L’esperienza di recitare su un palcoscenico, di fronte ad un pubblico, è qualcosa che ti rimane dentro per sempre.

Entrano in gioco un sacco di emozioni, anche contrastanti tra loro, che rendono quell’esperienza unica. E che poi, nonostante ti abbia fatto sudare freddo, vuoi ripetere ancora e ancora all’infinito.

Elisa, parlando dei motivi per cui tutti noi dovremmo fare teatro, ha detto una frase vera che mi ha colpito particolarmente.

 

Teatro è vita

 

Ma per rendere questa esperienza così tanto bella da diventare qualcosa di cui avere bisogno sempre, quasi come l’aria, è necessario essere ben preparati.

Non esserlo, significa rendere un’esperienza unica e bellissima qualcosa di davvero traumatizzante.

Gli errori in scena possono sempre capitare e è compito dell’attore superarli nel modo migliore possibile, sia per se stesso che per lo spettacolo.

Per questo motivo è bene riuscire a combattere la paura del palcoscenico prima che il sipario si apra, come vi ho spiegato già in un nostro articolo.

Entrare in scena con l’ansia addosso ci rende insicuri e spaventati. Si rischia di cadere più facilmente nell’errore, di dimenticarsi una battuta.

Se saliamo sul palco con la paura addosso si rischia di andare completamente in confusione se qualcun altro, in scena assieme a noi, si dimentica la sua battuta.

La bellezza dello spettacolo, in fondo, è proprio questa: ogni messinscena è un essere in divenire  anche all’ennesima replica e ogni volta è un’esperienza diversa.

Ma ad ogni replica può anche capitare in scena un imprevisto o un errore differente, a cui si deve rispondere con prontezza.

Come diceva il grande Freddie Mercury, The show must go on!

Sì, ma come si fa a essere sempre costantemente preparati ad un imprevisto o ad un errore in scena che può essere sempre diverso?

Beh, la risposta è così semplice da sembrare scontata…questa capacità dipende principalmente da tre fattori.





 

La Concentrazione.

Per riuscire a contrastare qualsiasi imprevisto o errore in scena è necessario avere innanzitutto la Massima Concentrazione.

Quando si è in scena, la concentrazione è la base su cui si appoggia tutto il nostro lavoro. Se ci distraiamo anche solo un attimo, lo spettacolo può risentirne.

Se invece rimaniamo concentrati, sicuramente sarà più facile ricordarsi tutte le battute, anche quella che alle prove non voleva entrarci in testa!

La concentrazione ci permette di lavorare meglio su noi stessi, ma anche di essere più vigili circa quello che capita intorno. Se siamo concentrati allora siamo attenti a quello che dicono e fanno i nostri compagni di scena e possiamo correre in loro aiuto quando sono in difficoltà.

Essere “in parte”.

L’altro fattore che influisce positivamente sulla nostra prontezza di fronte agli errori in scena, è la nostra connessione con il personaggio che interpretiamo, ovvero quello che in gergo teatrale si chiama L’Essere in parte.

Essere in parte ci permette di riparare all’errore in scena con naturalezza, senza far capire al pubblico che qualcosa è andato storto.

Per un attore è importante non solo perché così la tua interpretazione sarà credibile, ma anche perché renderà possibile tenere in piedi lo spettacolo nel momento in cui succede qualcosa che da copione non era previsto.

Bisogna sempre tenere in mente che gli spettatori non possono capire gli eventuali errori in scena, perché non hanno il copione in mano.

Questo è un elemento a nostro vantaggio e dobbiamo sfruttarlo sempre.

Se al primo errore in scena usciamo dal personaggio, ci distraiamo e mettiamo su una faccia che pare dire “E ora che faccio?!” allora anche gli spettatori si renderanno conto dell’errore.

E tutta la magia e l’incanto del teatro svaniranno in un batter di ciglia.

 

Il Gioco di squadra.

Altro aspetto fondamentale che è necessario avere all’interno di uno spettacolo è il gioco di squadra.

Fare teatro è anche aiutarsi a vicenda.

Soprattutto nelle scene con più personaggi, è indispensabile collaborare e darsi una mano se uno dei nostri compagni è in difficoltà.

Solo così possiamo salvare la scena e andare avanti con lo spettacolo.

 

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Gli Imprevisti e gli errori in scena più frequenti.

Come ho detto poco più su, gli errori in scena possono essere sempre in agguato e possono essere differenti.

Questo perché lo spettacolo teatrale è fatto da persone. È frutto di un gruppo di esseri umani e si sa, gli esseri umani non sono perfetti. Possono sbagliare.

E il loro essere imperfetti in scena ha mille volti, mille sfaccettature.

Mille possibilità di errore!

