Oggi concludiamo la nostra carrellata sui canali di comunicazione digitali parlando di un sito internet che negli ultimi anni ha assunto un’importanza senza precedenti grazie alla sua capacità di dare spazio agli utenti, permettendo loro di condividere non soltanto pensieri e foto, ma anche interi video.

Stiamo parlando di Youtube, che oggi conta oltre un miliardo di utenti in tutto il mondo.

Nato nel 2005, Youtube inizialmente sembrava un abile modo di aggirare la pirateria, permettendo agli utenti di ascoltare canzoni ed album appena usciti senza acquistare il CD. Di recente, però, Youtube è diventato uno dei canali più utilizzati per il marketing ed ha permesso a molti personaggi di emergere dalla massa ed acquistare notorietà: ne sono esempi Clio Zimmatteo con i suoi tutorial di make up e The Weeknd, scoperto dalla sua casa discografica grazie ai suoi video.

Questi due personaggi sono senz’altro ottimi esempi di come Youtube (ma anche Vimeo, un servizio simile) possano aiutarvi ad emergere non solo come compagnia, ma anche come attori singoli.

Ad esempio, avete già interpretato la vostra versione del Monologo del Mese di Teatro per Tutti?

Se ancora non l’avete fatto, sbrigatevi!

Il prossimo video a diventare virale potrebbe essere il vostro!

Come usare YouTube per promuovere il teatro

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Come promuovere il teatro con YouTube

Se per il momento non siete interessati a diventare Youtuber, ma il vostro scopo è la pura e semplice promozione di uno spettacolo, di un corso di recitazione o di una scuola, potete comunque utilizzare Youtube per ottenere più followers e spettatori.

Il punto di inizio è rappresentato da poche, semplici regole.

1. APRITE IL VOSTRO CANALE YOUTUBE

Non caricate video a caso utilizzando account Google privati!

Fate in modo di avere un canale Youtube tutto vostro, che porti il nome della vostra scuola di recitazione o della vostra compagnia teatrale. In questo modo, coloro che vedono il video avranno sempre chiaro chi è il creatore di un certo contenuto e, inconsciamente, lo assoceranno alle loro esperienze precedenti.

Ammettiamo che voi troviate un tutorial che spiega come recitare il monologo di Amleto nel migliore dei modi e sia firmato “John Brown”.

Chi è John Brown? Perché il suo metodo è più corretto di quello di John Green, per esempio?

Se invece il tutorial è firmato “The Globe Theatre” ecco che già vi fidate di più e nel vostro cervello scatta l’associazione con il teatro shakespeariano per eccellenza.

Ecco una guida per aprire il vostro canale youtube!

 

2. CREATE CONTENUTI ORIGINALI E DI VALORE

Quando caricate dei video, cercate sempre di pubblicare contenuti che possano essere interessanti per il pubblico sotto vari punti di vista.

Molti video possono avere uno scopo esclusivamente promozionale, ma ce ne sono altri che sono meno autoreferenziali e che, però, raggiungono un maggior livello di interesse da parte del pubblico.

 

I VIDEO PROMOZIONALI

Tra i video con scopo esclusivamente promozionale, troviamo tutti quei video che mostrano spezzoni di spettacoli, filmati delle prove e papere sul set.

Questo tipo di video è fondamentale nella promozione di uno spettacolo perché dà un’idea allo spettatore di quello che andrà a vedere.

Ricordate l’articolo sulle 7P, in cui discutevamo di quanto sia importante dare allo spettatore delle prove tangibili?

Youtube vi permette di fare proprio questo, gratis!

È importante che i video con funzione di trailer abbiano immagini di buona qualità (se possibile in HD) e un ottimo sonoro. Con un po’ di lavoro e gli strumenti adatti (ad esempio Windows Movie Maker) si può ottenere un montaggio di qualità semiprofessionale con costi bassissimi.

Se, invece, ve la cavate con la grafica potete anche montare dei brevissimi cartoni animati, facendone il trailer del vostro spettacolo. Guardate che carini i trailer della Royal Shakespeare Company, per esempio!

Nel caso che non abbiate i mezzi, le capacità o il tempo di creare dei trailer semiprofessionali, vi sconsiglierei di utilizzare questo tipo di video per la promozione e vi proporrei di passare a dei video più artigianali, che però danno sempre ottimi risultati.

Abbandonate, dunque, l’idea di creare un trailer e condividete altri due tipi di video: spezzoni delle prove e papere dal set.

Questo tipo di video non soltanto vi permette di avere contenuti sempre nuovi da ricondividere, ma crea anche un maggiore legame tra gli spettatori e gli attori.

Molto spesso gli attori vengono visti come distanti e inavvicinabili dal pubblico e questa sensazione è tanto più forte quanto più è seria la tematica dell’opera interpretata.

Spesso ci è difficile immaginarci l’attore che sul palco interpreta Re Lear come un compagno di bevute o il quarto in una partita di briscola!

