Tennessee Williams, autore di "La gatta sul tetto che scotta".

Tennessee Williams, autore di “La gatta sul tetto che scotta”. By Orlando Fernandez, World Telegram staff photographer [Public domain], via Wikimedia Commons

La gatta sul tetto che scotta“, di Tennessee Williams, è l’opera da cui è tratto il monologo di Maggie, che approfondiamo oggi.

A interpretare questa meravigliosa e a tratti contraddittoria donna è la nostra esperta di Marketing, la brava Eleonora Baglini!

Puoi vedere la sua interpretazione nel video, in fondo all’articolo.

Perché Maggie?

La scelta è caduta su Maggie perché è uno dei personaggi femminili più complessi e intriganti che Tennessee Williams abbia

creato in tutta la sua opera.

È bella e sensuale (non per niente, nella trasposizione cinematografica ne ha vestito i panni la splendida Liz Taylor), proprio come una gatta.

Ma la sua femminilità non si riduce solo a questo.

Maggie è una donna di carattere, che lotta estenuamente per ottenere quello che vuole.

Combatte con tutti i mezzi che ha a disposizione. E sfrutta la sua sensualità per raggiungere i suoi scopi.

Si direbbe che sia una vincente, ma in realtà non lo è.

Maggie è una perdente. Lotta ma non riesce ad ottenere la vita che avrebbe sempre desiderato: essere la moglie e la madre di una ricca famiglia.

Chi è Maggie?

Maggie è, sostanzialmente, una moglie infelice.

Ma la sua forza e la sua debolezza sta nel non accettare questa condizione. Per questo lotta, incessantemente, per cambiare le cose.

Il matrimonio con Brick, infatti, è un matrimonio bianco.

Senza amore e senza sesso.

Una sfera privata del loro rapporto che, nell’America bigotta e ipocrita degli anni cinquanta, diventa qualcosa da nascondere. Qualcosa a cui rimediare. Perché se non fai figli, la gente mormora.

La gatta sul tetto che scotta

Liz Taylor e Paul Newman in “La gatta sul tetto che scotta” (1958), Pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Maggie, complice anche il grande e sincero amore che prova per il marito, tenta per tutta la durata del dramma di intraprendere la seconda strada. Cerca in tutti i modi di accendere il desiderio nel marito. Dapprima prova a circuirlo con la sua grazia, la sua sensualità di Gatta, poi lo attacca aspramente quando vede di non riuscire ad ottenere quello che desidera.

È quasi impossibile non provare un po’ di empatia nei confronti di questo personaggio, anche se sa essere davvero graffiante e “cattivo”.

Perché in fondo Maggie, come tutte le donne innamorate, non desidera altro che essere apprezzata da suo marito.

La trama di “La gatta sul tetto che scotta”

La situazione di coppia tra Maggie e Brick chiaramente non è idilliaca.

Ma per meglio capire il loro rapporto, è bene far un accenno anche alla situazione familiare in cui sono inseriti.

Big Daddy, il padre di Brick, ha un tumore terminale e ormai non gli resta molto da vivere.

I suoi figli e le cognate però hanno deciso di non informarlo circa la sua vera condizione di salute. Tutti quindi si riuniscono nella casa di Big Daddy per festeggiarne il compleanno, comportandosi come se niente fosse.

In realtà il fratello e la cognata di Brick sono alla festa col solo intento di ingraziarsi il patriarca, in modo da ottenere il più possibile dal testamento.

Anche Maggie ha gli stessi intenti.

È per questo motivo che le richieste di attenzioni al marito si fanno ancora più pressanti. Vorrebbe far credere al suocero che lei e suo figlio sono felici insieme e intenzionati a metter su famiglia. E niente è più lontano dalla realtà, come questa menzogna.

Maggie inoltre, non essendo madre, si sente ancora messa più sottopressione dalla presenza della numerosa famiglia dei cognati, che hanno ben quattro figli e uno in arrivo.

In tutta questa situazione Brick si chiude ancora più in se stesso, cadendo ancor di più nel circolo vizioso dell’alcolismo di cui è affetto.

Brick, un ex sportivo, non ama sua moglie.

Probabilmente non l’ha mai amata.

Nel corso de “La gatta sul tetto che scotta” si capisce che in realtà egli è omossesuale, rimasto particolarmente turbato e colpito dal suicidio di un suo ex compagno di squadra, Skipper, di cui era innamorato.

Naturalmente il rapporto di coppia, data questa premessa, non può decollare.

Esso è tutto incentrato sull’ipocrisia e sulla volontà di apparire quello che non è.

Maggie è la gatta sul tetto che scotta

E da qui deriva il significato del titolo.

Maggie è infatti come una gatta, bella e sensuale. E’ riuscita a liberarsi dalla sua condizione di povertà sposando il figlio di un ricco proprietario terriero.

Ma il castello su cui ha costruito la sua felicità, sta per crollare. È come se fosse mangiato e logorato dalle fiamme di un incendio indomabile.

E Maggie si ostina a rimanere nella sua posizione.

A rimanere sul tetto di quel castello, anche se sta bruciando, anche se scotta.

L’Ipocrisia e la Sessualità in “La gatta sul tetto che scotta”

Se non hai mai letto questo straordinario testo teatrale, ti consiglio di rimediare subito. E’ un testo duro, ma vero. E’ un dramma che tratta due temi che sono ancora attuali.

L’Ipocrisia e la Sessualità.

Ogni situazione, ogni parola de “La gatta su testo che scotta” è impermeata dall’Ipocrisia e dalla menzogna.

Tutti sono ipocriti e tutti mentono.