Nonostante questo, nella mia esperienza di attrice ho potuto riconoscere che esistono quattro tipologie di imprevisti e di errori in scena.

E per esperienza posso dirti che esistono piccoli stratagemmi per superarli.

 

1. Dimenticarsi la propria battuta

Capita. Più di quanto vorremmo, purtroppo!

Come ho detto in precedenza, in ogni copione che affrontiamo ci sarà sempre quella piccola maledetta battuta che non ci entra in testa.

È quella che io amorevolmente chiamo “battuta bastarda” perché effettivamente è proprio quella che potrà metterti in difficoltà, durante la messinscena.

Il rischio di dimenticarsela è alto ed è assolutamente necessario evitare di far capire al pubblico che non sappiamo cosa dire.

Per nascondere questo errore in scena è necessario rimanere nel personaggio e improvvisare, soprattutto se la battuta in questione è particolarmente importante per il susseguirsi della vicenda.

Rimanere nel personaggio e improvvisare significa quindi rielaborare con altre parole la battuta che abbiamo dimenticato.

Nel caso di un monologo la situazione è quasi più semplice, anche se si è soli in scena.

Se ci dimentichiamo una frase o una parola di un intero monologo, possiamo cavarcela semplicemente portando avanti il senso generale del discorso senza usare le esatte parole del copione.

Nel caso di un dialogo in cui la battuta incriminata è di aggancio per quella successiva, l’errore può sembrare ancora più grossolano se non interveniamo con prontezza.

Anche in questo caso è imprescendibile rimanere nel personaggio e rimanere in sintonia con lui. Solo così puoi dire la battuta anche in modo differente, ma avendo l’accortezza di pronunciare la parola esatta o un suo sinonimo che poi dà l’avvio alla battuta successiva.

Ad esempio se io avessi una battuta in cui devo dire “Smettila di dire scemenze!” ma la parola Scemenze proprio non mi viene in mente, posso usare un suo sinonimo come “stupidaggini” e riuscire in qualche modo a far andare avanti lo spettacolo.

In entrambi i casi è bene ricordarsi di usare parole e modo di parlare che userebbe il nostro personaggio. Se rielabori una frase della tua battuta, con le parole che diresti tu attore o attrice e non con parole che invece direbbe il tuo personaggio, qualcuno potrebbe accorgersi di questa piccola stonatura.

 

2. Qualcun altro si dimentica la battuta.

Un’altra situazione che capita piuttosto di frequente è quella in cui, mentre siamo in scena, un nostro compagno si dimentica di dire la propria battuta.

Anche in questo caso la prima cosa da fare è rimanere concentrati e non farsi prendere dal panico.

Il tuo viso spaventato, con tanto di occhi sgranati, sicuramente non sarà d’aiuto al tuo compagno in difficoltà, anzi…

Anche in questo caso è possibile rimediare all’errore in modo semplice ed elegante.

Se la battuta in questione non è poi così importante ai fini della vicenda, tu e il tuo compagno potete benissimo lasciar perdere e passare oltre.

Se, al contrario, la battuta in questione è piuttosto importante per il susseguirsi dei fatti e il tuo compagno fa scena muta, allora sta a te ricorrere ai ripari.

In situazioni come queste, non ti resta altro da fare che rendere il più naturale possibile che il tuo personaggio dica o faccia qualcosa a cui quella battuta è legata.

Ad esempio, mettiamo che tu stia mettendo in scena Amleto, di Shakespeare.

Tu interpreti Orazio e il tuo compagno invece Amleto.

Mettiamo che nel dialogo in cui Orazio racconta ad Amleto di aver visto il fantasma del re assassinato, l’attore che interpreta Amleto si dimentichi la battuta in cui il suo personaggio chiede al tuo se ha interrogato il fantasma.

Se tu non intervieni, si verificherà una scena muta e allora chiunque in sala capirà che c’è qualcosa che non va. Se al contrario tu inizi a parlare, facendo in modo che sia iniziativa di Orazio di raccontare di aver interrogato lo spettro, sicuramente l’errore non verrà percepito.

Anche in questo caso, è assolutamente necessario usare le parole e il modo di parlare che userebbe il tuo personaggio, e non parlare come parleresti tu attore. Orazio, ad esempio, è assolutamente necessario che usi il linguaggio che ha pensato per lui il Bardo.

 

3. Qualcuno si dimentica di entrare in scena.

Purtroppo anche questa situazione può succedere, anche se non dovrebbe mai capitare.

Se dovesse succedere e l’attore malcapitato che si ritrova da solo sul palco sei tu, dovrai volente o nolente nascondere questo errore.

La prima cosa da fare, anche se difficile, è non disperarsi e non farsi prendere dal panico. Come sempre, bisogna rimanere concentrati.

Ed è in momenti come questi che ricordarsi che il pubblico non conosce a menadito il copione può essere tranquilizzante.

