Siamo arrivati al dodicesimo monologo del mese, ossia al termine del primo anno di questo progetto!

La nostra carrellata di monologhi maschili e femminili del teatro italiano e internazionale ha riscosso un grande successo, come dimostrano le visite al sito in continua crescita e gli iscritti al gruppo facebook del monologo del mese!

Ci dispiace però che pochi di voi abbiano avuto il coraggio di mettersi in gioco e partecipare con la loro versione dei monologhi proposti…Dai ragazzi, non fate timidi! Buttatevi! 🙂

E intanto magari date un’occhiata ai monologhi da noi proposti nel Canale Youtube di Teatro per Tutti.

Detto questo, passiamo a parlare del monologo di questo mese.

Lo ha interpretato per noi la brava e simpatica Laura Persico e si tratta del monologo di Lady Bracknell da “L’importanza di essere Ernest” (Guarda il Video!).

Perché Lady Bracknell?

Beh, perché a noi questo personaggio piace davvero un sacco. Non puoi non innamorarti di questa nobildonna, particolarmente altezzosa e così attenta all’etichetta.

Una donna che dà molta più importanza all’apparenza che all’essere.  Nel corso della commedia, infatti, ogni suo discorso e intervento si basa proprio su quest’etica dell’apparire.

Solo questo per lei conta e niente altro.

Certo, presentato così, questo personaggio potrebbe invece risultare del tutto antipatico. Ma non dobbiamo dimenticarci che nasce dal genio di Oscar Wilde, la cui ironia pungente e sarcastica è ormai un contrassegno di stile.

E forse Lady Bracknell è uno dei personaggi più riusciti di Oscar Wilde.

Chi è Lady Bracknell?

Lady Bracknell, come già detto poco più su, è una donna dell’alta aristocrazia inglese. Oltre ad essere particolarmente attenta all’etichetta, è anche una donna di polso, in grado di prendere in mano le redini della famiglia. Suo marito, infatti, sembra essere fin troppo cagionevole per occuparsi delle questioni familiari.

Lady Bracknell è anche la principale antagonista della vicenda. Si oppone infatti all’amore tra sua figlia Gwendolen e  Jack Worthing, un giovane aristocratico che nel corso della commedia si scopre essere un trovatello adottato da una nobile famiglia.

Proprio questa sua condizione di orfano rende Jack indegno per Gwendolen. Lady Bracknell trova tale condizione davvero scandalosa perché a suo dire “Perdere un genitore è una disgrazia, ma perderli entrambi è sbadataggine”. E sua figlia non può certo sposarsi con un uomo di tale natura.

Trattandosi di una commedia, il lieto fine è comunque dietro l’angolo: Si scoprirà infatti che le origini di Jack non sono poi così scandalose e povere. Lady Bracknell quindi da brava e premurosa madre quale si ritiene di essere darà il proprio consenso alle nozze.

“L’Importanza di essere Ernest” e l’aspra critica alla società vittoriana di Oscar Wilde.

Questa brillante commedia di Oscar Wilde (che ti consiglio caldamente di leggere se ancora non l’hai fatto) è solo in apparenza qualcosa di leggero. La sua comicità non è assolutamente fine a se stessa, come si potrebbe erroneamente pensare ad una prima lettura.

Per capire bene quale sia il significato nascosto dietro a quest’opera, la più conosciuta dell’autore inglese, è bene provare a calarsi nella società inglese dell’epoca vittoriana.

Una società dettata da una serie di regole morali davvero molto rigide, in cui l’apparenza di risultare perfetti creava dei corto circiuti nelle persone dell’alta aristocrazia inglese. Quasi nessuno, infatti, era veramente come la forte moralità vittoriana imponeva di apparire.

La maggior parte delle persone conduceva una doppia vita, spesso nascosta, di fianco a quella visibile a tutti.

E tutta l’opera di Oscar Wilde si conduce proprio su questo valore del “doppio”. Mai niente è in realtà come appare.

I due stessi protagonisti maschili investono bene tale valore: rappresentanti perfetti della figura del Dandy, entrambi conducono una doppia vita, per sfuggire alle noie di una vita retta e morale dettati dalla società vittoriana.

Ma il tema del doppio è ravvisabile in ogni gioco di parole (che ahimè in italiano non è sempre ben traducibile) presente nel testo e nel titolo stesso della commedia.

“The importance of being Earnest” presenta un gioco di parole proprio su “Earnest” che in inglese significa onesto, serio, zelante. Caratteristiche che in una società come quella vittoriana erano considerati dei veri e propri pregi.

