Primo piano di Eduardo De Filippo

Eduardo De Filippo (Immagine di Pubblico dominio, Fonte: Wikipedia)

Oggi 24 Maggio è un giorno importante, non solo perché siamo arrivati al settimo appuntamento del nostro progetto “Monologo del Mese”, ma perché il 24 Maggio 1900, nacque il grande Eduardo de Filippo.

Per questo motivo siamo ancora più liete di chiedervi di rispondere alla sfida lanciata dal nostro bravissimo amico e attore Luca Carrieri, che ha interpretato il monologo del Caffè del bel personaggio di Pasquale Lojacono, tratto da “Questi Fantasmi“.

Per vedere la sua interpretazione basta andare sul canale YouTube di Teatro per Tutti.

Perché Pasquale Lojacono?

Perché noi di Teatro per Tutti siamo innamorate di Eduardo e del suo teatro e probabilmente il modo per omaggiarlo al meglio è parlare di “Questi fantasmi“, una delle sue opere più importanti.

Lo facciamo parlando appunto di Pasquale Lojacono, un personaggio molto complesso, dalle molteplici sfaccettature.

Un personaggio quindi non facile e una sfida allettante per chi ama recitare.

Chi è Pasquale Lojacono?

Pasquale Lojacono è una sorta di antieroe moderno. Afflitto dalla consapevolezza di non riuscire a rendere felice la propria moglie, di molti anni più giovane di lui, e di vivere quindi una situazione matrimoniale in crisi, aggravata anche dal suo essere uno squattrinato.

E’ necessario essere a conoscenza di queste informazioni, per riuscire a capire la natura ambivalente e non sempre chiara di questo personaggio.

La trama della commedia infatti è tutta giocata su un equivoco che porta il protagonista a credere nell’esistenza di un fantasma benefattore che gli fa dei doni. In realtà quei doni sono destinati a sua moglie e il fantasma non è altri che l’amante della moglie!

Nel corso della storia lo spettatore potrebbe avere qualche dubbio sull’ingenuità di Pasquale, che a volte sembrerebbe essere soprattutto una farsa…Tanto che alla fine di “Questi Fantasmi!”, ti ritrovi a pensare “Ma Pasquale ci è o ci fa?”

Pasquale ci è o ci fa?

Non è una domanda semplice e non presuppone una risposta semplice, perché a tratti Pasquale Lojacono sembra davvero essere un uomo dolce ed ingenuo, innamoratissimo della moglie e convinto dell’esistenza di un fantasma buono, che gli fa i regali.

Ma può anche essere vero il contrario, perché in alcune circostanze sembra essere una persona cinica, che si approfitta dell’amante di sua moglie e del denaro che quest’ultimo lascia per Maria. Una persona un po’ gretta, che pur di continuare a ricevere il denaro, passa sopra al tradimento della moglie.

Pasquale Lojacono è contraddittorio, un personaggio a più dimensioni.

Ed è questa sua ambiguità a renderlo così interessante e moderno, perché anche noi non siamo ad una sola dimensione.

Ed è qui tutta la forza di Pasquale Lojacono.

Pasquale Lojacono è una persona normale.

Pasquale Lojacono è come noi e possiamo immedesimarci in lui.

La Trama di “Questi Fantasmi!”

Pasquale Lojacono si trasferisce con la giovane consorte Maria in un appartamento all’interno un sontuoso palazzo seicentesco.

Maria non sa che Pasquale ha ottenuto un affitto gratuito per cinque anni da parte del proprietario, in cambio del suo impegno a sfatare una leggenda, secondo la quale l’appartamento è infestato dai fantasmi.

Raffaele, il portiere, spiega al nostro protagonista le regole attraverso cui poter rispettare l’accordo col proprietario: per dimostrare che non c’è alcun fantasma nell’appartamento, Pasquale due volte al giorno dovrà affacciarsi a tutti e 68 i balconi di casa, mostrandosi sereno e felice, magari cantando pure qualche canzone.

Niente di più semplice!