All’attore rimasto in scena da solo rimane perciò l’incombente compito di riempire quella scena, improvvisando.

Anche in questo caso, l’attore dovrà sfruttare al massimo la conoscenza del proprio personaggio e comportarsi in scena come si comporterebbe il suo personaggio.

Per far questo è bene tenere presente quale sia la situazione che vive il nostro personaggio e agire di conseguenza. Se il personaggio che deve entrare in scena è qualcuno che il nostro personaggio sta aspettando, allora si dovrà dire o fare qualcosa che rispecchi la natura di colui o colei che stiamo interpretando.

Se il nostro personaggio è un tipo ansioso, si potrà puntare su questo aspetto. Se al contrario è una persona pacata, potrebbe sedersi da qualche parte e attendere con pazienza a tranquillità.

Al contrario, se il nostro personaggio ignora l’arrivo di colui o colei che si sta attardando dietro le quinte, l’unica cosa da fare è continuare a recitare come se niente fosse e quindi continuare a fare quel che il nostro personaggio sta facendo, prima dell’entrata in scena del nostro compagno ritardatario.

Contemporaneamente, si spera vivamente che il nostro compagno si sbrighi ad entrare in scena!!!

E, a fine spettacolo, avrai tutto il sacrosanto diritto di imbestialirti con lui.

 

4. Si rompe o manca un oggetto di scena.

Anche questa è una situazione che succede più frequentemente di quanto si pensi.

E, come per gli altri errori o imprevisti, l’importante è restare concentrati e non farsi prendere dal panico.

Nel caso in cui un oggetto in scena si dovesse rompere, la prima cosa che ci si dovrebbe chiedere è quale sia il legame che il nostro personaggio ha con questo oggetto e quindi comportarsi di conseguenza.

In uno spettacolo in cui ho partecipato come assistente di scena, si ruppe la collana di un’attrice durante uno spettacolo. La collana era stata regalata al suo personaggio dal fidanzato, con il quale non aveva un gran bel rapporto. Lei si comportò come il suo personaggio avrebbe fatto: minimizzò l’accaduto, con un sorriso, dicendo qualcosa come “eh sì, mi spiace… ma dai, usciamo che è tardi!”. Il suo compagno in scena, altrettanto in parte e concentrato, rispose con un “Sì dai usciamo, sei comunque bellissima!”.

Nessuno si accorse che la collana non doveva rompersi, anzi…quell’imprevisto è sembrato qualcosa che era scritto nel copione.

Se invece l’oggetto in questione non è in scena, avremo davanti a noi due scelte.

La prima prevede il fare a meno di questo oggetto, nel caso in cui la sua presenza non sia importante ai fini della storia.

Ad esempio, se il nostro personaggio si trova in casa e deve uscire fuori, ma sfortunatamente manca il suo cappello, potremmo uscire di scena semplicemente non indossando quel cappello.

Se invece l’oggetto mancante è qualcosa di cui il nostro personaggio ha bisogno, è assolutamente necessario che questo oggetto venga recuperato.

E anche in questo caso è prioritario rimanere in parte. Non possiamo certamente uscire di scena in veste di noi stessi.

Se decidiamo di uscire di scena, lo dobbiamo fare come se ad andare a recuperare l’oggetto fosse il nostro personaggio. Come se fosse previsto dal copione.

O, se la situazione lo può prevedere, chiamare un altro personaggio per farsi andare a prendere l’oggetto in questione.

 

Sbagliando, si impara.

Se qualcosa del genere ti è già capitato o ti dovesse capitare, la cosa più importante da fare è non perdere il controllo, non arrabbiarsi e non lasciarsi andare alla paura.

Certo, è sicuramente più facile a dirsi che a farsi, ma se c’è una cosa che ho imparato stando sul palcoscenico, è che tutto quello che capita in scena può essere un insegnamento.

Gli errori in scena, sia degli altri che i nostri, sono esperienze di cui far tesoro.

Ci insegnano quello che non si deve fare e ci aiutano a capire come comportarci per evitarli. O per superarli.

E poi, passato già solo qualche giorno, è quasi matematico che di situazioni e imprevisti del genere ci riderai su.

Io ho diversi aneddoti e racconti in proposito e ogni volta che mi tornano in mente mi faccio delle gran belle risate!

E tu, hai qualche esperienza da raccontare? Hai mai commesso degli errori in scena? Come hai rimediato?

Me la racconti nei commenti?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scheda Articolo
Come gestire gli imprevisti e gli errori in scena
Titolo
Come gestire gli imprevisti e gli errori in scena
Descrizione
Gli errori e gli imprevisti durante uno spettacolo sono tra i peggiori incubi di ogni attore. Ecco come puoi imparare a gestirli senza timore.
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