Eccoci finalmente arrivati al sesto appuntamento del nostro Monologo del Mese!

Abbiamo finalmente l’occasione di parlare di uno dei personaggi femminili più oscuri e affascinanti del teatro occidentale, l’intrigante Lady Macbeth, il cui monologo è stato interpretato dalla bravissima Bianca Santi nel video che trovate sul Canale YouTube di Teatro per Tutti.

Perché Lady Macbeth?

Lady Macbeth è l’unica tra le donne di Shakespeare che, fin dalla sua primissima apparizione, non mostra di possedere quelle caratteristiche tipicamente femminili come la dolcezza, la fragilità, la bontà che di solito il Bardo ha affidato alle donne all’interno delle sue opere.

Lady Macbeth possiede una “non femminilità” che è piuttosto rara all’interno della drammaturgia teatrale (almeno quella occidentale). Di fatto è perciò unica nel suo genere e non poteva non far parte del nostro progetto.

Inoltre oggi, 23 Aprile, è l’anniversario della nascita e della morte di William Shakespeare e noi siamo davvero liete di poterlo celebrare parlandoti di uno dei suoi personaggi femminili più insoliti e seducenti, uno di quei personaggi che ogni attrice vorrebbe interpretare!

Chi è Lady Macbeth?

Prima di parlarti di Lady Macbeth, forse è meglio se dai un’occhiata al mio articolo “Le donne di Shakespeare”, in cui ho scritto una brevissima trama della tragedia più sanguinosa del nostro William.

La caratteristica che subito salta all’occhio di Lady Macbeth è la sua spietata avidità.

Fin dalla sua prima comparsa in scena, Lady Macbeth appare avvolta in una sorta di aura oscura, che la rende agli occhi del lettore/spettatore cattiva, ma anche terribilmente affascinante.

Le basta leggere la lettera in cui il marito racconta di aver avuto un incontro con delle strane creature, che gli hanno predetto un futuro da Re, perché l’ambizione di diventare regina di Scozia la trasformi in una fredda mente calcolatrice, pronta anche a commettere un omicidio pur di raggiungere il suo obiettivo.

E, in effetti, è molto più spregiudicata e determinata del marito, almeno inizialmente.

Macbeth, infatti, è rimasto turbato dall’incontro con le tre streghe e ha qualche scrupolo nel mettere in atto il piano diabolico di sua moglie, il quale prevede l’uccisione di Re Duncan.

 

Ma Macbeth è completamente soggiogato dalla forte personalità della moglie, per cui, anche se con rimorso, uccide ferocemente il re accoltellandolo.

In un secondo momento, d’accordo con la moglie, incolpa dapprima le guardie di Duncan (che Lady Macbeth ha sapientemente fatto ubriacare perché non intralciassero il marito nel compiere il regicidio) poi fa cadere i sospetti sui figli dello stesso re che, per la paura, sono fuggiti via.

A quel punto, essendo Macbeth cugino di Duncan, viene proclamato Re e Lady Macbeth raggiunge il suo obiettivo.

La Fine di Lady Macbeth

A questo punto della storia Lady Macbeth, che ha sempre avuto il controllo della situazione, non riesce più a tenere a freno l’ambizione del marito, che diventa ben presto molto più feroce e sanguinario di lei.

Arriverà a far uccidere perfino bambini e donne inermi, pur di mantenere il potere.

Di fronte a questa violenza, finalmente, Lady Macbeth si mostra un po’ più umana.

La ritroviamo così nel quinto atto, sonnambula, scossa dai sensi di colpa nell’atto di lavarsi le mani da un sangue che non riesce a togliere via. Sola, senza il sostegno di nessuno, esce di scena, suscitando nello spettatore quasi pietà, anche se ormai  è molto difficile dimenticare la crudeltà di cui è stata capace.

Shakespeare, forse per punirla di così tanta cattiveria, non ci fa vedere come muore Lady Macbeth, anche se sappiamo della sua dipartita nella quinta scena del quinto atto. Viene annunciata con poche e secche parole a un Macbeth ormai reso inumano dalla sua irrefrenabile sete di potere.