Anche perché, almeno inizialmente, Pasquale è scettico circa la presenza dei fantasmi.

Inoltre, nonostante queste siano richieste strambe, decide di rispettarle perché dimostrare l’inesistenza dei fantasmi potrebbe rivelarsi utile anche per lui. L’appartamento, infatti, è così grande che può permettersi di sfruttarne una parte come pensione, ricavandone quindi dei guadagni e riscattare così la sua condizione economica e migliorare il matrimonio con la moglie.

Nel corso della commedia, però, Pasquale inizia a ricredersi circa la questione dei fantasmi.

Soprattutto dopo alcuni episodi che il portiere stesso gli racconta.

Il suo scetticismo crolla poi, inevitabilmente, quando incontra per caso Alfredo, l’amante della moglie.

Ancora piuttosto scosso dai sinistri racconti che ha sentito, Pasquale scambia l’uomo per un fantasma.

E’ per questo motivo che Pasquale non si pone troppe domande quando in casa trova, casualmente, denaro e doni che Alfredo sta facendo all’amante. E’ convinto che i fantasmi di quella casa lo abbiano preso così tanto in simpatia, da fargli addirittura dei regali.

Esortato da questi “doni” del fantasma benevolo, Pasquale mette alcuni  annunci sul giornale circa la pensione, che però non hanno l’effetto sperato: non c’è alcun cliente all’orizzonte.

Il nostro continua comunque a passare le sue giornate mantenendo fede al patto e ritrovandosi  spesso a conversare con il Professor Santanna, suo dirimpettaio, fingendo serenità e felicità affacciato ai vari balconi di casa.

 

Perché Pasquale non si fa qualche domanda?

Il denaro del fantasma non giova neanche al rapporto con la moglie.

Significativa è la scena in cui Maria gli rimprovera di non domandarsi da dove arrivino tutti quei soldi e stufa dell’equivoca connivenza dimostrata dal marito, decide di  lasciarlo, fuggendo con Alfredo.

Già da questo momento è possibile sospettare che l’ingenuità di Pasquale sia fittizia.

Il sospetto può diventare certezza nella scena in cui Armida, la moglie di Alfredo, con tutta la famiglia si reca nell’appartamento a fare una scena madre a Pasquale che, terrorizzato, rimane in silenzio.

Questo è un momento cruciale di “Questi fantasmi!” perché, anche di fronte all’evidenza, Pasquale continua a credere alla storia del fantasma benefattore e, anzi, scambia per spettri pure Armida e la sua famiglia!

E’ da questo momento che inizi a farti sospettoso “Ma davvero è così ingenuo?

Lo spettatore potrebbe chiedersi come mai Pasquale non indaghi, non faccia niente. Potrebbe pensare che sia in malafede. Ma anche l’ultimo incontro di Pasquale con l’amante della moglie, non riesce ad essere chiarificatore.

Alfredo è tornato nell’appartamento con dei denari per poter finalmente fuggire via insieme a Maria.

In questo incontro, Pasquale ancora crede (o finge di credere?) che egli sia il fantasma benefattore.

Inginocchiandosi di fronte a lui lo implora di aiutarlo ancora una volta, dicendogli che solo con il suo contributo riesce a dare una vita dignitosa a Maria, confessandogli quindi quanto la ama.

Alfredo, commosso da questa dichiarazione d’amore, sta al gioco e gli lascia il denaro che aveva portato con sé per fuggire con Maria.

La confessione e le parole di Pasquale sono così struggenti che alla fine possiamo commuoverci anche noi insieme ad Alfredo.

Ma ecco che, Eduardo, subito dopo, vuole farci ricredere.

Nella scena immediatamente successiva, Pasquale si mette a contare i soldi sul balcone, raccontando l’accaduto al Professor Santanna che, silenzioso, ha appena assistito a tutta la scena assieme allo spettatore.

