Quando veniamo al mondo il primo segnale della nostra esistenza è un lungo, esasperato pianto, di quelli che tolgono il fiato!

Per nostra fortuna abbiamo un innato spirito di conservazione e di sopravvivenza e quindi, per continuare a sfogarci piangendo (e far capire a tutto il vicinato che ci siamo anche noi!), senza rendercene conto ci ritroviamo a riempire i polmoni di aria e a iniziare il nostro percorso nel mondo!

Crescendo, la nostra innata voce naturale si modifica, subisce variazioni, cresce insieme a noi. La voce sottile del bambino durante l’adolescenza si modifica a tal punto che, anche solo dopo il breve periodo della pausa estiva tra un anno scolastico e l’altro, di ritorno tra i banchi di scuola compagni e insegnanti si stupiscono dei cambiamenti avvenuti.

Resta il fatto che questa voce ti accompagnerà per tutta la vita e ti aiuterà ad esprimere emozioni e stati d’animo in tutte le sfaccettature possibili e, cosa non meno importante, ti ritroverai a modellarla seguendo influenze esterne e adattandola all’ambiente in cui ti trovi in un preciso momento, con gli amici o a lavoro.

E tutto questo succederà spontaneamente, senza che tu faccia niente per fare in modo che accada.

Si può respirare consapevolmente?

Durante uno spettacolo, una conferenza, o più in generale quando ti trovi a parlare di fronte a un pubblico, la voce potrebbe però rappresentare un ostacolo se lasciata in balia delle tensioni e delle emozioni che l’ansia potrebbe scatenare (dell’ansia da palco abbiamo già parlato in questo articolo).

Sarà necessario ricorrere ad un buon allenamento che ti permetta di andare oltre l’emotività e far sì che la tua voce possa esprimersi al meglio, chiara e cristallina fino all’ultima fila, e il tuo respiro rimanere regolare fino al momento in cui tornerai dietro le quinte, l’isola felice dove potrai dare libero sfogo alle tue ansie!

Con i giusti esercizi riuscirai a usare la tua voce per esprimere i sentimenti richiesti – i tuoi durante una conferenza, quelli del personaggio quando sei sul palco – ma avrai le spalle coperte e una base solida per avere il controllo della situazione. Perché se è vero che respirare è la cosa più naturale che si possa fare, respirare consapevolmente richiede molto autocontrollo.

Seguire un buon corso di teatro, oltre a prepararti a salire sul palco, avere una buona memoria, farti conoscere persone con la tua stessa passione e a farti interpretare personaggi fantastici, ti darà le basi sicure per un buon utilizzo della voce e per controllare la respirazione.

Ma in questo tutorial desidero elencarti alcuni esercizi che potrai fare a casa, per essere sempre allenato anche dopo aver terminato il tuo percorso di studi.

Alcuni di questi esercizi potrebbero sembrarti un po’ strani e magari potresti sentirti anche un po’ in imbarazzo a farli, però ricorda che tutti i più grandi attori hanno sicuramente fatto a loro volta esercizi come questi. Questo perché essere consapevoli di come respirare in modo corretto è una delle abilità fondamentali che ogni buon attore deve conseguire.

Come funziona la respirazione

La respirazione si compone di due fasi: inspirazione, quando l’aria viene introdotta nei polmoni, ed espirazione, quando l’aria viene espulsa dai polmoni.

Per compierla nel modo più corretto possibile, dovresti sempre eseguire le due fasi facendo passare l’aria dal naso, per non farla arrivare direttamente in gola fredda e secca, ma purificata e umidificata. Può risultare molto utile però respirare dalla bocca in un momento di ansia, per scaricare la tensione: il classico “bel respiro profondo” che, fidati, dietro le quinte ti troverai a sfruttare in più casi!

Esistono diversi modi di respirare e più o meno consapevolmente vi facciamo ricorso durante il giorno.

  • Respirazione alta: le spalle si alzano, insieme alla parte superiore del petto. E’ la respirazione che usi quando hai appena finito una corsa, hai preso un grosso spavento o hai avuto un incubo. Potremmo chiamarla “respiro affannoso”, solo il nome mette ansia!
  • Respirazione media: è un respiro piuttosto calmo e rilassato e per capire a cosa mi riferisco, metti le mani sulle costole e mentre prendi aria, sentirai che la cassa toracica si espande incamerando una buona dose di ossigeno.
  • Respirazione bassa (o diaframmatica): prende il nome dal diaframma, il muscolo volontario che separa la cavità toracica da quella addominale. In questo caso, la parte bassa dell’addome si gonfia durante l’inspirazione e si sgonfia durante l’espirazione. Il diaframma si abbassa e concede spazio ai polmoni, che riescono così a contenere più aria. Nella vita di tutti i giorni non usiamo abitualmente questo tipo di respirazione, ma se hai seguito un corso di teatro o hai preso alcune lezioni di canto avrai sicuramente sentito parlare del diaframma, perché attori e cantanti devono riuscire a tenerlo sempre in allenamento al pari delle corde vocali!

IMPARA AD ESERCITARE IL DIAFRAMMA.

Quando ti approcci ad esercitare il diaframma cerca di essere il più possibile rilassato: sotto stress il muscolo risulta bloccato e incapace di donare al respiro profondità e spessore. 

Sei pronto? Bene, puoi iniziare l’allenamento per tirar fuori una voce piena e squillante e terminare una frase anche piuttosto lunga senza rischiare di andare in debito di ossigeno e avere un colorito troppo rosso del viso!

Posizione supina.