Questa parola, “Earnest” ha l’esatta stessa pronuncia del nome “Ernest” in inglese. Ed è proprio su questo nome che, nel corso della commedia, si sviluppa e si dirama tutta la vicenda. A questo nome viene dato una sorta di significato quasi mistico: colui che si chiama Ernest, che si pronuncia come Earnest, non può che essere un uomo eccezionale, da sposare.

E i due protagonisti maschili, infatti, per far colpo sulle ragazze di cui sono innamorati mentono e si presentano col nome Ernest. Da qui si susseguono continui scambi di persona, fraintendimenti e via dicendo, in un crescendo di situazioni comiche e assurde.

Il tutto, è ovviamente condito, dal comportamento tipicamente “british” dei nostri protagonisti: un’educazione ostentata e un atteggiamento sempre imperturbabile, anche nel momento in cui pronunciano concetti del tutto assurdi e campati in aria.

Il Monologo di Lady Bracknell.

Il monologo che abbiamo selezionato per il nostro progetto viene pronunciato da Lady Bracknell nel corso del primo atto della famosa commedia di Oscar Wilde.

Lady Bracknell fino a questo momento ha pronunciato poche parole, ma è già chiaro che tipo di donna sia, di quanto possa essere autoritaria. E di quante assurdità è capace di dire con assoluta naturalezza.

Lady Bracknell, assieme a sua figlia Gwendolen, è andata a trovare il nipote Algernon per bere con lui il tea delle cinque.

Algernon, proprio come l’amico Jack Worthing conduce una doppia vita per sfuggire alle noie e ai doveri che la vita da rampollo aristocratico gli impone. E’ per questo motivo che si è inventato una nuova identità, Bunbury, che spesso utilizza anche per metter su scuse a sua zia e non partecipare alle feste che lei organizza.

In questa scena Algernon spiega a sua zia di non poter aiutarla in una delle sue mansioni, perché deve andar a far visita al suo amico Bunbury gravemente ammalato.

E’ ovviamente l’ennesima scusa inventata, ma Lady Bracknell non si lascia troppo impietosire dalla “cagionevole salute” del povero Bunbury. A dire il vero, i continui malanni di Bunbury la infastidiscono a tal punto, da pretendere che egli abbia la gentilezza di non ammalarsi la prossima volta che lei avrà bisogno del nipote.

Qualcuno potrebbe pensare che Lady Bracknell parli così, perché insospettita che le malattie di Bunbury siano solo delle scuse inventate, ma nel corso della commedia si capisce invece che la nostra crede davvero alle assurdità che pronuncia.

Ed è proprio questo a renderla tanto divertente, a parere nostro.

Il testo del monologo.

L’Importanza di essere Ernest.

di Oscar Wilde.

Atto Primo.

LADY BRACKNELL: Beh, devo dire, Algernon, che ritengo sia venuto il momento in cui il signor Bunbury dovrebbe decidersi se ha intenzione di vivere o di morire. Continuare a gingillarsi in questo modo è assurdo. Io non approvo affatto la moderna compassione per gli infermi. La considero morbosa. La malattia, di qualunque tipo si tratti, non è certo cosa da incoraggiare negli altri. La salute è il primo dovere della vita. Continuo a ripeterlo al tuo povero zio, che peraltro sembra non darmi retta… visto che i suoi acciacchi sono sempre allo stesso punto.

Ti sarò gratissima se vorrai chiedere al signor Bunbury da parte mia di avere la gentilezza di non farsi venire una ricaduta sabato prossimo, perché conto su di te. Devi organizzarmi la parte musicale. E’ il mio ultimo ricevimento, e ci vorrà qualcosa che stimoli la conversazione, specie ora che siamo alla fine della season e tutti hanno praticamente detto tutto quello che avevano da dire, ossia nella maggior parte dei casi probabilmente non molto.

 

E tu come lo faresti?

Accantonate la timidezza da una parte e mettetevi in gioco, come ha fatto la nostra Laura!

Tu come interpreteresti il monologo di Lady Bracknell, tratto da “L’importanza di essere Ernest”?

Se ti interessa partecipare al “Monologo del Mese” allora clicca sulla sezione Monologhi Teatrali del nostro sito e scopri come partecipare a questo gioco!

Se hai voglia, dai anche un’occhiata agli altri monologhi nel canale YouTube di Teatro per Tutti e iscriviti al gruppo “Monologo del mese” di Facebook!

Mettiti in gioco e  rendi virale il teatro, assieme a noi! 🙂

 

 

 

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Il monologo di Lady Bracknell da "l'importanza di chiamarsi Ernest" di Oscar Wilde
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Il monologo di Lady Bracknell da "l'importanza di chiamarsi Ernest" di Oscar Wilde
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L'importanza di chiamarsi Ernest è un capolavoro di umorismo di Oscar Wilde e Lady Bracknell è uno dei personaggi femminili più divertenti da interpretare!
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