Mentono il fratello di Brick e sua cognata, quando si mostrano così tanto affettuosi con Big Daddy e sua moglie. Ogni loro gesto e ogni loro parola non nascono da un sincero affetto per il patriarca. Sono tutti studiati per ottenere il più possibile dal testamento di Big Daddy.

E mente anche la stessa Maggie.

Lei forse è il personaggio più ipocrito di tutta la vicenda. Maggie mente a Big Daddy per gli stessi motivi dei suoi cognati. Ma mente soprattutto a se stessa. Quel suo non arrendersi all’evidenza, quella sua lotta continua ed estenuante sono chiari segnali di quanto Maggie non voglia accettare la realtà. E di quanto si ostini a creare di sè e del suo matrimonio un’immagine fittizia.

La sessualità è un altro tema portante di tutto il dramma. Il tema del sesso viene affrontato a più riprese nelle scene con protagonisti Maggie e suo marito, ad esempio.

E la latente omosessualità di Brick pesa come un macigno, non solo nel rapporto di coppia tra lui e sua moglie. Ma anche nel rapporto che Brick ha con suo padre, che sicuramente non può accettare la vergogna di avere un figlio omosessuale. E infine, l’omosessualità è qualcosa di cui lo stesso Brick probabilmente prova vergogna.

È qualcosa che tiene nascosto, perfino a se stesso, prima che a sua moglie o ai suoi genitori.

Il Monologo di Maggie

Il monologo che abbiamo selezionato per il nostro progetto si trova nella prima scena del primo atto de “La gatta sul tetto che scotta”.

Fuori scena tutta la famiglia è riunita per l’ora della cena e Maggie è fuggita da quell’orrenda situazione piena di falsi sorrisi dei cognati, con la scusa di dover cambiarsi d’abito che i suoi nipoti le hanno accidentalmente sporcato.

Coglie l’occasione per parlare a quattr’occhi con il marito.

Già da questa primissima scena del dramma, viene fuori il clima di tensione che è presente nella coppia. L’insoddisfazione e la rabbia per un matrimonio senza amore e senza sesso si sentono in ogni parola che Maggie pronuncia. Ma allo stesso tempo, viene fuori anche la forte personalità di questa donna.

Si tratta di un monologo pieno di rancore e di rabbia.

Sentimenti che spesso contraddistinguono la povera Maggie per tutta la durata della vicenda.

Il Testo del Monologo

La Gatta sul tetto che scotta. Atto Primo, Scena Prima.

MAGGIE: Ma tu senti, come urlano!… Ma dove avranno le corde vocali quei mostriciattoli senza collo? Stasera a tavola ero talmente fuori della grazia di Dio, guarda, stavo per urlare! Un urlo da sentire da qui all’Ohio! Ho detto alla tua deliziosa cognata: « Perché non li fai mangiare in cucina, su una tavola cerata, i tuoi adorabili figlioletti? Non vedi che sporcano tutto?» Avessi visto la divinità offesa! « Come? – mi fa, – il giorno del compleanno di papa? Non me lo perdonerebbe mai!».

Figurati, papa appena s’è seduto a tavola con tutti quei senza collo che s’ingozzavano e sbrodolavano, ha messo giù la forchetta e ha detto: « Santo Dio, Gooper, mandali in cucina, questi porci, mettili a un truogolo!» Io morivo, guarda…. Cinque, ne hanno, hai capito? E il sesto è in viaggio. Se li sono portati dietro in massa, pure i gemelli nella carrozzina, come una mandria da vendere alla fiera. Non stanno fermi un minuto.

« Tesoro, fa’ vedere al nonno come sei bravo. Mostra le fossette. Di’ la poesia. Fa’ le capriole. E fa’ questo e fa’ quello». Una continuazione. Il tutto naturalmente, condito da allusioni velenose a noi due: esseri senza figli, sterili, inutili e da mandare al macero. Divertente, eh? Se non fosse disgustoso.

È talmente chiaro dove vogliono arrivare… Vogliono soffiarti la parte d’eredità che ti spetta, ormai che tutti sanno che tuo padre ha il cancro. È arrivata l’analisi, oggi. L’ho appena vista. E non ti dirò che m’abbia sorpresa. Da questa primavera, quando sia­mo arrivati, avevo riconosciuto i sintomi. E figurati se non hanno mangiato la foglia il fratello e la cognata. Per questo hanno rinunciato alle fresche arie dei monti, quest’anno, e se ne sono venuti qui al caldo a fare i bagni di fiume, loro e tutte le scimmie!

Dico che hai ancora una grossa carta da giocare. Tuo padre ti adora, e non può soffrire tuo fratello e tua cognata. Basta vedere che faccia fa alle dissertazioni dell’incubatrice, quando lei si vanta di aver rifiutato l’anestesia alla nascita dei due gemelli, perché la maternità è un avvenimento che una donna deve vivere in tutta la sua pienezza per assaporarne tutta la prodigiosa bellezza, per cui si è trascinata dietro anche il marito nella sala parto. Ad assaporarsi anche lui tutta questa prodigiosa bellezza, della venuta al mondo dei mostri senza collo!

Papa, sulla cara coppia, la pensa come me! Io – io lo diverto, lo faccio ridere, gli piaccio.

 

E tu come lo faresti?

Come sempre, torno ad invitarti a partecipare a questo nostro piccolo gioco.

Mettiti alla prova, come ha fatto Eleonora!

Tu come interpreteresti il monologo di Maggie, tratto da “La gatta sul tetto che scotta”?

Se ti interessa partecipare al “Monologo del Mese” allora controlla come fare, andando sulla sezione Monologhi Teatrali del nostro sito.

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