Oggi facciamo la conoscenza di un personaggio femminile non propriamente dolce e gentile: la Presidentessa creata da Stefano Benni nel suo testo teatrale “Le Beatrici”.

Ad interpretarla per la rubrica “Monologo del Mese” è la nostra Elisa Puccini.

Potrai vedere il video del suo monologo nel Canale YouTube ufficiale di Teatro per Tutti oppure in fondo all’articolo.

 

Perché La Presidentessa?

Beh, perché troppo spesso viene naturale pensare ai personaggi teatrali femminili come a donne virtuose, dolci e gentili.

La Presidentessa è esattamente l’opposto di tutto ciò.

È una persona cinica, egocentrica ed arrogante.

Ed è proprio per questo che la rende divertente da interpretare e da vedere in scena.

Infatti non dobbiamo dimenticarci che nasce dalla penna di quel genio dell’ironia di Stefano Benni!

 

Chi è La Presidentessa.

La Presidentessa, come ci suggerisce il titolo del monologo, è una donna all’apice della sua carriera.

È una donna manager, che tratta con assoluta disinvoltura gli uomini del mondo lavorativo in cui è perfettamente inserita.

A capo di una fabbrica, ha molte conoscenze influenti sia nel campo economico che in quello dello spettacolo.

Da quel poco che ci dice del suo passato, possiamo intuire che sia la classica persona che si è fatta da sé.

Questo, tuttavia, non significa che abbia sempre scelto la strada dell’onestà per raggiungere i suoi obiettivi.

Al contrario, si capisce benissimo come spesso abbia invece scelto la via della corruzione e del ricatto. Come sia stata svariate volte lei per prima disonesta e che proprio questo suo comportamento l’ha portata a diventare “La Presidentessa”.

Una persona idolatrata da tutti quelli che vogliono far carriera.

Una persona invidiata, perché tutti vorrebbero essere al suo posto.

Ed è una situazione di cui si compiace, sebbene mostri notevole insofferenza nei confronti di tutti i ruffiani che la elogiano solo per avere apprezzamenti o favori da parte sua.

 

“Le Beatrici”

La Presidentessa è il frutto marcio della nostra società.

Benni sembra suggerire, con un’ironia implacabile e cattiva, che una società corrotta, disonesta e vile come quella odierna non può che partorire donne e uomini come la Presidentessa.

E ce lo dice senza avere tuttavia l’intenzione di farci la morale. Lui, infatti, non giudica La Presidentessa. Semplicemente la mette di fronte ai nostri occhi e lascia a noi il compito di giudicarla.

L’Ironia di Benni si fa sentire fin dal titolo che ha voluto dare a questa sua raccolta di otto monologhi, inframmezzati da poesie e canzoni scritte di suo pugno.

“Le Beatrici” (di cui ho già parlato nell’articolo “3 autori teatrali contemporanei che ogni teatrante dovrebbe conoscere“) ci porta subito alla mente la dolce e gentile Beatrice Portinari di Dante. Il ritratto idealizzato e femminile della bontà. Ma Benni, mette subito in discussione questa rappresentazione della donna. E lo fa fin dalle primissime battute, quando a parlare sul palco è proprio la Beatrice di Dante.

Le parole di questa ragazza del Trecento suonano incredibilmente moderne e subito ci svelano che lei non è quella visione angelica e amorosa che Dante ci ha fatto conoscere.

Con ironia e simpatia, Beatrice ci fa ben intuire come le importi ben poco dei versi poetici che Dante Alighieri le ha dedicato. Lei vuole vivere emozioni forti. Ha delle pulsioni, esattamente come tutti noi e le va stretto il ruolo di donna amorevole e angelica che Dante le ha messo addosso.

La Beatrice Portrinari che ci svela Benni è quindi un primo assaggio dei ritratti che arrivano dopo.

Le donne che si avvicendano sul palco sono infatti lo specchio delle brutture della società odierna. Sebbene a volte sappiano essere anche dolci, infantili e ironiche, quel che viene maggiormente fuori è il loro essere spietate, a volte perfino incredibilmente crudeli.

Ritratti decisamente non consolatori, di una società meschina e atroce da cui difficilmente ci si può salvare.

Se non hai mai letto “Le Beatrici” di Stefano Benni, ti consiglio vivamente di farlo subito. Si tratta di un capolavoro di ironia, nella drammaturgia contemporanea.

 

Il Monologo de “La Presidentessa”

Ogni monologo proposto nel testo “Le Beatrici” è una lunga e dettagliata presentazione delle donne che Benni presenta sul palco.

Ogni “beatrice” si racconta e riflette sulla società in cui è inserita, in un fiume di parole continuo e quasi ininterrotto.

Data la lunghezza di questi monologhi, per il “Monologo del Mese” abbiamo deciso di estrapolare l’incipit del monologo della Presidentessa.

La troviamo quindi intenta a parlare al telefono con uno dei suoi mille adulatori. Bastano poche parole per capire che tipo di telefonata sta portando avanti.

Fin dall’inizio viene perciò tratteggiata la personalità di questa donna in carriera. Una personalità forte, carismatica e diabolicamente cinica.