Per la moglie, che inizialmente ha amato e dalla quale si è fatto guidare, ha poche parole prive di qualsiasi affetto:

Avrebbe dovuto morire più tardi: non sarebbe mancato un tempo più opportuno per questa parola. […] Spengiti piccola candela! La vita è solo un’ombra che cammina, un povero commediante che si pavoneggia e si dimena per un’ora sulla scena e poi cade nell’oblio…

Il Monologo di Lady Macbeth.

Il monologo che ho scelto per il progetto targato Teatro per Tutti viene pronunciato da Lady Macbeth nella quinta scena del primo atto, subito dopo aver letto la lettera in cui il marito le narra dell’incontro con le tre streghe.

Lady Macbeth, come detto poco più su, subito dopo aver letto della profezia delle streghe viene invasa da una irrefrenabile ambizione: vuole a tutti i costi che suo marito diventi il Re di Scozia e niente e nessuno dovrà intralciarla, senza subirne dolorose conseguenze.

Sicuramente sa per certo che il modo più veloce ed efficace per far diventare Re suo marito, è uccidere l’attuale Re Duncan e i suoi figli ed è per questo motivo che prega alcuni spiriti maligni di toglierle ogni debolezza e dolcezza di donna, affinché possa non avere scrupoli nel portare avanti il suo piano.

 

Con questo monologo Lady Macbeth rinuncia quindi alla sua femminilità.

A tutti quei sentimenti di pietà e dolcezza che potrebbero distoglierla dal suo obiettivo primario. Mette a tacere la sua coscienza, più di donna che di essere umano, asservendosi al Male, senza minimamente accorgersi che intraprendere una strada del genere potrebbe rivelarsi fatale.

Alcuni studiosi si sono domandati come mai Lady Macbeth desideri così ardentemente che suo marito diventi Re.

Può essere soltanto terribilmente ambiziosa e diventare, lei per prima più che suo marito, regina di Scozia?

Oppure ama davvero così tanto Macbeth da desiderare che abbia sulla propria testa la corona, costi quel che costi?

Beh, può darsi che sia così, visto che si batte per lui più come farebbe una madre, piuttosto che una moglie, desiderosa com’è di avere solo il meglio per il consorte.

Quel che è certo è che Shakespeare non ce lo spiega.

Ed è proprio per questo che Lady Macbeth è così seducente: è malvagità pura.

E, si sa, il Male ha un suo fascino.

Il testo del monologo.

Atto I, Scena V

Il corvo stesso che gracchia il fatale ingresso di Duncan sotto i miei spaldi, è rauco. Venite, oh voi spiriti che vegliate sui pensieri di morte, in quest’istante medesimo snaturate in me il sesso, e colmatemi tutta da capo a piedi, della più atroce crudeltà.  Ispessite il mio sangue, occludete ogni accesso ed ogni via alla pietà, affinché nessuna contrita visita dei sentimenti naturali scuota il mio feroce disegno o stabilisca una tregua tra lui e l’esecuzione.  Venite al mio seno di donna, prendetevi il mio latte in cambio del vostro fiele, oh voi ministri d’assassinio, dovunque nelle vostre invisibili forme siate pronti a servire il male degli uomini.  Vieni, densa notte, e ammantati del più perso fumo d’inferno, perché il mio affilato pugnale non veda la ferita che fa, e il cielo non possa affacciarsi di sotto la coltre delle tenebre per gridare “Ferma!”

 

Mettiti alla prova!

Questo è il video del monologo di Lady Macbeth. Come ho già detto altre volte, non abbiamo la pretesa di dirti che questa è la versione giusta del monologo.

Questa è solo la versione che Bianca ha voluto dare. E’ come lei vive e sente le parole di questo intrigante personaggio.

Tu, invece, come interpreteresti lady Macbeth?

Faccelo sapere, raccogliendo la nostra sfida: iscriviti al gruppo facebook del Monologo del mese e segui le indicazioni per partecipare.

Aiutarci a rendere virale il teatro! 🙂