Se però questo attore viene mostrato nella sua imperfezione mentre fa le prove e sbaglia le battute, o inserisce una parola in dialetto tra i versi secolari di Shakespeare, la sua aura di inavvicinabilità cade e lo sentiamo vicino a noi.

È sempre un’ottima idea cercare di instaurare questo tipo di rapporto tra gli attori e il pubblico, perché più il pubblico sentirà l’attore come un amico o, almeno, un conoscente, più sarà invogliato a seguirne le vicende sui social e più desidererà andarne a vedere le performance.

 

VIDEO FORMATIVI

La strumentazione per girare i video sono alla portata di tuttiPer video formativi intendo quei video in cui lo spettatore non si limita ad apprendere informazioni su uno spettacolo o su un corso, ma dai quali può, effettivamente, ricavare dei consigli, delle dritte o degli spunti di divertimento.

In questa categoria inserisco tre tipi di video: le interviste, i tutorial e le video challenges.

Le interviste si collocano a metà tra la categoria dei video promozionali e quelli formativi, a seconda degli argomenti trattati.

Se andassimo ad intervistare un regista che sta allestendo una nuova versione dell’Otello, questo potrebbe scegliere di parlarci solo ed esclusivamente di come lui intende metterlo in scena e di come chiede ai suoi attori di interpretare i personaggi. In questo caso è un video totalmente autoreferenziale e promozionale.

Se però il regista discuterà di come veniva vissuto il teatro ai tempi di Shakespeare, di come l’Otello s’inseriva nel panorama teatrale del 1600 e di come un certo tipo di interpretazione sia più appropriato di un altro, il regista insegnerà effettivamente qualcosa agli spettatori. Con un’intervista del genere si crea valore per lo spettatore, che si porta a casa qualcosa di più di una data e un luogo dove andare a vedere uno spettacolo. Questo è un video formativo, che stimola nello spettatore il desiderio di tornare a visitare il vostro canale nella speranza di trovare ulteriori informazioni interessanti.

I Tutorial svolgono, più o meno, la stessa funzione del secondo tipo di interviste, ma con una distinzione.

Se nell’intervista lo scopo formativo è, in qualche modo, celato e limitato ad un argomento, i tutorial possono spaziare da un argomento all’altro e fornire spiegazioni dettagliate. In un’intervista, un regista può passare ore a descrivere l’importanza del metodo Stanislavskij, ma un tutorial sarà molto più efficace e ne darà una dimostrazione.

Le video challenges, infine, sono un tipo di video molto interessante perché spingono lo spettatore a formarsi da solo. Nel momento in cui viene proposta una sfida allo spettatore, questo si sente immediatamente coinvolto, si sente parte dell’azione ed è spinto a dare il meglio per vincere la sfida o per non fare una brutta figura partecipandovi.

In questo modo, lo spettatore si auto forma e, inconsciamente, fa tesoro di ciò che ha imparato nella preparazione alla sfida, che gli tornerà utile in futuro.

Generalmente, questo tipo di contenti raggiunge un maggior numero di interazioni e un livello più altro di engagement rispetto ai video promozionali. Da un lato, questo è dovuto al fatto che lo spettatore trae un vantaggio dal video. Dall’altro, questi contenuti possono essere pubblicati in qualsiasi momento dell’anno, senza dover coincidere con uno spettacolo o l’inizio di un nuovo corso. Di conseguenza, se i contenuti vengono postati con frequenza, allo spettatore verrà ricordata costantemente l’esistenza della vostra scuola o della vostra compagnia.

 

3. CONDIVIDETE!

Condividere resta sempre e comunque la regola numero uno.

Nel marketing le comunicazioni devono essere coerenti e integrate, pertanto ogni video dovrebbe essere ricondiviso su tutti gli altri canali digitali di cui disponete.

Vi suggerirei di caricare non più di un video a settimana sul vostro canale Youtube e di condividerlo in giorni diversi sugli altri social, in modo da raggiungere la massima esposizione.
Quando avrete caricato tre o quattro video potrete cominciare a postarli e ripostarli sui social, in modo da mantenere sempre aggiornate le vostre pagine.

 

Un ultimo consiglio

Prima di concludere, vi lascio con un piccolo consiglio che può sembrare ovvio e che, in quanto tale, viene spesso trascurato: inserite i dettagli nei vostri video.
Ad esempio, se volete promuovere uno spettacolo, chiudete il video con una schermata che indichi data, orario e luogo della rappresentazione.
Se non farete questo, rischiate che il vostro bel video, curato nei minimi dettagli, sia completamente inutile.

Con questo articolo abbiamo concluso il nostro excursus sull’utilizzo dei canali digitali nel Marketing.
Spero che gli ultimi tutorial vi siano stati utili nel darvi una panoramica completa di come creare una strategia di marketing che riesca ad integrare i diversi strumenti disponibili.

Vi aspetto tra qualche settimana per il prossimo tutorial!