 

Il Testo del Monologo della Presidentessa

“La Presidentessa” in “Le Beatrici” di Stefano Benni

(Parla al telefono) Sì, ciao… va bene dai, basta smancerie… ascoltami bene, devo chiederti il solito favore… Va bene, va bene… lo so che sei contento di farmi un favore… ma basta!… cos’è questo rumore, che fai scodinzoli? Allora, questo favore… sì, certo, è un onore per te ma… zitto!… Sì, va bene, sono la migliore di tutte.

Allora… ho qui una lista di nomi, di rompiballe che vogliono fare la televisione… Attori? Ma che ne so! Sono amici di amici, amanti, reggipalle eccetera…

Allora (guardando una lista di nomi che ha in mano) segnati questi nomi: Repetti Gianfranco e Fabri Federico. Vorrebbero fare i carabinieri in una fiction… Quale fiction? Non so, quante ce n’è sui carabinieri? Dieci, venti? Ne basta una… Appuntati o marescialli? Ma che ne so! Dai, sono amici del ministro che mi deve dare dei finanziamenti.. Se va bene una fiction sulla guardia di finanza? Mah, non so… credo di sì… Ecco, uno finanziere e uno pompiere… Hai solo una parte da centurione? Va bene dai, è sempre un soldato, fa lo stesso.

Poi, Saverini Samuele. Questo c’ha il curriculum: guardia del corpo, body building, concorso di poesia per culturisti, primo premio, nome di battaglia Rambaud. Ecco, lui vorrebbe fare il.. tronista?! Ma che cazzo è un tronista?… Ah, è un obiettivo difficile, hai mille richieste… Beh, la mia non è una richiesta qualsiasi… Se LO dà? “Lo dà” cosa? Ma non lo so, voi uomini siete peggio di noi! Va bene, allora fai il possibile! …

Poi Lupi Giuseppe, vorrebbe fare le previsioni del tempo… No, non è un meteorologo, però si presenta bene: faceva l’apriporta in divisa da Cartier…

Poi Benito Balestra. Qualsiasi parte purché non parli, è balbuziente.

E poi Mazzaferri Gesuino, questo lo raccomanda il Vaticano, vorrebbe fare… vorrebbe fare qualcosa su Padre Pio. Leggo dal curriculum: ha sessant’anni, la barba bianca… (viene interrotta nella lettura) Ma che cazzo ne so! Arrangiati, fagli fare un prete qualsiasi!

Poi, per finire: Gino Giarretta, vorrebbe fare… la velina. Va beh, io te lo mando, poi cazzi tuoi, inventati qualcosa!…

Va bene… basta lo so, sì, sono una donna speciale… Sì, certo.. resterai lì altri dieci anni, farai i funghi su quella poltrona!.. Certo, domani ne parlo col premier. Di lì non ti sposta nessuno! Ciao Vinavil.. ciao!

(Chiude la telefonata. Al pubblico.) Madonna che ruffiano! (Consultando ancora il foglio che ha in mano) Allora, questi della lista sono sistemati.. Cosa c’è qui.. Premio letterario.. Festa di beneficenza… Riunione dei giovani industriali a Taormina. No, io non ci vado, apparirò in video che fa tanto first lady!

Che noia questi rampantelli che chiedono consigli e sviolinano “Ma lei come ha fatto ad arrivare lassù, signora presidentessa?” e io rispondo “Con la dolcezza, con lo charme… con la mia intatta femminilità”.

 

E tu, come lo faresti?

Scommetto che a molte di voi sia venuta la voglia di intepretare questa donna terribilmente cinica e arrogante. D’altra parte, credo proprio che sia una bella sfida per un’attrice.

Elisa si è messa in gioco e si è divertita molto ad interpretare La Presidentessa. Come vi ripetiamo sempre, il video che ci proponiamo non vuole essere assolutamente l’indicazione di come dovrebbe essere fatto questo monologo, ma solo una sua possibile interpretazione.

Siamo curiose di vedere come reciteresti tu queste parole!

Non fare la timida e buttati!

Entra a far parte del nostro gruppo facebook “Monologo del Mese“e partecipa al nostro gioco! Puoi seguire le indicazioni presenti nel gruppo o leggerle nella nostra pagina web “Monologhi”.

Abbiamo anche pubblicato un Manuale di Dizione, che potrebbe esserti utile per esercitarti un po’ prima di realizzare il tuo video. In questo modo, se hai dei difetti di pronuncia o un forte accento, potrai riuscire a correggerlo per farti capire meglio da tutti! Nel nostro gruppo infatti potrai essere visto da attori provenienti da tutta Italia! Una buona dizione, anche se non obbligatoria, è molto apprezzata!

Se vuoi, puoi anche leggere i nostri tutorial di recitazione, che possono aiutarti a chiarire alcuni concetti base. Non si sostituiscono ad una buona scuola di recitazione, ma possono comunque esserti molto utili! E non ti preoccupare se pensi di non avere il “physique du rôle” o l’età giusta per recitare il personaggio della Presidentessa, a noi va benissimo. Vogliamo vedere come la interpreteresti tu.

In poche parole, divertiti anche tu a rendere Virale il Teatro! 🙂

 

 

 

Scheda Articolo
Il monologo della Presidentesse, da "Le Beatrici" di Stefano Benni
Titolo
Il monologo della Presidentesse, da "Le Beatrici" di Stefano Benni
Descrizione
La presidentessa di Stefano Benni non è il solito personaggio femminile, ma una rappresentazione ironica della società, cinica e corrotta.
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