conta” e li ho intervistati.

Ecco quello che che mi hanno raccontato.

 

 

Chi sono i fondatori di “Facciamo la conta”? Quanti attori professionisti hanno aderito?

Facciamo la conta è un gruppo di attori e attrici, rigorosamente professionisti, che circa 3 anni fa si sono riuniti spontaneamente per confrontarsi e ragionare sulle cause della grave e pericolosa crisi occupazionale che ha colpito la categoria, cercando di interagire con diversi soggetti istituzionali e non.

Non esiste quindi una persona che ha fondato Facciamolaconta, piuttosto Flc è nata perché era forte per l’intera categoria di attori l’esigenza di far sentire la propria voce.

Al momento siamo più di 1200.

 

Quali sono i vostri obiettivi? Come li portate avanti?

“Facciamo la conta” ha lo scopo di presentare alle istituzioni richieste di tutela per la professione e il riconoscimento della centralità dell’attore nel teatro di prosa.

 

Nello specifico chiediamo:

1. Riconoscimento giuridico dello status dell’attore, che ne rispetti e tuteli l’atipicità in tutte le sue forme e ne riconosca la professionalità una volta per tutte;

2. Obbligo per le aziende di impiegare un numero di attori di tutte le fasce d’età congruo rispetto al FUS ricevuto;

3. Revoca del contributo FUS alle aziende che non applicano il CCNL;

4. Un welfare che tenga conto delle esigenze del settore con una riflessione sul ruolo dell’INPS, anche per quanto riguarda forme innovative di sostegno ai lavoratori del settore. Senza dimenticare che per gli artisti impiegati i periodi di non lavoro sono comunque attivi, grazie o per colpa di una tendenza all’autoimprenditorialità ormai sdoganata;

5. Creazione di un CCNL audiovisivo ad oggi ancora colpevolmente assente.

 

Portiamo avanti i nostri obiettivi, innanzitutto, monitorando e informando i colleghi di tutto ciò che viene deciso, ahinoi senza consultarci, per la nostra categoria.
Lavoriamo per diventare interlocutori attivi, perché il nostro mestiere è terreno ostico anche ai più esperti rappresentanti di tematiche del lavoro.

Abbiamo seguito il rinnovo del contratto nazionale del settore prosa, stiamo lavorando affinché si avvii la trattativa del PRIMO contratto nazionale dell’audiovisivo, ancora colpevolmente assente.

Siamo presenti ovunque si parli di noi.

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Una manifestazione per i diritti degli attori professionisti

Ne approfittiamo per ricordare che il prossimo 6 ottobre a Roma è prevista una MANIFESTAZIONE NAZIONALE UNITARIA PER LA CULTURA E IL LAVORO, che vede per la prima volta uniti i professionisti dei Beni Culturali, i professionisti dello spettacolo dal vivo, e del cinema, autori, operatori, tecnici, custodi, aspiranti professionisti e soggetti in formazione. Insomma le lavoratrici e i lavoratori della Cultura.

La manifestazione è organizzata dal nostro gruppo “Facciamolaconta – attrici e attori per i diritti” e tanti altri soggetti, tra cui: “Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali“, “Associazione nazionale archivistica italiana”, “Comitato Nazionale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche  e le organizzazioni sindacali Uilpa Bact”, “Funzione Pubblica Fp-Cgil Nazionale”, “Emergenza Cultura”, i lavoratori USB dei Musei Civici di Venezia e della Reggia di Venaria a Torino.

 

(Piccolo consiglio: se vuoi diventare un attore professionista, inizia a sentirti parte di una categoria. Partecipa alla manifestazione se puoi. Se non puoi, condividila.)

Qual è la reazione nei confronti del vostro progetto da parte dei “non addetti ai lavori”?

Sicuramente la prima reazione è di estrema curiosità.

Quando si parla di attori, i non addetti ai lavori hanno sempre l’immagine di una vita privilegiata, che riguarda invece solo una ristretta minoranza. Rimangono molto sorpresi delle difficoltà e della mancanza di diritti che gli attori nella loro totalità oggi subiscono.

 

Qual è invece la risposta delle istituzioni? Vi danno ascolto?

Siamo stati ricevuti da Tito Boeri, Presidente dell’Inps, dal direttore generale dello spettacolo dal vivo, Onofrio Cutaia.

Siamo stati convocati alla Camera dei deputati e in Senato.
Siamo intervenuti in quasi tutti gli incontri del settore.

Se ci danno ascolto?

Se ce lo dessero dovrebbero redistribuire le risorse destinate allo spettacolo in modo più equo ed abbandonare pratiche politiche vetuste ed atte alla conservazione di un potere che è soprattutto politico. Questo non sta avvenendo in teatro, in cinema o in tv come del resto non sta avvenendo in tutto il Paese.

 

Recitare è una Professione.

Recitare è una professione.

Non è niente di diverso da qualsiasi altro mestiere. Per essere un attore o un’attrice professionista si deve studiare, formarsi, imparare e conoscere delle nozioni che sono fondamentali per saper recitare al meglio. Non a caso esistono Scuole e Accademie in tutta Italia per la formazione di alto livello di un attore.

Trovo davvero assurdo e frustrante che, ancora oggi, ci siano persone che pensano “recitare non è un lavoro vero“.

orgoglioso di essere un attore

Abbiamo disegnato questa maglietta tempo fa, ma sembra fatta apposta per questa occasione!
Sei orgoglioso di essere un attore?

Recitare è un lavoro vero.

Deve essere retribuito come viene retribuito un medico o un idraulico.

Penso davvero che sia arrivato il momento per gli attori e le attrici di Alzare la Voce.

Il primo passo è fare in modo che gli attori stessi si sentano parte di una categoria. Se siamo noi i primi a non credere di avere dei diritti, perché gli altri dovrebbero concederceli?

Chi vuole diventare attore, studia per anni, si impegna e continua ad aggiornarsi è giusto che abbia davanti la prospettiva di poter essere considerato un lavoratore a tutti gli effetti.

 

Trovo che “Facciamolaconta” sia sicuramente un ottimo progetto, che mi ripropongo di seguire e sostenere per come posso su questo blog.

 

Non mi resta che salutarvi, consigliandovi di seguire questo gruppo se siete attori e attrici professionisti.

Ma anche se lo fate soltanto per passione, amatorialmente, vi invito a sostenere questa causa che riguarda tutti noi, spargendo la voce e parlando di questo progetto con gli attori professionisti che conoscete.

Si sa, l’Unione fa la forza e mi auguro davvero che un giorno anche l’attore e l’attrice professionista abbia una sua dignità e una sua credibilità.

La battaglia sarà vinta quando per chiunque essere attore sarà “un lavoro vero”.