La battuta con cui si chiude la commedia è proprio di Pasquale che, lasciando lo spettatore con un sorriso amaro, mostra ancora una volta la natura ambivalente di questo straordinario personaggio, che fino all’ultimo non sai se amare per la sua ingenuità o disprezzare per il suo fingersi credulone perché gli conviene:

“Professore, professore, avevate ragione voi… I fantasmi esistono… Come mi avevate consigliato voi. Vi ricordate, quando stamattina ci siamo incontrati? Ho fatto finta di partire, sono tornato e mi sono nascosto là fuori… Pensavo di restare tutta la notte, invece si è mostrato subito. Ci ho parlato… Mi ha lasciato una somma di danaro… (Mostra i biglietti). Guardate… Però dice che ha sciolto la sua condanna, che non comparirà mai più… (Ascolta) Come?… Sotto altre sembianze?….È probabile… chissà.”

Il Monologo del Caffè.

Eduardo De Filippo nel monologo del caffé, da Questi Fantasmi

Eduardo De Filippo nel monologo del caffè. (Fonte: Wikipedia)

Il Monologo che Luca Carrieri ha interpretato per Teatro per Tutti è probabilmente la scena più famosa di tutta la commedia. La troviamo all’inizio del Secondo Atto, in uno dei rari momenti di tranquillità del protagonista.

Pasquale, dopo pranzo, ha deciso di preparasi un caffè seduto ad uno dei 68 balconi dell’appartamento e conversa amabilmente con il professor Santanna, suo dirimpettaio.

Il Professore è l’unico personaggio di tutta la commedia a non comparire mai in scena, l’unico silenzioso.

Ma la bravura di Eduardo De Filippo ha fatto in modo di rendere vivo questo Professor Santanna, di farlo parlare. Lo ha fatto sia attraverso la scrittura che tramite il suo impareggiabile modo di recitare.

Ma chi è il Professor Santanna?

Il Professor Santanna è una sorta di confidente per Pasquale.

Quando gli è possibile, passa volentieri del tempo con lui, parlandoci del più e del meno.

Come ho già detto, è l’unico personaggio che non compare mai in scena, ma nonostante questo è una presenza importantissima. E forse lo è, perché rappresenta un po’ noi spettatori, in teatro, seduti in platea.

Infatti il professor Santanna, vera invenzione teatrale di Eduardo, se ne sta sempre al proprio balcone e proprio come gli spettatori in sala sa tutto. Assiste come noi a quel che succede in questo enorme appartamento e sa per certo, come noi, che Alfredo non è un fantasma.

Sa per certo che Pasquale viene tradito da sua moglie.

Come lo ha definito Aldo Giuffrè, è “l’occhio del mondo”.

Come tale, però, non si limita ad osservare gli avvenimenti ma anzi indirettamente li condiziona. Tenta di farlo una prima volta proprio nel monologo che Luca ha interpretato per noi.

Durante questo monologo, Pasquale esalta il rito tutto napoletano del caffè.

Un inno al vivere partenopeo e al caffè, in particolare, che è un’esperienza da assaporarsi intensamente fin dalla sua preparazione.

Tutto il monologo quindi è incentrato proprio sulla spiegazione della preparazione del caffè che non è da sottovalutare o far senza cura, perché è una vera e propria arte.

Durante questa spiegazione il Professor Santanna tenta di suggerire al protagonista che sua moglie lo tradisce.

Quando Pasquale parla del “becco”  di carta da lui ideato per ottimizzare il funzionamento della sua caffettiera, il professore nel sentire questo termine, invece di volgere lo sguardo alla caffettiera guarda Pasquale: il “becco” è lui!

Pasquale coglie il suggerimento?

Beh’… tutto sta nell’interpretazione dell’attore e nella visione del regista.

 

Il testo del Monologo.