  1. Mettiti steso a terra a pancia in su, in posizione rilassata e chiudi gli occhi.
  2. Poggia una mano sulla parte bassa della pancia e inspira profondamente (a bocca chiusa, ricorda!).
  3. Trattieni il fiato per tre secondi e quindi espira lentamente. Se la mano si alza e si abbassa durante la respirazione, stai eseguendo l’esercizio in modo corretto. La prima volta che feci questo tipo di allenamento la mia insegnante di teatro chiese a tutto il gruppo di portare un vocabolario. Lo mettemmo sulla pancia. Il risultato fu sorprendente!

Presta attenzione alle spalle perché non devono muoversi. Quando ti alleni a respirare con il diaframma il lavoro deve essere fatto solo dal diaframma. Se non riesci ad impedire il movimento delle spalle, prova a bloccarle con le braccia o chiedi a qualcuno di tenertele bloccate. Perché questo? Presto detto. Sollevando le spalle l’aria si ferma prima di aver riempito completamente i polmoni e la respirazione potrebbe risentirne. Una variante di questo esercizio prevede di mettersi in piedi con la schiena e le spalle il più possibile appoggiati ad una parete…magari con qualcuno che ti aiuta a tenere le spalle ferme.

Simulare una risata.

  1. Seduto o in piedi gonfia la pancia e trattieni il fiato per alcuni secondi.
  2. Dopodiché inizia a pronunciare ripetute e secche “AH!” come se tu stessi ridendo meccanicamente.

Lentamente l’aria uscirà dalla tua bocca e sentirai dei colpi nella zona del diaframma. Stai contraendo il muscolo e così facendo lo alleni a rinforzarsi! Unico inconveniente: dopo un po’ che lo stai facendo non potrai fare a meno di ridere veramente!

Pronuncia delle vocali e della lettera S.

Questi due esercizi sono molto utili per migliorare la resistenza del fiato e sciogliere le articolazioni della bocca.

  1. Prendi fiato gonfiando la pancia
  2. Dopo averlo trattenuto per alcuni secondi espira l’aria, pronunciando le vocali una di seguito all’altra in un’unica emissione di fiato.

Mano a mano che ti eserciti, noterai che con un unico ciclo inspirazione/espirazione riuscirai a pronunciare la catena delle vocali più e più volte, segno che la tua resistenza di fiato sta crescendo.

Per variare a questo esercizio puoi prendere aria sempre gonfiando la pancia, trattenerla ed espellerla pronunciando una S prolungata, come un palloncino che si stia sgonfiando. Se metti le mani sulla pancia durante la fase di espirazione ti sembrerà davvero di essere un palloncino! Prova a sentire come si sgonfia lentamente!

Lettura di un brano lungo.

Dopo esserti esercitato ad incamerare quanta più aria possibile, puoi passare ad un livello successivo.

Scegli un libro che ti piace e prova a leggerne un pezzo da un punto ad un altro punto, in un’unica emissione di fiato. Se hai gonfiato bene la pancia e sei riuscito ad abbassare il diaframma dovresti riuscire a leggere senza troppe difficoltà.

Ti riporto un esempio che dopo tanti anni ricordo ancora, forse proprio perché non credevo di potercela fare! Sono due righe tratte dalla novella di Pirandello “Ciaula scopre la luna”.  La mia insegnante la faceva ripetere a memoria, con le mani poggiate sulla pancia per sentire il “palloncino” (ovvero il diaframma) sgonfiarsi lentamente.

Attraversando le gallerie, quella sera, non gli era venuto il solito verso della cor­nacchia, ma un gemito raschiato, protratto. Ora, su per la scala, anche questo gemito gli venne meno, arrestato dallo sgomento del silenzio nero che avrebbe trovato nella impalpabile vacuità di fuori.

Non mollare!

Ripetere questi esercizi può diventare noioso dopo un po’, lo so. Inizialmente, potresti provare a ritagliarti una mezz’ora ogni giorno e vedrai che i progressi saranno apprezzabili a vista d’occhio. Dopo un po’ ti sembrerà di non progredire più, ma non è vero. Anche quando il tuo corpo avrà assimilato la respirazione diaframmatica e sarà diventato un meccanismo naturale, un po’ di esercizio ogni tanto ti aiuterà a non perdere la tecnica.

Una corretta respirazione è il punto di partenza per far andare avanti il tuo corpo rilassato e forte.

Saper respirare correttamente ti permetterà di scaricare le tensioni accumulate durante una giornata molto faticosa o prima di andare in scena con uno spettacolo.

Se è vero che l’emozione può giocare brutti scherzi è anche vero che controllando il respiro puoi riuscire a calmare te stesso e trasformare un affanno in un respiro rilassato mantenendo il controllo della situazione.

Prima di andare in scena

Voglio darti un ultimo consiglio che cerco di seguire sempre. Almeno mezz’ora prima di andare in scena ritagliati un momento tutto per te, in un angolo buio del dietro le quinte o seduto in scena con il sipario chiuso. Chiudi gli occhi e cerca di svuotare la mente, concentrandoti solo sul tuo respiro. Sentirai il corpo sciogliersi e scaldarsi, pronto ad accogliere il pubblico in sala! Non è sempre facile, soprattutto quando le battute che dovrai dire di li a poco si cancellano dalla tua mente come per magia e pensi di esserti dimenticato buona parte del copione! Ma in fondo, tutti i mesi di prova fino a quel momento saranno serviti a qualcosa no? E allora il respiro si farà regolare e le battute torneranno in mente. E tu sarai finalmente pronto!

Non perderti gli altri tutorial!

Questo è il secondo appuntamento con i tutorial di Recitazione di Teatro per tutti!

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