“A noialtri  napoletani, toglierci questo poco di sfogo fuori al balcone… Io, per  esempio, a tutto rinunzierei tranne a questa tazzina di caffè, presa  tranquillamente qua, fuori al balcone, dopo quell’oretta di sonno che  uno si è fatta dopo mangiato. E me la devo fare io stesso, con mani.  Questa è una macchinetta per quattro tazze, ma se ne possono ricavare  pure sei, e se le tazze sono piccole pure otto per gli amici… il caffè  costa cosi’ caro… (Ascolta, poi) Mia moglie non mi onora queste cose  non le capisce E’ molto piu’ giovane di me, sapete, e la nuova  generazione ha perduto queste abitudini cbe, secondo me, sotto un certo  punto di vista sono la poesia della vita; perchè, oltre a farvi occupare  il tempo, vi danno pure una certa serenità di spirito. Neh, scusate Chi  mai potrebbe prepararmi un caffè come me lo preparo io, con lo stesso  zelo… con la stessa cura Capirete che, dovendo servire me stesso,  seguo le vere esperienze e non trascuro niente… Sul becco… lo vedete  il becco? (Prende la macchinetta in mano e indica il becco della  caffettiera) Qua, professore, dove guardate? Questo… (Ascolta) Vi  piace sempre di scherzare…. No, no… scherzate pure… Sul becco io  ci metto questo coppitello di carta… (Lo mostra) Pare niente, questo  coppitello ci ha la sua funzione… E gia’ perchè il fumo denso del  primo caffe’ che scorre, che poi e il piu carico, non si disperde. Come  pure, professo’, prima di colare l’acqua, che bisogna farla bollire per  tre o quattro minuti, per lo meno, prima di colarla dicevo, nella parte  interna della capsula bucherellata, bisogna cospargervi mezzo cucchiaino  di polvere appena macinata piccolo segreto! In modo che, nel momento  della colata qua, in pieno bollore, gia’ si aromatizza per conto suo.  Professo’ voi pure vi divertite qualche volta, perchè, spesso, vi vedo  fare al vostro balcone a fare la stessa funzione. (Rimane in ascolto) E  io pure. Anzi, siccome, come vi ho detto, mia moglie non collabora, me  lo tosto da me… (Ascolta) Pure voi, professo’ ?…. E fate bene…  Perchè, quella, poi, è la cosa piu difficile: indovinare il punto giusto  di cottura, il colore… A manto di monaco….. Color manto di monaco. é  una grande soddisfazione ed evito pure di prendermi collera, perchè se,  per una dannata combinazione, per una mossa sbagliata, sapete… ve  scappa ‘a mano o’ piezz’ ‘e coppa, s’aunisce a chello ‘e sotto, se  mmesca posa e ccafè… insomma, viene una zoza … siccome l’ho fatto  con le mie mani e nun m’ ‘a pozzo piglia’ cu nisciuno, mi convinco che è  buono e me lo bevo lo stesso. (II caffè ormai è pronto) Professo’, è  passato. (Versa il contenuto della macchinetta nella tazza e si dispone a  bere) State servito?… Grazie. (Beve) Caspita, chesto è cafè…  (Sentenzia) é ciucculata. Vedete quanto poco ci vuole per rendere felice  un uomo: una tazzina presa tranquillamente qui fuori… con un  simpatico dirimpettaio…”

 

“Questi fantasmi!” è un capolavoro di umanità.

Se non hai mai visto una messa in scena di “Questi fantasmi!”, corri subito a cercarne una!

Nel frattempo se vuoi, leggi il libro o guarda il DVD dell’edizione televisiva della commedia, diretta e interpretata dallo stesso Eduardo De Filippo.
Se sei un attore, anche non napoletano, prova a metterti in gioco anche tu come ha fatto Luca!

Interpreta questo bellissimo monologo e condividi il video nel nostro gruppo Facebook dedicato ai monologhi del mese!

In poche parole, divertiti anche tu a rendere Virale il Teatro! 🙂

 

Guarda il video del monologo del caffé, tratto da “Questi Fantasmi!” (Eduardo De Filippo)

 

 

Summary
Il Monologo del Caffé, da "Questi Fantasmi" di Eduardo De Filippo
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Il Monologo del Caffé, da "Questi Fantasmi" di Eduardo De Filippo
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Questi fantasmi è tra le opere più belle di Eduardo De Filippo. Non perdere l'occasione di interpretare uno dei monologhi più famosi del teatro Italiano!
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